Nuova legge elettorale comuni: #tormentellum due punto zero

Nelle settimane scorse ho spiegato il sistema elettorale che ho chiamato #tormentellum, le due carastiche erano:
A) 2 schede elettorali diverse per l’elezione del sindaco(e del suo vice) e l’elezione del consiglio comunale.

B)primarie al primo turno con almeno 3 candidati per ogni contrassegno

C) ripartizione del consiglio comunale in maniera proporzionale, senza sbarramenti e con possbilità di veto da parte del sindaco.

Mi rendo conto delle difficoltà che si possono incontrare nelrealizzare tutte queste proposte, ed in particolar modo nell’inserire il veto utilizzabile dal sindaco, che permetterebbe allo stesso sindaco di far valere la propria volontà all’interno del consiglio, seppure quest’ultimo risulti eletto in maniera proporzionale.

Perciò, escludendo questo punto, vorrei presentare il tormentellum due punto zero.

Cosa cambierebbe rispetto all’attuale sistema di voto:

a)Ci sarebbe un primo turno, ovvero le primarie,dove c’è una sola scheda elettorale  dove si confrontano i candidati di tutti gli schieramenti.
La scheda elettorale è molto semplice: c’è un solo contrassegno e ci sono 3 candidati per ogni contrassegno, i candidati primi classificati di ogni contrassegno a cui corrispondono almeno il 15% dei voti validi risultano candidati al secondo turno.
b)Ci sarebbe un secondo turno, dove sono presenti 2 schede elettorali, una per l’elezione del sindaco ed una per l’elezione del consiglio comunale.
La scheda per l’elezione del consiglio comunale è una scheda dove sono previsti simboli di partiti senza coalizioni e senza indicazioni dei candidati sindaco.

Il premio di maggioranza si ottiene invece dividendo il comune in un numero di seggi uninominali che vengono assegnati sulla base della seconda scheda, quella dove sono presenti i candidati sindaci.

Ogni scheda dove sono presenti i candidati sindaci sarà diversa per ogni collegio uninominale, e conterrà 3 nomi per ogni candidato sindaco.
Il candidato sindaco che otterrà il maggior numero di voti nel singolo collegio uninominale farà eleggere in quel collegio il candidato o la candidata che ha ottenuto il piu alto numero di preferenze.

Questi collegi uninominali costituiscono implicito premio di maggioranza e andrebbero a sostituire l’attuale premio di maggioranza eliminando dunque il turno di ballottaggio.

Com’è evidente questo sistema non da’ garanzie di piena governabilità, perchè se c’è un testa a testa tra due candidati sindaci nei collegi uninominali c’è la possibilità che non vi sia una maggioranza chiara dopo il voto.

Per questo ritengo che vada salvaguardato quanto scritto nella prima versione del #tormentellum e cioè l’esclusione di un voto di insediamento del sindaco da parte del consiglio comunale aumentando al 67% la percentuale richiesta al consiglio stesso per sfiduciare il sindaco uscito vincitore dalla competizione.

Dopotutto va ricordato che siamo ancora in una repubblica rapprentativa e parlamentare, quindi va salvaguardato il ruolo di chi controlla e di chi è controllato, altrimenti il rischio è che il sistema collassi.

Questo sistema è valido anche per le regioni, e volendo può essere valido anche per il parlamento nazionale, l’importante è che si dosi con cura il numero di seggi uninominali di modo tale che il loro numero non possa superare il 15% dei voti.

E chiaro che personalmente preferivo la prima versione perchè c’è il proporzionale puro, ma qui c’è almeno la scelta democratica del candidato sindaco oggi lasciata solo a primarie private scelte effettuate dalle segreterie di partito.
In piu c’è sempre l’augurio che non sia presente lo sbarramento elettorale ed in ogni caso se c’è un sostanziale pareggio è giusto che non siano dato troppi seggi ad una sola parte.

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