Tiro al piccione contro il QE: drogati accusano metadone per l’astinenza

ImmagineC’è in atto un tiro al piccione contro il quantitative easing che ne accusato per qualunque cosa negativa passi per la testa degli economisti.
Volete per un momento provare ad immaginare come saremmo messi se non vi fosse stato il QE?
Provateci solo per un momento, immaginatevi un tasso di interesse al 6%, un default a catena, un PIL in contrazione perenne per i paesi del sud europa….

Ci sono voluti 40 anni di politiche economiche sbagliate per cacciarci in questa situazione e ora qualcuno pretende che in pochi mesi la stampa di banconote che non è stata fatta per decenni risolva il gravissimo problema che si è venuto a creare nel tempo e che è stato sapientemente ignorato?

Capisco  che il tossicodipendente che non riceve la sua dose va in crisi ed è  capace di dire le cose al contrario,magari che la droga fa bene che ne  ha bisogno, ma oggi la droga non è la stampa di banconote, la stampa di  banconote è il metadone, la droga invece è questo sistema capitalistico  che da 40 anni fa aumentare il debito pubblico.

Se non  si riuscirà a smettere di usare il metadone non si potrà in ogni caso  classificare il metadone al pari della cocaina, perchè è a causa dei  danni della cocaina, cioè del debito crescente, cioè del divieto che  vige da 30 anni di acquistare titoli di debito con la stampa di  banconote, che si è creata questa crisi.

ora non si può  ribaltare la realtà e dire come ha detto qualcuno che stampare banconote  per acquistare titoli di debito è come mettersi a spacciare droga.
No,  non è così, la droga è il debito che aumenta indicriminatamente con le  banche private che continuano a fare profitti sul debito pubblico,  questo com’è ovvio non può andare avanti per lungo tempo.
così  come il cocainomane sarà ridotto sempre peggio, una società che  utilizza questo sistema economico andrà totalmente in crisi, ed ho già  descritto molte volte e spiegato perchè prima che economica è una crisi  sociale, quando anche i politici sono pagati dalle multinazionali  private che vogliono le privatizzazioni e vogliono togliere la sovranità  al popolo.

Ritornerò successivamente in questo articolo a parlare di banche, ma ora una considerazione sul PIL.
Io non penso che una crescita del prodotto interno lordo allo 0,6% sia ridicola, anzi io ritengo sia una buona, e ritengo anche che sia meglio +0,6% che -0,6%.
Dopodichè c’è una grande aspettativa creata dall’attuale presidente del consiglio, che per ben 3 volte non consecutive ha predetto dei prodotti interni lordi impossibili da raggiungere.
Ha stimato una crescita dell’1,6% per il prossimo anno, che se ci va di lusso potrà diventare uno 0,5%.
18 mesi fa sbagliò la stima che nel dato rele finale del 2014 fù del negativo dello 0,7%, anche se nelle sue slide propagandistiche ha deciso di eliminare questo dato in quanto ritenuto scomodo.
Le sue stime del 2014 prevedevano anche le successive stime per il 2015, e rivelatesi anch’esse sbagliate.
Ma se non ricordo male praticamente tutti gli economisti dicevano che l’italia avrebbe avuto bisogno di una crescita di almeno il 2% per generare nuovi posti di lavoro.
Come è evidente, e come è evidente in ogni parte del mondo dove sono state stampate banconote, come ad esempio nel regno unito dove il presidente del consiglio è stato per lodare la ripresa dell’occupazione, è la stampa di banconote ad aver creato posti di lavoro e ad aver diminuito il valore della moneta,tra l’altro rendendo piu pesante la situazione di chi fino a quel momento non aveva stampato.
E questo è quello che dico da anni…. mentre altri economisti sostenevano che non bisognava stampare banconote perchè il problema dell’euro “NON ERA UN PROBLEMA DI LIQUIDITA’ “.
Ora però stranamente si moltiplicano le lamentele su una presunta liquidità per le imprese che sarebbe diminuita e questo diventerebbe un buon motivo per accusare il quantitative easing e dire che non è servito.

In pratica si è capito benissimo che a qualcuno non va bene questo meccanismo e che dunque si sta mettendo in pratica un tiro al bersaglio, una volta parlando di fallimento perchè l’inflazione non sale, l’altra volta parlando di fallimento perchè la liquidità diminuisce.
Lo ribadisco ancora una volta: non è per l’inflazione che si fa un quantitative easing(link), perchè l’inflazione è solo la parte finale di tutto un processo che si viene a generare ed in alcuni casi, come sostengono alcuni economisti avveduti(link), può essere adirittura la spia di una recessione in arrivo.
Ma come si può dar colpa al QE del mancato aumento della liquidità se la maggior parte degli economisti sosteneva prima del QE che non c’era un problema di liquidità?
Eppure invece c’era, come ho scritto esattamente 12 mesi fa, l’acquisto di ABS e CB ha aiutato una fuga di capitali dall’italia.
Ad ogni modo già prima del QE c’era la liquidità in calo…
Io credo non adremo da nessuna parte se non ci mettiamo in testa che noi come paese siamo organicamente indipendenti da tutti i servizi che produciamo.
Un sistema bancario che investe soldi italiani all’estero per ottenere il 5% di profitto e per dare il 3% di rendimento al correntista italiano NON STA FACENDO UN BUON SERVIZIO AL PAESE, NON STA FACENDO FUNZIONARE MEGLIO L’AZIENDA ITALIA.
E’ meglio se il correntista riceve solo l’1% ma se quei soldi vanno alle piccole imprese che operano sul territorio.
Ed è per questo che ci vorrebbe una separazione bancaria, è per questo che la riforma delle popolari è stata deleteria, si dovevano togliere i titoli tossici dalle popolari, vietare l’acquisto di titoli stranieri, rendere obbligatorio il prestito nello stesso territorio dove il correntista aveva depositato i soldi.
Se un risparmiatore sa che quei soldi rendono meno ma servono al territorio circostante e non vanno in giro per il mondo alla ricerca di paradisi internazionali(dove peraltro ben presto splafoneranno i debiti pubblici) quel correntista è disposto ad accettare di ottenere meno, ma vuole vedere nel suo paese tutti i servizi funzionanti.
No perchè qui siamo di fronte ad un problema di società, meglio ricevere degli ottimi rendimenti con soldi che vanno all’estero e poi vedere tutti i negozi che chiudono oppure vogliamo pensare ad un sistema diverso dove non c’è solo l’individuo con il suo conto corrente che ragiona per se stesso, aiutato dai media che fanno breccia nel suo interesse per ottenere di piu?

Parliamo delle banche popolari che avrebbero dovuto poter scegliere se seguire il modello locale o il modello globale, ed invece sono state costrette obbligatoriamente a seguire il modello globale, quotandosi in borsa, robe assurde fatte da questo governo.
Ed ora si apre la partita delle cooperative…

Ma qualcuno pensa che senza quantitative easing e con le banche messe in questo modo il nostro debito pubblico sia sostenibile?

Cioè, se rimane fermo in cifra assoluta a 2 mila e passa miliardi ci si può aspettare che chi ha dei titoli possa rinnovarli, e a tal proposito farei notare tra parentesi che prima dell’asta sarebbe meglio prevedere la possibilità di dare un diritto di prelazione per il rinnovo automatico degli stessi titoli, quando si è prossimi alla scadenza, al tasso di interesse scelto dal governo e non dal mercato, in modo tale che se qualcuno vuole rinnovare quei titoli non deve ricomprarne di nuovi ma può trattare ancor prima della scadenza, ottenendo percentuali piu basse ma un allungamento della durata.

Se quindi grazie all’austerità,una volta finite le manovre della banca centrale europea, avremo piu o meno lo stesso debito in cifra assoluta, ci si può aspettare che i tassi di interesse non crescano eccessivamente.

Ma se il debito dovesse continuare ad aumentare in cifra assoluta bisognerà che nuovi titoli vengano posti sul mercato e questo renderà ancora piu difficile trovare compratori e aumenterà i tassi di interesse.

I minori tassi di interesse pagati dall’italia quest’anno e l’anno scorso sono merito del QE, altrimenti oggi il debito sarebbe ben piu alto, è un vortice dal quale non si può mai uscire senza austerità.
A noi sembra che non sia importante ma siamo in questa situazione proprio perchè non è mai sembrato importante, e domani staremo peggio di oggi proprio perchè a noi oggi non sembra importante.

E’ una beffa dire che l’austerità è la causa della mancata uscita dalla crisi economica quando è evidente a tutti che l’austerità non esisteva prima della crisi e sono state le vecchie politiche economiche della spesa ad averci portato dentro questa crisi.

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