Sul decreto mutui e l’esproprio della casa

Dice il decreto mutui:

“la valutazione della casa, successivamente all’inadempimento, deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale”.

Quindi  solo successivamente all’inadempimento c’è un perito indipendente che  fa una valutazione, e non invece prima di concedere il prestito in modo  tale da essere sicuri che quel prestito sia realmente coperto e si eliminino le brutte pratiche bancarie che fanno aumentare del 10% gni anno i crediti inesigibili di cui poi lo stato deve fornire garanzia.
Ma  poi se è il tribunale a nominare questo perito poco importa se non c’è  piu la sentenza del giudice, cioè se viene applicata la nuova direttiva  europea che consente alla banca di vendere direttamente la casa dopo 18  rate non pagate, infatti si passa comunque per il tribunale che appunto  nomina un perito indipendente.

Dice inoltre:

“il  trasferimento del bene immobile alla banca, a seguito  dell’inadempimento, comporta l’estinzione del debito  anche se il valore  dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo”.

Ribadisco  il concetto espresso altre volte, se nessuno vuole comprare la casa, ad  esempio perchè non c’è stata pubblicità sulla vendita(e di questo il  decreto è completamente privo) e quindi se non ci sono offerte, è chiaro  che poi il prezzo cala e che la banca lo può vendere al prezzo che  ritiene opportuno per riavere indietro solo ed esclusivamente la parte  di prestito che ancora gli manca, mentre se ne frega apertamente se  l’ex-proprietario dell’immobile dato in garanzia ha onorato il 40% di  quel prestito e non ha piu nulla, ne la casa, ne riceve indietro una  parte di quei soldi.

Il punto è che ancora una volta  manca una valutazione nazionale della variazione dei prezzi degli  immobili,un indice che permette al valore originario di subire delle  modificazioni restando in una certa tolleranza, ma vietando di andare  sotto quella cifra.

In poche parole nel decreto non si  vieta alla banca di regalare una casa espropriata, di regalarla magari  ad un’azienda controllata dalla banca stessa, indipendentemente dalla  valutazione del perito indipendente che non è vincolante e invece  dovrebbe esserlo tenendo conto anche dell’indice nazionale dei prezzi delle case che permette di avere una certa elasticità.

ovviamente nel decreto non c’è nemmeno la possibilità per il cliente di effettuare una permuta con una forma diversa, ad esempio il mutuo vitalizio.

Inoltre non si specifica e non alcuna differenza tra seconda e prima casa, se ad esempio una persona possiede solo quell’immobile e non paga le rate, dovrebbe avere l’opportunità di convertire il debito in mutuo vitalizio, anche con il parere contrario della banca.

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