Updates from marzo, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 14:21 il 30 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Gli illusi dello “schema di ponzi sul debito pubblico” 

    L’attuale sistema economico è fondato sul debito e in realtà è un vero e proprio schema di Ponzi e pertanto dovrebbe essere messo fuori legge.

    Lo schema di ponzi è semplice, basta trovare qualcuno che creda che sia possibile arricchirsi dando un piccolo anticipo in denaro e diventando poi parte del sistema cercando di alimentare la catena cercando di ottenere piccoli anticipi dai successori che a loro volta credono di potersi arricchire.

    E così è il sistema del debito pubblico, noi siamo i successori di chi è arrivato prima di noi che incassa e fa aumentare il debito pubblico che dopo qualcuno dovrà pagare.

    Come nella catena dello schema di ponzi i partecipanti non si accorgono di quanto sta accadendo vivendo nell’illusione di ottenere maggiore prosperità.
    Purtroppo quando crolla lo schema di ponzi si crea l’effetto domino e in un brevissimo lasso di tempo ci ci rende conto della realtà e di quanto si è stati stupidi.

    Ma fin quando lo schema non crolla tutti si è ancora convinti che il sistema debito/inflazione possa portarci opulenza ma in realtà all’aumentare del debito e dell’inflazione si riducono sempre più i margini di prosperità.

    L’ammettere che il sistema non stà in piedi significa paradossalmente affossarlo, il far finta che resti in piedi, il portare l’ottimismo contro i gufi, serve solo per guadagnare tempo ed è la scelta meno dolorosa.

    Nel contempo si continua a parlare contro l’austerità, contro le politiche che tendono a limitare l’aumento del debito, in una situazione di globalizzazione dove i diritti sono messi sul mercato e vincono gli stati che ne hanno di meno e che possono venderci i loro prodotti mettendo in crisi tutto il nostro sistema sociale e naturalmente facendo ulteriomente crescere il debito.

    Gli illusi dallo schema di ponzi sono quelli che chiamano gufi i realisti, quelli cioè che hanno capito come andranno a finire le cose.
    Ma gli illusi dallo schema di ponzi sono anche quelli che oggi stanno ottenendo la rendita dallo schema di ponzi,loro sono il vertice della piramide, ecco perchè non potranno mai e poi mai ammettere che il sistema è una truffa.

    Il loro mestiere è illudere le persone al fine di ottenere la svendita totale della sovranità degli stati e vengono pagati profumatamente per fare questo.

    La totale idiozzia si completa con il rendere private le proprietà pubbliche e con il rendere incapace il pubblico nella gestione e nella formazione dei lavoratori che deve essere regolata solo ed esclusivamente dal mercato a concorrenza perfetta.

    L’ignoranza nell’avere zone con il 25% di disoccupazione e marciapiedi e strade con le buche perchè non ci sono i soldi per ripararli, nel mentre al supermercato,a causa della differenza del costo del lavoro e della vita con gli altri stati, si trovano prodotti creati all’estero da persone pagate 1 dollaro all’ora grazie alla globalizzazione senza regole.

    Pian piano riforma dopo riforma, si capirà benissimo che il sistema pensionistico va verso il totale fallimento e lo si capirà quando il pensionato medio con tale pensione calcolata con il contributivo non ci potrà vivere nemmeno per 7 giorni al mese, altro che arrivare alla fine del mese.

    nel frattempo i vertici dello schema di Ponzi inventano giorno dopo giorno nuove motivazioni quali una mancanza di efficienza per svendere le proprietà pubbliche e con il controllo dei media impongono la visione ideologica per privatizzare la società comprando i beni collettivi e fingendo di utilizzare tali vendite per ridurre il debito, cosa clamorosamente falsa.

    E quindi si ritorna al debito che deve aumentare per far crescere le buste paga e le pensioni, e così l’illusorio schema di ponzi avanza di generazione in generazione, chi arriva in cima perchè ha cominciato prima riceve moltissimo, poi piano piano si cerca di dare sempre un pochino meno a tutti, poi infine lo schema di ponzi crolla.

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    Anche Enrico Berlunguer partecipò alla svendita della Repubblica
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    Il “vecchio” stato sociale e il “moderno” stato sociale
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  • giamps78 14:16 il 30 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Il “vecchio” stato sociale e il “moderno” stato sociale 

    La crisi non è tanto economica quanto sociale, questo concetto l’ho espresso varie volte.
    Ma bisogna specificare che cosa si intende per crisi sociale.

    Non è tanto l’economia a fallire quanto quello che oggi viene chiamato “moderno” stato sociale.

    Il Vecchio stato sociale prevedeva la schiavitù, pertanto se qualcuno non aveva nulla faceva lo schiavo, viveva male ma aveva un tetto sotto cui dormire e probabilmente almeno un pasto al giorno.

    Invece nel moderno stato sociale sembra una gara all’ipocrisia in cui tutti si riempiono la bocca di parole di conforto e di aiuto verso i meno abbienti.

    Il voler continuamente promettere tutto a tutti ci porterà a non dare piu nulla a nessuno.
    L’ideologia dello stato sociale prevede che si aiuti con moneta sonante chiunque dimostri di aver bisogno,la schiavitù moderna è la dipendenza dallo stato che in cambio chiede fette sempre più consistenti di riservatezza e di libertà.

    Quello che ci viene incontro non è il fallimento del mercato a concorrenza perfetta ma anzi è il mercato a concorrenza perfetta ad averci preso ogni nostra sovranità e ad aver prodotto successivamente “piano piano poco poco” il logoramento dello stato sociale fino allo sfascio più completo che ancora oggi viene considerato sostenibile.

    Ci si vuole illudere che aiutando maggiormente i bisognosi il problema si possa risolvere e si ritiene dunque che lo stato sociale non sia in alcun modo in pericolo.

    Ma non è così in quanto maggiori denari vengono dati ai bisognosi, di maggiori denari ci sarà poi successivamente bisogno.
    Siamo in un circolo vizioso in cui alle condizioni date risulta impossibile uscirne illesi.

    La strada è già bella segnata, si sono spolpati il paese, comandano l’informazione, mistificano a loro uso e consumo i concetti per far apparire sbagliato ciò che è giusto ma che comoda a loro.

    Si sono spartiti le spoglie della repubblica e la situazione appare irreversibile.

    L’ideologia dello stato sociale è molto difficile da combattere, la credenza di fondo è quella di far pensare che lo stato realmente possa aiutare tutti e abbia l’obbligo morale di farlo.

    No, invece non è così, le singole comunità locali devono avere quest’obbligo posto al di fuori del mercato e dello scambio monetario.
    Deve essere chiaro che è fuori dalla storia una manifestazione nazionale dei sindacati per alzare le pensioni.
    Bisogna invece creare un sistema di comunità locali basate sull’umanesimo senza scopo di lucro, un sistema capace di fare le manutenzioni comunali che oggi pesano sui bilanci e di dirigere l’erogazione delle forniture nei servizi di base quale acqua, luce e gas che devono essere forniti gratuitamente limitatamente alla soglia minima che deve essere garantita a chiunque.

    Tutto questo deve essere finalizzato in modo tale da non costare allo stato per fare in modo che il mercato a concorrenza perfetta non abbia tasse che fanno fuggire il lavoro in altri stati e in modo tale da ottenere l’azzeramento del debito pubblico.

    Lo stato sociale inoltre ha fallito anche ha posto il denaro come base di un qualsiasi rapporto umano, e così l’indiviualismo ha devastato la mentalità collettivista.

     
  • giamps78 14:11 il 30 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Anche Enrico Berlunguer partecipò alla svendita della Repubblica 

    Anche il segretario dell’allora partito comunista italiano, benchè non si sia mai trovato in posizioni di governo, ha partecipato allo sfascio e alla svendita del patrimonio pubblico.

    Era il periodo del grande sorpasso che sembrava dovesse arrivare da un momento all’altro, il partito comunista primo partito italiano e la democrazia cristiana non più egemone che nei decenni precedenti che continuava a perdere voti di elezione in elezione.

    Anni prima le cose in italia non andavano così male, anzi alcuni hanno parlato di “miracolo economico” per sottolineare il passaggio dalle macerie lasciate dalla guerra mondiale all’industrializzazione spinta.

    Le cose non andavano male perchè la banca d’italia, che per legge doveva essere pubblica, apparteneva al tesoro ed ogni anno aumentavano i lingotti d’oro e le riserve auree.

    Poi qualcuno pensò che fosse necessario dare di più a tutti, anche a coloro che non avevano versato i contributi pensionistici.
    Il finale è già scritto ed è semplice da individuare: nel tentativo di dare di più a tutti ben presto si arriverà al non dare più nulla a nessuno.

    Nobile tentativo di dare alle classi meno abbienti un reddito, di cambiare il sistema pensionistico che fino ad allora era a capitalizzazione e di tramutarlo in un sistema retributivo con una scala mobile per l’incremento delle pensioni, nonchè baby pensioni senza aver versato alcun contributo.

    Peccato che da qualche parte i soldi bisogna prenderli e li abbiamo presi dai capitalisti che poi hanno presentato il conto.

    Invece di creare un sistema di mutuo soccorso privo di scopo di lucro questi involuti comunisti hanno contribuito a creare il debito pubblico e ci hanno gettato tra le braccia dei capitalisti ai quali poi abbiamo dovuto dare la nostra sovranità nazionale.

    Potremmo chiederci noi che cosa c’entriamo con tutto questo, potremmo dire che il passato è passato, se non fosse che ogni singolo euro dato in pensioni versate allegramente ha creato dipendenza totale dei cittadini dallo stato sociale e ognuno di quei singoli euro non è sparito nel nulla ma è entrato a far parte del debito pubblico italiano.

    Siamo arrivati al punto di multare per lavoro nero due pensionati che raccolgono l’uva nel proprio orto.

    E’ una cosa brutta da dire, me ne rendo conto, ma noi oggi stiamo pagando,e pagheremo per sempre, gli interessi sul debito creato a causa di pensioni erogate a gente che magari è già morta oltre 10 anni e che non aveva versato alcun contributo per poter ottenere quel denaro.

    Ebbene si, quei soldi sono entrati a far parte del debito pubblico, non sono stati erogati dal nulla,non esiste il famoso detto “chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scordiamoci il passato”, lo stato si è indebitato ed ha pagato le pensioni.

    Certo, parecchie persone grazie alla riforma pensionistica retributiva ha vissuto meglio, ma il loro vivere meglio si è poi tradotto nel nostro vivere peggio.

    Chiaramente i pensionati di oggi stanno via via perdendo quei diritti, ma è facile capire che di generazione in generazione quei diritti saranno sempre meno fin quando non ci sarà diritto per alcuno.

    Il punto chiave del discorso è che noi non abbiamo piu l’IRI, noi non abbiamo più tutte le società interamente in mano pubblica che siamo stati costretti a svendere sul mercato.

    E dunque Enrico Berlinguer è responsabile esattamente come Romano Prodi, svenditore d’assalto all’epoca presidente dell’IRI.

    E’ la stessa responsabilità nell’aver svenduto le proprietà pubbliche della repubblica per difendere l’assistenzialismo dello stato sociale dal quale il partito comunista prendeva parecchi voti.

    Hanno dato più importanza al loro presente che al nostro futuro, non è saltato in mente di costruire un servizio di lavori pubblico comunali senza scopo di lucro come integrante e sostitutivo delle erogazioni pensionistiche per chi non aveva versato i contributi e per gli indigenti.

    Oggi rispetto ad allora la situazione è di molto peggiorata ma siamo arrivati al punto di non ritorno.
    Una volta i partiti erano nelle fabbriche, spalla a spalla con i lavoratori e c’era un contatto diretto della base con gli eletti e con i problemi sul territorio.
    Oggi al posto dei partiti che infatti sono in stato comatoso, i sindacati tentano di comprendere i lavoratori ma non fanno gli interessi della collettività, fanno gli interessi di parte.

    Così come il partito comunista era legato all’assistenzialismo dello stato sociale ed ha contribuito alle privatizzazioni e alle lieralizzazioni, cioè hanno dato in pasto le nostre aziende ai capitalisti, oggi i sindacati si inventano la storiella del dare lavoro ai giovani nel tentativo di ingannarli subdolamente.

    Non si stà dando lavoro ai giovani, si stà creando un sistema che farà aumentare ulteriormente il debito pubblico con i prepensionamenti e la scusa che poi saranno i giovani ad occupare quei posti di lavoro.

    Così, mentre l’età pensionabile si stà alzando considerevolmente, riforma dopo riforma(siamo già alla sesta riforma negli ultimi 21 anni), mentre le pensioni saranno sempre più da fame e vengono tolti diritti acquisiti(ma solo per le future generazioni) i sindacati stanno ancora lì a ragionare esattamente come faceva Enrico Berlinguer 30 anni fa’.

    Vogliono ancora mangiare sulle spalle delle future generazioni, mentre oggi è adirittura l’ISTAT ad alzare l’età pensionabile in base all’aspettativa di vita senza bisogno neppure di una nuova legge, mentre diminuiscono anno dopo anno i rendimenti dei contributi veri versati dai lavoratori che daranno un domani seguito ad un calcolo al ribasso, mentre le forze dell’ordine mantengono inalterate e vigenti perfino le baby pensioni,mentre non avviene alcun ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni che continuano ad essere erogate con i vecchi sistemi retributivi.

    Più volte ho spiegato quale dovrebbe essere il corretto funzionamento di questo sistema.
    Ogni lavoratore versa i suoi contributi non all’INPS ma bensì allo stato tramite l’acquisto di debito pubblico.
    Il futuro pensionato avrà cioè acquisito dei titoli di stato che nel tempo hanno fruttato degli interessi e senza essere passato per le banche private.
    Questo dovrebbe essere il corretto funzionamento ed invece avviene l’esatto opposto con gli occupati di oggi che pagano le pensioni ai pensionati di oggi con gente che adirittura parla di aumento dell’età pensionabile e di aumento delle retribuzioni pensionistiche, il che naturalmente alzerebbe il debito pubblico che poi in futuro qualcuno dorvà pagare.

    Poi tramite i lavori pubblici comunali si crea una nuova divisione del lavoro senza scopo di lucro per dare assistenza a tutti quelli che non hanno una pensione e non hanno un lavoro e si forniscono gratuitamente i servizi di luce, gas ed energia elettrica al di sotto di una certa soglia.

     
  • giamps78 06:58 il 25 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Ecco come Cina può legalizzare dumping grazie a LTRO della BCE 

    Dimostrerò  come Cina può legalizzare dumping eseguendo un LTRO ermanente su modello BCE.

    Perchè LTRO è una via di mezzo tra aiuti di stato e dumping?

    Come ho spiegato nell’articolo intitolato “deformazioni dell’LTRO” vi sono almeno 4 pesanti deformazioni messe in pratica dalla banca centrale che stampa denaro da zero e lo consegna agli amici degli amici.

    Io ritengo che qui si sia andati contro molteplici trattati europei, ad esempio quello sulla concorrenza, ma perchè no anche quello sul dumping.

    Parliamo di Cina che tra qualche mese potrebbe essere ammessa a pieno titolo nel commercio mondiale e quindi non dover piu pagare i dazi che ora sono previsti proprio a causa del duping effettuato dal governo cinese sui suoi prodotti, e facciamo un parallelo con LTRO della Banca centrale europea.

    Oggi la Cina paga i propri costruttori di acciaio per vendere in europa a prezzi ribassati, vendere in perdita serve per mantenere alte le produzioni e salvaguardare una parte dei posti di lavoro.
    I dazi servono appunto per tentare di ripristinare un prezzo che non metta fuori dal mercato le nostre imprese, cioè per evitare che nel salvare i propri posti di lavoro, i cinesi non facciano fuori i nostri, che devono rispettare tutta una serie di regole quali il divieto degli aiuti di stato.

    Certo che avrebbe dell’incredibile il trovarsi la Cina nel mercato mondiale senza piu dazi e contemporaneamente l’apertura di  un’infrazione europea per aiuti di stato nei confronti dell’ILVA di taranto per un prestito fatto dopo una nazionalizzazione e fatto in primo luogo per gravi e urgenti motivi di sicurezza sanitaria.

    In ogni caso il governo cinese ha un modo per sfuggire alla “tagliola occidentale” e per continuare a produrre grandi quantità di merca grazie ad una tipologia di duping che pare non essere assolutamente vietato.

    In altre parole se il governo cinese facesse un suo LTRO sullo stile della banca centrale europea potrebbe tranquillamente entrare nel mercato mondiale continuando a fare dumping.

    La banca centrale europea stampa soldi ad interessi negativi e li regala alle banche.
    Anche la banca centrale cinese può stampare soldi ad interessi negativi e regalarli alle banche(nazionalizzate) che li regalano a tasso negativo alle aziende produttrici di acciaio che di conseguenza ricevono soldi gratis e abbassano i prezzi.

    già più volte ho spiegato che se un prestito ha un tasso negativo si stà in realtà monetizzando quel debito.

    Se ho un ventennale che ha un tasso di interesse negativo al -5% credo sia evidente a tutti che si tratta di un finto prestito perchè alla fine dei 20 anni non dovrò restituire alcunchè.

    E’ un finto prestito, in realtà sono soldi a fondo perduto, ecco che la cina con questo sistema può fare legalmente tutto il dumping che vuole e nessuno può dire nulla.

    In realtà io qualcosa da dire la avrei visto che ho denunciato subito le deformazioni dell’LTRO che va contro tutti i trattati europei compresi quelli che riguardano la libera concorrenza, gli aiuti di stato, il dumping, il conflitto di interessi visto che le banche private multinazionali hanno la maggioranza in parecchie banche nazionali degli stati che sono a loro volta azioniste della BCE.

     
  • giamps78 10:18 il 23 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    selezione naturale e differenza tra jihadisti e bio-terroristi 

    Se si mercifica qualsiasi cosa dal piu piccolo bene a quello piu grande, arrivando perfino a far inserire nel prodotto interno lordo pure lo spaccio di droga, si toglie valore alla vita.

    Che differenza ci può essere tra un jihadista che uccidendosi uccide anche altre 40 persone e un bio-terrorista capitalista che ucciderà per cominciare milioni di persone, e forse miliardi con un attacco biologico?

    In entrambi i casi si tratta di selezione naturale della specie, anche sarebbe piu corretto parlare di selezione della specie senza utilizzare la parola naturale.

    Un jihadista che si ammazza deve pensare che è meglio smettere di vivere piuttosto che continuare a farlo, il valore della vita in questo caso è incredibilmente basso.

    Ad abbassare questo valore e a contribuire alla nascita e conversione di nuovi jihadisti c’è proprio il capitalismo che mercifica qualsiasi cosa senza vi si possa porre alcun limite.

    Il bio-terrorista seleziona la specie grazie all’evoluzione della ricerca utilizzando nei laboratori di ricerca dei virus e dicendo che servono per trovare degli antivirus e dei vaccini, e poi li mescola creando sostanze letali di cui solo lui possiede il siero.

    Chi non segue questa gara verso il “progresso” è e resterà indietro sarà piu debole, sarà ricattabile, sarà sotto costante minaccia, una minaccia equivalente anzi piu pericolosa dell’arma nucleare.

    E allora il mondo gira intorno al tentativo di superare gli altri,di essere migliori, di fregare il piu possibile, perchè sul progresso capitalista si fonda la sopravvivenza stessa di una specifica economia o società.

    Chi arriva primo vince, chi non partecipa è destinato a soccombere o a contare zero.

    Questo ateggiamento di selezione naturale complica la natura sociale del mondo, inserisce interferenze nella vita quotidiana abbassandone il livello ed il valore.

    Anche l’autodisruzione capitalistica si è ben strutturata all’interno di questa nuova società del lavoro.

    Lo svago è autodistruttivo e l’autodistruzione è una forma di libertà che divide la vita reale dalla serietà e dal distacco dall’ambiente circostante a cui siamo obbligati quotidianamente dal lavoro, anch’esso posto nella competizione globale.

    Avanti di questo passo il valore della vita sarà talmente basso da poter essere facilmente sostituito.

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    L’IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO (populorum progressio)
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    Non c’è differenza tra governisti e terroristi:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/03/22/non-ce-differenza-tra-governisti-e-terroristi/

    L’epoca della Borghesia (Carl Marx 1848):
    https://giamps78.wordpress.com/2016/02/04/lepoca-della-borghesia-carl-marx-1848-2/

     
  • giamps78 08:16 il 23 March, 2016 Permalink | Rispondi
    Etichette: , civiltà, denaro, enciclica, imperialismo, internazionale, liberale, papa   

    L'IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO (populorum progressio) 

    Alcune parti dell’enciclicadi Paolo VI intitolata “populorum progressio” :

    Urti di civiltà:
    L’urto tra le civiltà tradizionali e le novità portate dalla civiltà industriale dirompe le strutture che non si adattano alle nuove condizioni.
    Dentro l’ambito,spesso rigido,di tali strutture s’inquadra la vita personale e familiare, che trovava in esse il suo indispensabile sostegno, e i vecchi vi rimangono(vi rimanevano NDR) attaccati, mentre i giovani tendono a liberarsene, come d’un ostacolo inutile, per volgersi avidamente verso nuove forme di vita sociale.
    Accade così che il conflitto delle generazioni si carica di un tragico dilemma: o conservare istituzioni o credenze ancestrali, ma rinunciare al progresso, o aprirsi alle tecniche e ai modi di vita venuti da fuori, ma rigettare in una con le tradizioni del passato tutta la ricchezza di valori umani che contenevano.
    Di fatto, avviene troppo spesso che i sostegni morali, spirituali e religiosi del passato vengono meno, senza che l’inserzione nel mondo nuovo sia per altro assicurata.

    In questo stato di marasma si fa piu violenta la tentazione di lasciarsi pericolosamente trascinare verso messianismi carichi di promesse, ma fabbricatori di illusioni.
    Chi non vede i pericoli che ne derivano, di reazioni popolari violente, di agitazioni insurrezionali, e di scivolamenti verso ideologie totalitarie?
    Questi sono i dati del problema, la cui gravità non può sfuggire a nessuno.

    L’uso dei redditi:
    il bene comune esige dunque talvolta l’ESPROPRIAZIONE se, per via della loro estensione, del loro sfruttamento esiguo o nullo, della miseria che ne deriva per le popolazioni, del danno considerevole arrecato agli interessi del paese, certi possedimenti sono di ostacolo alla prosperità collettiva.
    Affermandolo in maniera inequivocabile il concilio ha anche ricordato non meno chiaramente che il reddito disponibile non è lasciato al libero capriccio degli uomini, e che LE SPECULAZIONI EGOISTE DEVONO ESSERE BANDITE.
    NON E’ DI CONSEGUENZA AMMISSIBILE CHE DEI CITTADINI PROVVISTI DI REDDITI ABBONDANTI, PROVENIENTI DALLE RISORSE E DALL’ATTIVITA’ NAZIONALE, NE TRASFERISCANO UNA PARTE CONSIDEREVOLE ALL’ESTERO, A ESCLUSIVO VANTAGGIO PERSONALE, SENZA ALCUNA CONSIDERAZIONE DEL TORTO EVIDENTE CH’ESSI INFLIGGONO CON CIO’ ALLA LORO PATRIA.

    Capitalismo liberale:
    Ma su queste condizioni nuove della società si è malauguratamente instaurato un sistema, che considerava il profitto come motivo essenziale del progresso economico,LA CONCORRENZA COME LEGGE SUPREMA DELL’ECONOMIA, LA PROPRIETA’ PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE COME UN DIRITTO ASSOLUTO, SENZA LIMITI NE OBBLIGHI SOCIALI CORRISPONDENTI.
    Tale liberalismo senza freno conduceva(conduce NDR) alla dittatura a buon diritto denunciata da Pio XI come generatrice dell’ “IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO”.
    NON SI CONDANNANO MAI ABBASTANZA SIMILI ABUSI, RICORDANDO ANCORA UNA VOLTA SOLENNEMENTE CHE L’ECONOMIA è AL SERVIZIO DELL’UOMO.
    Ma se è vero che un certo capitalismo è stato fonte di tante sofferenze, di tante ingiustizie e lotte fratricide, di cui perdurano gli effetti, errato sarebbe attribuire all’industrializzazione stessa dei mali che sono dovuti al nefasto sistema che l’accompagnava(l’accompagna NDR)

     
  • giamps78 06:17 il 23 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Sul bilancio del veneto dovrebbero pesare stipendi personale 

    “Sui bilanci delle due Province autonome pesano gli stipendi del personale di tutti gli enti locali”.(Gianclaudio Bressa)

    Che poi è esattamente quello che ho sempre detto pure io…

    Anche gli stipendi devono far parte del bilancio degli enti locali, compresa la presenza o meno di eventuali province.
    Questo serve per dare la responsabilità della spesa agli enti locali altrimenti succede come è sempre successo che le regioni spendono e poi lo stato paga perchè non c’è un controllo.
    E mi riferisco anche alla capacità di debito degli enti locali che deve essere quantomeno limitata ai soli investimenti concordati con il senato della repubblica o con il governo della repubblica.

    Infatti è lo stato che in questo momento è a garanzia dei debiti delle regioni, io ancora una regione o un comune che sono lasciati fallire non gli ho visti, mentre ho visto tagli orizzontali, verticali ed obliqui a tutti gli enti locali per trovare le risorse che servono per ripianare debiti in comuni disastrati, come ad esempio in sicilia o nel comune di Roma dove peraltro è stato scoperto ultimamente lo scandalo affittopoli e con l’evasione dell’IMU, ma ricordiamoci che nelle ultime 3 finanziarie il comune di Roma è stato salvato 3 volte con i soldi di tutti.

    Dunque la responsabilizzazione delle amministrazioni locali non può che avere 3 paletti naturali e fondamentali:

    a) per ogni nuovo debito(compreso il project financing) e per i vecchi debiti che presentano criticità, serve una bollinatura della commissione finanze del senato oppure del ministro delle finanze del governo della repubblica.

    b)La spesa corrente presente nel bilancio di ogni ente locale deve comprendere anche gli stipendi del personale ed evidentemente va rispettata anche la costituzione quando parla di tasse locali e autonomia.
    Semmai va previsto un fondo di solidaritetà, ma le tasse locali non possono finire a Roma per poi essere restituite,ad esempio devono essere restituiti i fondi finiti nella tesoreria unica dei comuni.

    c) la contrattazione salariale di tutti gli stipendi pubblici deve essere decentralizzata con le gabbie salariali.
    Così come per i lavoratori privati si vuole dividere in contrattazione di primo e di secondo livello, anche per i lavoratori pubblici ci devono essere questi due livelli ma il secondo deve essere lasciato in mano alle comunità locali elette dal popolo e che in base al proprio bilancio ne stabiliscono l’entità.

     
  • giamps78 16:39 il 22 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Non c’è differenza tra governisti e terroristi 

    ImmagineParlamenti non hanno piu senso di esistere perchè non svolgono piu la funzione basilare per la quale sono stati creati: argomentare e convincere i parlamentari per ottenere dei buoni provvedimenti.
    E’ rimasto solo lo scambismo poltronistico governista organizzato dai poteri forti che pagano figuranti con parlantina e ne permettono l’elezione.
    Ogni attentato terroristico fa il gioco dei governisti e permette nuovi patriot act sempre piu stringenti.
    Il popolo potrebbe pure accettare di avere il collare come i cani pur di potersi sballare con la droga del sabato sera e pur di continuare a godersi una libertà tramutata in “autodistruzione per sentirsi vivi”.
    Una società che viene pian piano sradicata da queste politiche radicali e francamente non credo ci sia spazio per tornare indietro in quanto la cosa è studiata proprio bene.
    Ora mi chiedo come sia possibile parlare cultura e di esportazione della democrazia quando la democrazia viene a mancare quotidianamente qui da noi.
    Non dimentichiamoci che noi siamo il paese dove una sola persona ha potuto riscrivere l’intero statuto dei lavoratori attraverso una legge delega votata con la fiducia dove si c’era scritto che il presidente del consiglio poteva con un parere non vincolante del parlamento dettare legge.
    E difatti il parere del parlamento non è stato minimamente ascoltato, nemmeno dopo un voto in commissione a larga maggioranza.
    Noi non esportiamo democrazia, noi esportiamo dittatura travestita da democrazia e giustamente poi alle dittature forniamo anche armi, perchè gli affari vengono prima di tutto.
    Io non prendo lezioni di democrazia da uno pseudo dittatore che vuole devastare la nostra costituzione.
    E come detto il terrorismo è il miglior alleato dei governisti e consente loro di fare tutte le leggi che vogliono per renderci la vita ancor piu impossibile.
    La nostra cultura e la nostra società viene devastata quotidianamente da politiche totalmente sbagliate a causa di un sistema economico che regala ai potentati privati la golden-share sulle nostre vite.
    Il nemico sta seduto in un laboratorio pensando 24 ore al giorno come poter rendere schiava la popolazione.
    Il nemico sta seduto in quale ufficio dove pensa ad un sistema per far esplodere i debiti pubblici degli stati e farli totalmente privatizzare.
    Fantascienza? Complotto? Invenzioni dovute a fervida immaginazione?
    No, questa è la realtà.
    Ci sono persone in occidente che provocano guerre e non hanno alcun ritegno, non hanno alcun limite riuscendo ad utilizzare per i propri scopi la frusta economica per schiacciare intere popolazioni.
    E se vuole è in grado di creare anche un esercito terrorista che pare scagliarsi contro loro stessi ma che serve per far approvare leggi che tolgono la libertà al popolo.
    E il popolo ne sarà ben felice se potrà continuare a drogarsi presso i media.
     
  • giamps78 07:03 il 22 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Le 4 anzi 5 modifiche per rendere "potabile" l'italicum 

    Le 4 anzi 5 modifiche per rendere “potabile” l’italicum sono nell’ordine:
    1)Possibilità di alleanze dal secondo turno dando però il premio di maggioranza solo alla singola forza politica e sottraendo dal totale dei seggi quelli ottenuti al primo turno dalle forze politiche apparentate.

    2)Rivisitazione delle soglie del premio, che varierebbe dal 51% al 53% fino al 55% fissando un quorum riguardante il rapporto tra numero di voti della lista e totale degli aventi diritto al voto.

    Tale rapporto resta immutato e valido anche per il secondo turno e dunque non va ricalcolato con i parametri del del secondo turno.
    (Ad esempio la lista 1 ottiene il 30% dei voti al primo turno e il 55% dei voti al secondo. Per sapere se quel 55% supera il quorum si rapporta con l’affluenza del primo turno)

    Se tale quorum non è superato(ne al primo turno e neppure al ballottaggio) il premio di maggioranza porterebbe i seggi al 51% con la possibilità di arrivare al 53% o al 55% se al turno di ballottaggio si è fatto un apparentamento con una o piu forze politiche che in totale abbiano al primo turno rispettivamente superato il 5% o superato il 10%.

    3) eliminazione totale sbarramento che ruba seggi alle minoranze.

    4)Eliminazione dei capilista bloccati da sostituire con liste bloccate dove l’ordine di presentazione dei candidati conta solo ed esclusivamente quando il numero di preferenze raccolte dagli stessi è inferiore al 15% dei voti “candidato su partito” all’interno del collegio.

    (Ad esempio se il partito ottiene 100 voti e il primo per preferenze ne ha ottenute solo 10 allora a contare è la lista bloccata cioè l’ordine di presentazione dei candidati, mentre se le preferenze sono 16 allora il candidato che ha ottenuto tali preferenze viene eletto per primo)

    questo serve anche per garantire che ci sia un numero congruo di preferenze e per mettere anche i capilista votabili.
    Con queste 4 modifiche la legge elettorale denominata italicum diventa una legge elettorale “potabile”, anzi, si potrebbe parlare adirittura di una buona legge elettorale se vi fosse una quinta modifica

    5)creazione di un collegio unico nazionale contenente 20 seggi proporzionali e senza sbarramento,dove si candidano i leader di partito e si confrontano con le preferenze in tutta italia.
    Ad esempio Renzi e Cuperlo etc etc si sarebbero candidati in questo collegio unico nazionale e si sarebbero sfidati a colpi di preferenze.
    Ma questo vale anche per le altre formazioni politiche.
    Con il nome ed il cognome prestampati in una scheda elettorale creata solo per questo: stiamo parlando di milioni di preferenze effettive e non semplicemente di una “X” messa su un simbolo che contiene un cognome già deciso prima delle elezioni dal capo politico.
    Naturalmente il sistema di ripartizione deve permettere a tutti quelli che vicono le loro “primarie di lista”, che abbiano ricevuto un certo numero di preferenze, di ottenere un seggio.

    P.S.
    Ovviamente se l’italicum fosse modificato prima del referendum confermativo può essere ripristinato il consultellum e inserita la data di entrata in vigore successiva all’esito referendario che se fosse neativo vedrebbe un senato con la vecchia legge.

     
  • giamps78 12:12 il 20 March, 2016 Permalink | Rispondi  

    Referendum Veneto: difficile interpretazione dell'oggetto 

    Dico subito che non ho approfondito il tema, ma a me sembra strano che si organizzi un referendum popolare regionale veneto per avere piu poteri in base alla riforma costituzionale del 2001 approvata dal centro-sinistra.
    Mi sembra stranissimo che chi organizza il referendum chieda che venga svolto lo stesso giorno del referendum costituzionale quando il centro-sinistra, anzi il centro-destra-sinistra,ha in programma di organizzare una nuova modifica della costituzione che andrebbe a modificare proprio le parti della costituzione che in teoria fanno parte dell’altro referendum, quello veneto.
    In poche parole lo stesso giorno la costituzione potrebbe avere un esito referendario il cui esito annulla se stesso.
    Se dovessero prevalere i “SI” ad entrambi i referendum avremmo la costituzione approvata nel 2001che viene parzialmente cancellata probabilmente nelle parti che sono state utilizzate per chiedere il referendum veneto che si terrebbe lo stesso giorno, rendendolo fattivamente inutile.
    Certo, magari poi ci può essere qualche competenza che nella riforma Boschi non viene toccata nell’articolo 115 in base al quale si può fare questo referendum.
    Ma se così non fosse e se il referendum veneto arrivasse il mese dopo il referendum boschi, potrebbe anche non tenersi più, visto che la modifica costituzionale potrebbe renderlo nullo.
    Se invece tal referendum veneto arrivasse il mese prima, potrebbe essere fattivamente inutile perchè le competenze in alcuni casi avrebbero un ritorno a roma di competenze concorrenti sulle quali è previsto il referendum e di competenze esclusive che oggi sono delle regioni e domani vanno allo stato.
    Resta però la possibilità di fare una mobilitazione popolare travisando il significato del referendum e comunque valutandone i risultati dopo ch la corte costituzionale ha tagliato il 90% dei quesiti.
    Evidentemente se fosse fatto lo stesso giorno del referendum confermativo della riforma Boschi sarebbe quasi a costo zero, ma c’è da capire quanto è logico seguendo quantoscritto in precedenza.

    Certamente poi il parlamento nazionale pur avendo riportato a Roma alcune di quelle competenze può prendere atto del referendum e “concerle” alla regione veneto, anche se la costituzione non accenna piu a competenze concorrenti, quindi da questo punto di vista il referendum non sarebbe inutile.

    P.S.
    La data migliore per referendum veneto è in concomitanza con il ‪#‎referendum17aprile‬ sulle trivelle.
    Difficile o impossibile visto che mancano 30 giorni.
    Se referendum veneto sarà stesso giorno di referendum costituzionale c’è rischio di fare un gran pasticcio devastando costituzione.
    Piuttosto che regalare voti a renzi nel referendum costituzionale CHE TOGLIE COMPETENZE ALLA REGIONE è meglio non fare il referendum veneto, ritardarlo e regolarlo sulla base della nuova costituzione renziana, o comunque se il referendum è perso il governo cade…

    Sarà difficile dire alle persone di votare no ad uno e si all’altro e soprattutto spiegando il perchè, si rischia l’autogol clamoroso.

     
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