La pantomima delle primarie a Roma

La politica dovrebbe essere capace di guardare in faccia ai problemi risolvendoli creando delle leggi apposite, in questo caso creando una nuova legge elettorale che contenga le primarie fatte in seggi appositi dove si vota con degli scrutatori ufficiali.

Invece stiamo assistendo ancora, per l’ennesima volta, ad una politica che non è capace di risolvere i problemi e di continuare a subirli.

C’è il partito che si fa le primarie sotto i gazebo, quell’altro che le organizza 5 giorni prima e poi dice che nessuno ha ottenuto la maggioranza assoluta e che dunque la consultazione già di per se inutile lo è ancora di più.

Quello che si dovrebbe fare è molto semplice, un turno elettorale in cui ogni contrassegno ha tre candidati, dove al secondo turno non ci sono ballottaggi ma per accedere a quel secondo turno si deve superare uno sbarramento elevato(del 10 o del 15%).

Di due schede elettorali distinte, su una ci sono i candidati sindaci con un proprio contrassegno di coalizione e sull’altra scheda i simboli dei partiti senza che ci siano coalizioni, senza che ci siano premi di maggioranza, senza che ci siano sbarramenti.

Così si ottiene il voto vero dei cittadini per il sindaco che però non deve chiedere la fiducia al consiglio, e quest’ultimo che rappresenta in modo proporzionale il voto dei cittadini, comprese le liste che hanno ottenuto il 2%.

Un sindaco che abbia un diritto di veto, un vice-sindaco votato dai cittadini nel secondo turno, assieme al sindaco che nel primo ha vinto le primarie.
Il vice sindaco scelto dai cittadini fra 3 candidati a vice-sindaco che sarà il sindaco stesso a mettere in lista.

Poi basta dire che il sindaco non può usare il suo diritto di veto per quanto riguarda la modifica dello statuto e altre provvedimenti di garanzia democratica.

Lo stesso si può fare per le elezioni regionali e per il parlamento nazionale.

Il secondo turno non sarà un vero e proprio ballottaggio, infatti potrebbero esserci anche 3 o 4 candidati, e dunque al secondo turno non servirà ottenere la maggioranza assoluta dei voti per diventare sindaco.

Si crea così un sistema di pesi e contrappesi dove l’assemblea in teoria non ha una maggioranza di seggi.

E invece assistiamo ancora una volta alla politica che non riesce a risolvere i problemi, non riesce a modificare le leggi per rispecchiare la situazione del paese.
Vengono fatte leggi elettorali a seconda se il favorito è tizio o caio, senza che sia risolto il problema appena descritto e continuando perciò con queste finte primarie, con queste schermaglie prima delle elezioni dove sono le segreterie dei partiti a confrontarsi e a scontrarsi.

La democrazia invece è una cosa semplice, c’è una scheda elettorale vera e ci sono i voti dei cittadini.

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