Diatriba Bergoglio-Trump: No ai muri, no allo ius soli

ImmagineIl papa ha detto che vanno costruiti ponti e non muri, si ma bisogna capire a che cosa servono i ponti, per farci vivere sotto gli immigrati che non hanno un posto dove andare?
D’altra parte vivere sotto un ponte è meglio che morire sotto un ponte!

Come ho già scritto molti mesi nell’articolo intitolato “Lo ius soli inasprisce la lotta all’immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè.”ho avuto modo di spiegare il collegamento e le inaspettate sinergie tra questi due fenomeni apparentemente l’uno opposto all’altro.

Se negli stati uniti non vi fosse lo ius soli, il muro che vorrebbe costruire il candidato alla presidenza americana Ronald Trump perderebbe gran parte del suo significato.

D’altra parte bisogna prendere nota del fatto che gli stati uniti nascono con lo ius soli in quanto la maggioranza delle persone ariva da fuori, e a testimonianza di questo ci sono le armi molto diffuse tra la popolazione, derivanti appunto da questo fenomeno del passato.

D’altra parte nell’articolo intitolato “Ci mancava solo la speculazione economica sui profughi” spiegavo le differenze tra immigrazione economica e profughi che scappano dalle guerre, questi ultimi vanno aiutati dando loro un rifugio, ma solo fin quando la guerra nel proprio paese finisce, poi devono tornare in tale paese ed aiutare la ricostruzione.

Il capitalismo individualistico e speculativo vorrebbe tenersi i profughi migliori trasformandoli in immigrati economici perchè creano valore aggiunto e usa il buonismo volendo appunto lo ius soli per creare un’integrazione totalmente errata.

Diverso è il caso degli immigrati economici, qui il capitalismo individualista e speculativo punta ad una competizione globale al ribasso, usando e gettando di volta in volta gli stati del mondo, creando industrializzazione e impoverendo a seconda delle convenienze del momento e della carica estorsiva che si porta dietro.

La competizione globale punta a dire “io sono meglio di te, io produco meglio di te, io sono piu efficiente” quindi non c’è una solidarietà che viene sopraffatta dalla competizione di mercato.

E’ dunque lo stesso capitalismo a creare l’immigrazione, dai paesi piu “ricchi” a quelli piu poveri, e nel contempo è riuscito nel capolavoro di fare l’esatto opposto, dai paesi piu ricchi porta le produzioni dove la manodopera è meno costosa.

E’ un fenomeno difficile da capire, ma gli stati ricchi sono contretti a fare tagli sociali perchè le produzioni sono spostate all’estero, di media il costo di un lavoratore occidentale è 5 volte inferiore a quello di un lavoratore di un paese in via di sviluppo, e questo crea problemi di occupazione nei paesi sviluppati e crea quindi maggiori frizioni verso gli immigrati.

Dall’altro queste produzioni sono sempre piu concentrate e non danno alcuna soddisfazione all’ambiente circostante, e quindi il numero di poveri non diminuisce e c’è l’emigrazione verso chi si pensa che sia “ricco” che però deve tirare la cinghia.

I capitali e la finanza godono di questa situazione e accrescono il loro potere di interdizione e in alcuni casi spingono anche per avere nuove guerre che porterebbero nuovi sviluppi e nuovi introiti in termini di produzione e ricerca scientifica per l’industria bellica.

Su questo specifico aspetto dell’immigrazione ribadisco qanto detto in passato, e cioè si deve stabilire una densità di popolazione massima per ogni luogo, oltre il quale non si deve andare, oltre il quale se un rifugiato ha bisogno di un rifugio il posto c’è, ma dopo deve tornare al suo paese quando la guerra è finita.
In questo articolo spiegavo il collegamento tra consumo di suolo(che credo il candidato Trump conosca bene), l’immigrazione e la densità di popolazione.

Noi dobbiamo diventare piu poveri, o meglio, dovremmo far in modo da non subire poteri capitalisti e dovremo dare un po’ di questa ricchezza ai paesi piu poveri in modo da non avere una disparità tra cittadini ed evitare la ragione principale dell’emigrazione.

Ma il capitalismo non può portare ricchezza nei paesi in via di sviluppo, tutto quello che ha portato è stato lo sfruttamento della manodopera, il prosciugamento delle risorse naturali, la democrazia dittatoriale e le armi.

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