Sull’adozione dei bambini e sulla fecondazione artificiale

Non si può disconoscere un collegamento anzi la presenza di complementarietà tra la disciplina dell’adozione e quella che riguarda la fecondazione artificiale.

Il primo punto fondamentale riguarda i diritti dei bambini nati in casi limite che escono dai divieti presenti nella legislazione italiana, come nei casi di fecondazione artificiale fatta a una coppia omosessuale che va a sposarsi all’estero, utilizzando strumenti che qui sono vietati, e che poi ritorna a vivere in questo paese.

Gli interessi dei bambini devono essere sopra gli interessi della coppia omosessuale, pertanto tali bambini devono essere obbligatoriamente adottati, ma non dall’amica convivente che si è sposata all’estero, bensì tale bambino va adottato dopo che il giudice abbia ritenuto tale madre naturale o tale padre naturale incapace di svolgere il proprio ruolo genitoriale e per tutelare il bambino di deve prevedere all’assegnazione in comunità prima dell’adozione presso una famiglia naturale.

Se chiunque può utilizzare liberamente in qualsiasi parte del mondo la fecondazione artificiale, e poi torna in Italia, a norma di costituzione il figlio nato da tale comportamento non può essere certamente invogliato e anzi va punito.

Per questo motivo la fecondazione artificiale non può che essere utilizzata solo ed esclusivamente nel caso in cui un medico riscontri una problematica sulla fecondità di una coppia “naturale” e non dunque quando tale fecondità anche se presente si rivolge al sesso sbagliato e rende pertanto impossibile la procreazione naturale.

Inoltre la fecondazione artificiale non può in ogni caso sostituire la fecondazione naturale, neppure per prevenire possibili malattie, ma deve essere legata solo ed esclusivamente a provati casi clinici che rendono impossibile il naturale corso degli eventi.

Tale naturalezza, com’è evidente non viene meno in assenza di matrimonio, perchè è palese che lo svolgersi naturale degli eventi non impedisce la nascita di un figlio anche fuori dal matrimonio, e dunque deve essere ammessa anche se le coppie che si rivolgono agli istituti che svolgono tale attività di fecondazione artificiale non sono sposate.

Il diritto comunque riconosce dei diritti e dei doveri anche per i figli nati fuori dal matrimonio e in questo caso per “famiglia naturale” si intende una famiglia naturale non sposata o non acora sposata che a norma di legge può giungere a questo legame in un secondo momento.

Cosi come è possibile che due amiche o due amici conviventi possanoottare il bambino dell’altro amico o dell’altra amica ma evidentemente tale bambino mantiene un proprio genitore naturale posto al di fuori di tale amicizia dei conviventi dello stesso sesso e tale genitore naturale deve occuparsi materialmente della salute del bambino.

Non è ammissibile nemmeno una fecondazione che prenda dall’esterno parti organiche per innescarle artificiosamente nell’una o nell’altra parte anche se la coppia in questione risulta ese eterosessuale.

Se tale coppia non può avere figli tutto questo è “naturale” e nel caso in cui dovesse avvenire una fecondzione con una parte organica esterna alla coppia il fornitore o la fornitrice di tale parte organica dovrà risponderne e avrà dei doveri propri.

E’ dunque possibile l’adozine per coppie sia eterosessuali e per coppie omosessuali è possibile a patto che i genitori biologici siano ben chiari.

Se uno stato estero compie l’operazione di anonimato verso cittadini italiani utilizzando parti esterne e si rifiuta di dare un nominativo del genitore biologico esterno alla coppia, dovrà risponderne la società responsabile pagando in solido il mantenimento del nascituro.

Tale figlio potrà essere adottato da coppie etero o omosessuali,se conviventi da almeno 10 anni, e utilizzerà i soldi di tale società per pagare le spettanti quote dei servizi pubblici in modo tale da far rispettare il principio di parità rispetto agli altri figli che hanno dei costi sociali inferiori e delle defiscalizzazioni.

nel caso in cui non si arrivi alla conoscenza del luogo o del genitore biologico esterno alla coppia si agisce come nel caso precedente ovvero portando il bambino in comunità e facendolo adottare da altra famiglia.

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