Differenza tra pensione di reversibilità e altre forme di assistenza

La pensione di reversibilità è la pensione di reversibilità, se non hai versato i contributi non la puoi avere.
Diverso è il caso di una qualche forma di assistenza che viene data a chi ha un ISEE basso, che però non ha nulla a che vedere con la reversibilità.
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità ne deve aver diritto indipendentemente dalla sua ricchezza; Ha pagato i contributi, riceve indietro ciò che ha versato.
Chi non ha diritto alla pensione di reversibilità perchè ha già ricevuto piu di quello che ha dato, e si trova in una situazione di ISEE basso, può comunque ottenere una forma di assistenza.
In questo caso chi non riceve piu la pensione di reversibilità riceve assistenza e non quindi non si trasforma erroneamente ogni pensione di reversibilità in una forma di assistenza.
Ma da qui a trasformare la pensione di reversibilità in una forma di assistenza ce ne passa.
Se non si vuole fare una seria riforma delle pensioni, che permetta alle giovani generazioni di andare in pensione PRIMA di quanto è scritto nella legge Fornero e che permetta un calcolo uguale per tutti con il contributivo fatto agli attuali pensionati, si faccia pure a meno, ma si permetta a coloro che oggi versano in contributi di non versarli, di riaverli indietro.
Si rendano le pensioni da obbligatorie a facoltative, si predispongano dei servizi sociali gratuiti fatti con i lavori pubblici comunali, una rete di protezione dove c’è un mutuo soccorso.
Qui con la falsa speranza di poter dare tutto a tutti si è dato troppo negli anni passati, e si sta riducendo quel troppo sempre di piu e infine non ci sarà piu nulla nel futuro.
Si sbregata la società, le generazioni sono profondamente divise, spaccate, senza collegamenti che non siano i soldi e gli affari.
Tutto sta andando in malora, la società è completamente sfasata.
Si fugga dall’idea di poter dare tutto a tutti, dall’idea di individualismo egoista di massa e si ritrovi piuttosto una qualità sociale nella collaborazione e tramite una rete di servizi integrati privi di scopo di lucro.

A tal proposito, su questo argomento scrivevo alcuni mesi fa, nell’articolo intitolato “la riforma definitiva delle pensioni” al punto 6:

6) la rivisitazione di tutte le forme di sussidio, le doppie pensioni che non hanno contributi, con le indennità degli ex-parlamentari, e la rivisitazione dei costosissimi assegni di reversibilità mettendo come parametri sia la quantità di contributi versati dal superstite sia quelli del deceduto, nonchè il modello ISEE dando l’assegno di reversibilità solo a chi non riceve un trattamento pensionistico che non superi i 1500 euro mensili.

Qui ponevo come parametro sia il modello ISEE, e sia pure il numero di contributi versati, mettendo però in testa i contributi versati.
Evidentemente ho scritto male la frase, perchè intendevo dire nel caso in cui non ci fossero abbastanza contributi versati nella sottrazione dare/avere che piu volte ho spiegato, eliminare le pensioni diversibilità al di sopra dei 1500 euro mensili.

Evidentemente qui c’è un mio errore perchè ho considerato insito dei calcoli che poi però portano alla medesima conclusione.

Ad ogni modo già in articoli antecedenti avevo esposto questo stesso punto di vista proponendo adirittura l’eliminazione della pensione di reversibilità dando ai superstiti la differenza tra i contributi versati e quelli ricevuti dal defunto:

Innanzitutto coloro che oggi ricevono le pensioni di reversibilità cioè quelli che vengono chiamati “superstiti” riceveranno in un unico assegno una tantum, la differenza tra contributi versati e contributi ricevuti del defunto, tassati secondo quanto stabilito dalla legge.

Essendo i pensionati di oggi in un regime quasi totale di retributivo, e calcolando che molti pensionati defunti hanno ricevuto per molti anni le erogazioni pensionistiche, questo sistema non avrà un costo eccessivo ed anzi permetterà allo stato di avere un’entrata una tantum.

Si metterà un pochino peggio per le casse dell’INPS, che andranno in rosso ma potranno recuperare anno dopo anno non avendo piu quei 40 miliardi annui da versare e potrà dunque rientrare serenamente del debito.

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