Carlo Botta mi dice: “Deve decidere o austerità o keynesiano”!

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Mi rendo conto di quanto sia difficile spiegare e comprendere il mio punto di vista sulla stampa di banconote per fare gli investimenti e contemporaneamente essere favorevole alle politiche di asuterità.

Posso solo fare un esempio che credo permetta di capire il mio nto di vista.
L’italia aveva una banca d’italia pubblica che acquistava i titoli di stato invenduti sul mercato e questo ha permesso ai tassi di interesse sul debito di stare dentro una certa soglia producendo perfino l’accumulo alla fine di ogni anno del metallo prezioso per definizione : l’oro.

Quando negli anni successivi, cioè negli anni ’70  la spesa pubblica è splafonata, la conseguenza è stata la separazione tra banca d’italia e ministero del tesoro, in quanto a banca non avrebbe potuto piu comprare altri titoli mettendo in circolazione ulteriori banconote a causa dell’iper-inflazione di cui l’italia era vittima.

Quindi come si vede, essendo io favorevole alla stampa di banconote per l’acquisto di titoli invenduti, come faceva la banca d’italia nel secondo dopoguerra, non posso che essere anche favorevole alla revisione da spesa, perchè se la spesa corrente è fuori controllo il risultato conseguente è l’impossibilità di stampare banconote.

Le due cose sono collegate e non sono per nulla in contrasto tra loro.
Poi c’è un secondo punto che riguarda il significato di “tagli”, ormai tutti si stanno rendendo conto che lo stato che elargisce soldi a qualunque persona fallisce finanziariamente.

Quindi oggi abbiamo delle norme sulle pensioni dove è stato cancellata ad esempio la pensione di vecchiaia, servono dunque 20 anni di contributi per andare in pensione, mentre prima chiunque avesse una certa età poteva ottenere una pensione minima anche senza aver versato un solo anno di contributi.

Quindi alla base di tutto questo discorso c’è la condizione sociale che permette di ottenere i soldi da parte dello stato.
Chiaramente se oggi qualcuno prova tagliare le pensioni di vecchiaia in essere, cioè assegnate prima delle ultime riforme pensionistiche, riceverà uno sciopero e una risposta a muso duro da parte dei sindacati.
Ma nel contempo ci si dimentica che un domani quando attuali giovani avranno 70 anni e non avranno 20 anni di contributi, non avranno alcuna pensione.

Dunque bisogna capire che cosa significa spreco, perchè per me lo spreco è quando lo stato pretende di poter dare soldi a tutte le classi sociali piu povere.

Ma quando negli anni ’70 è splafonata la spesa pubblica, la colpa è stata anche questa pretesa di dare tutto a tutti, ad esempio passando dal sistema pensionistico a capitalizzazione a quello retributivo.
Casualmente le pensioni di vecchiana non venivano erogate con il sistema a capitalizzazione, e il pretendere di dare tutto a tutti perchè si riteneva di stare meglio, ci è costata buona parte del nostro debito pubblico e ci è costato la privatizzazione completa delle aziende italiane che erano di proprietà pubblica, nonchè della banca d’italia che ad oggi è controllata anche da banche private nel suo consiglio di amministrazione.

Quindi, la mancanza di revisione della spesa, il voler far credere che lo stato possa dare tutto a tutti,porta come conseguenza l’impossibilità di stampare banconote e la successiva sudditanza al mercato che ottiene profitti per lucrare sui presiti di capitali.

Per questo motivo sono contrario al reddito di cittadinanza, perchè si continua con l’idea che lo stato possa aiutare tutti mentre la situazione peggiora per tutti, pian piano, nel corso dei decenni, e poi uscirne diventa sempre piu complicato.

Per questo motivo devono essere costituiti i lavori pubblici comunali, per fornire servizi gratuiti a tutte quelle persone che ad una certa età non hanno un reddito pensionistico, senza che la spesa pubblica possa splafonare.

Oggi ci troviamo in una situazione in cui il trattato di maastricht approvato 20 anni fa ci ha impedito l’acquisto dei titoli di stato con soldi pubblici ma perfortuna la BCE anche se con la motivazione sbagliata di voler riportare l’inflazione al 2%, ha comunque ricominciato questi acquisti che a mio parere non devono esserci solo nei periodi di crisi economica, ma proprio per prevenire la crisi economica, prima che si formino debiti troppo alti che poi creano bolle speculative.

E che cosa sarebbero i lavori pubblici comunali?
In pratica è un bilancio separato, una forma di welfare che non basa sullo scopo di lucro, dove si autoproduce a km 0 ciò che si consuma sul posto, utilizzando come manodopera la cittadinanza locale che in pratica lavora e studia per se stessa senza incididendo meno nel bilancio dello stato, portando a zero la disoccupazione.
E’ chiaro che lo stato avrà bisogno di meno tasse visto che il welfare sarà meno costoso e che dunque anche nel mercato del lavoro privato c’è una migliorata competitività, una sinergia.

Mi pare che la situazione sia un pochino opposta a quella di oggi dove c’è una rottura sociale, la disoccupazione alta, nessuna manutenzione del territorio.

Per quanto riguarda keynes, posso solo copiare e incollare quel che ho scritto in precedenza su questo argomento:

Non mi interessa per nulla se questo discorso pare copiato da quello di keynes quando vide i disoccupati in fila durante la crisi economica partita nel 1929, perchè il concetto di lavori pubblici comunali non li ho copiati da lui ma lì ho copiati da altre fonti che ho unito tra loro rendendole organiche nella mia proposta, e questo è avvenuto prima che mi capitasse di leggere alcune frasi di ciò che scrisse keynes.

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