Cardinale Scola: “Istituire una festa islamica in tutte le scuole”

 

Il cardinale Scola dicendo:

“Istituire una festa islamica in tutte le scuole”

dimostra di non comprendere il significato del termine “scuola pubblica”.
E’ semplicemente ridicolo il modo di ragionare di queste persone.
Se ci dovesse essere una festa islamica in tutte le scuole ci dovrebbe essere allo stesso modo una festa per ogni religione, una festa per gli ebrei ed una per i protestanti, una per gli indù e una per gli ortodossi.
Ma semplicemente il cardinale non capisce una cosa semplice : la scuola pubblica non appartiene alla sua religione, non può concedere in modo unilaterale una festa ad un’altra religione perchè improvvisamente comoda a lui.
La scuola non è lo spettacolino delle piccole marionette.
Ora però c’è da capire che cosa significa la frase “istituire una festa islamica in tutte le scuole”.

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Tecnicamente,oggi la scuola non ha alcuna festa religiosa che sia festeggiata nella sola scuola e non altrove, ad esempio sui calendari.
istituire una festa islamica in tutte le scuole significa fare un nuovo concordato.
Un cocordato tra lo stato e la religione islamica, che però volendo si può trasformare in un concordato a 3, o a 4 o a 5.
Infatti non è escluso che lo stato possa adottare i concordati con ogni religione così come vengono adottati nuovi trattati internazionali tenendo conto di quelli vecchi.
Ad esempio gli stati uniti d’america prima di sottoscrivere il TTIP atlantico dovrebbe ricevere consenso dai sottoscrittori dell’altro trattato di libero scambio , quello trans-pacifico.
Allo stesso modo lo stato potrebbe sottoscrivere un nuovo concordato con la religione islamica facendo in modo che vi sia la previa autorizzazione della chiesa romana.
Questo a titolo puramente teorico.
Ma quello che non può fare la chiesa romana è sentirsi unica titolare del diritto religioso in quanto contraente unica del concordato tra chiesa e stato arrivando a proporre che feste di altre religioni siano inserite nemmeno nel calendario, ma adirittura nelle scuole.
Senza poi contare due fattori non irrilevanti:
1)lo stato deve considerare tutte le religioni
2) la religione islamica ad oggi non è nemmeno inserita nell’8 per mille perchè non ha una propria organizzazione.

Come si può inserire una festa a scuola basata su una religione non rinosciuta?
E tutte le altre religioni riconosciute che ricevono soldi con l’8 per mille perchè non dovrebbero avere anche loro una festa?

Le due proposte molto semplici che ho fatto nei mesi scorsi riguardano l’ora di insegnamento della religione.
Intanto sottraiamo dall’8 per mille le buste paga dei religiosi che insegnano a scuola, così dopo vediamo se fanno apposta ad insegnare ad 1 solo alunno quando tutti gli altri sono usciti dall’aula durante l’orario di religione.
E poi permettiamo, sempre utilizzando i soldi dell’8 per mille, di inserire l’insegnamento di tutte le religioni all’interno di ogni scuola.

In questo modo, se uno studente vuole approfondire, trova il tempo e il modo per partecipare ed ascoltare.

Ma se la chiesa romana lo vuole, può creare un nuovo concordato con lo stato anche a nome dei mussulmani, sostituendo alcune delle sue feste con le loro.

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