Proposta fornaro: colpita e affondata nave da 4!

Proposta fornaro: colpita e affondata nave da 4! (battaglia navale)

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Questo che vado a descrivere è il quarto e credo ultimo “cortocircuito” presente nella proposta fornaro, quello decisivo.
Se si stesse giocando a battaglia navale, la nave da 4 sarebbe stata colpita e affondata!

La proposta fornaro prevede la formazione di un listino, quindi una seconda scheda elettorale su cui l’elettore metterà la sua “x”.
Tale voto,si prevede nella legge, viene attribuito sia al candidato alla presidenza della regione sia anche al candidato senatore.

Ricordo le precedenti 3 coordinate che hanno affondato 3/4 della nave:

1° coordinata : senatori anche candidati consiglieri

Dice la legge fornaro all’articolo 2 comma 3:

I Senatori di cui al comma 1, sono a tutti gli effetti anche componenti del Consiglio regionale della Regione in cui sono eletti.

Questo risulta evidente, visto che nel D.D.L. Boschi è scritto testualmente:

Senatori eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri.

E’ del tutto evidente che il listino previsto dal senatore fornaro deve forzosamente contenere dei candidati alla carica di consiglieri regionali, e che quindi non si possa decidere a posteriori cioè successivamente al risultato del voto del listino l’assegnazione dei seggi al consiglio regionale.
Non si può cioè dire : chi viene eletto senatore diventa anche consigliere regionale, evidentemente sono “a tutti gli effetti componenti del consiglio regionale” perchè risultano essere stati candidati alla carica di consiglieri regionali, condizione minima e indispensabile.

2° Coordinata: “previa disposizione del comma precedente”

La sua legge non contiene l’elaborazione per l’attribuzione dei seggi

nel D.D.L Boschi è scritto che non tutti i seggi sono attribuiti in base al censimento e alla proporzionalità della popolazione, prima di tale calcolo vanno tolti i seggi minimi spettanti ad ogni regione, così come riporta il D.D.L. Boschi :

“Previa applicazione del comma precedente”

Ergo, le regioni che secondo prima coordinata descritta in precedenza devono sottrarre dalla loro attuale legge elettorale i seggi destinati al listino senatoriale, devono sapere il numero dei seggi a loro attribuiti sulla base dei calcoli contenuti nella legge perchè hanno 60 giorni per rielaborate l’interezza della loro legge elettorale, compresi i loro collegi provinciali che in alcuni casi non potranno piu essere provinciali.
Il DPR che decide quanti seggi spettano ad ogni regione in base al censimento deve essere fatto sulla base dei calcoli contenuti, come dice il D.D.L. Boschi :

nella legge,approvata da entrambe le camere, che attribuisce i seggi

E questo la sua legge non lo fa, si limita ad un copia ed incolla del dettato costituzionale senza comprendere il decisivo “previa applicazione del comma precedente” che la sua legge deve applicare e interpretare.
Non si può far assumere al presidente della repubblica il ruolo di legislatore, soprattutto quando la costituzione dice che tale legge è fatta da entrambe le camere.
Al momento siamo ancora una repubblica parlamentare, quindi quel Decreto del presidente della repubblica deve essere una formalità che applica la legge, quasi una formalità, non può essere frutto di una interpretazione non scritta e soprattutto mancano i riferimenti a questo DPR mentre ci sono i riferimenti al censimento, tutto questo è assurdo perchè è il documento ad attestare quanti seggi spettano ad una regione e quanti ad un’altra, soprattutto se si minaccia di sciogliere il consiglio regionale inadempiente.

3° Coordinata : evidentemente il presidente di regione non diventa senatore.

Il presidente di regione non potrà diventare senatore perchè questa figura non è candidata a consigliere regionale e non riceve pertanto le preferenze come invece prescritto dal D.D.L. Boschi.
Infatti il candidato al ruolo di presidente di regione che dovesse classificarsi al terzo o al quarto posto non diventa consigliere regionale se non si è candidato anche nei listini e se cioè non ha ottenuto le preferenzedei cittadini per ricoprire tale carica.

Se ne deduce che nessun voto dato ad un candidato presidente si può intendere come voto dato ad un candidato consigliere, ergo tutti i voti espressi sul contrassegno della lista elettorale regionale che fanno scattare il premio di maggioranza non si possono confondere con i voti dati all’altro contrassegno sulla medesima scheda, quello che riguarda i listini provinciali.
Che dunque non si possono confondere le preferenze date ai candidati a consigliere regionale ottenute scrivendo a penna il congome del candidato ed i voti espressi a favore del candidato presidente.
E d’altra parte esiste anche la possibiltà del voto disgiunto ad attestare che l’automatismo di assegnazione dei voti al presidentedente può non corrispondere all’assegnazione dei voti al consigliere che può essere di altro schieramento.
Ergo, se un candidato presidente vuole essere inserito nel listino regionale si dovrà candidare anche nello specifico collegio uninominale per diventare senatore.

D’altra parte la proposta fornaro è incostituzionale anche per un ulteriore motivo

4° coordinata : Effetto flipper nell’assegnazione dei seggi  e deformazione gruppi regionali
L’ho scritto tante volte, lo ha riportato anche il giornale la stampa, non è elezione diretta l’applicazione del CD. “lodo tatarella” per l’elezione dei senatori perchè evidentemente su alcuni collegi uninominali sarà eletto chi è arrivato terzo o quarto e non chi è arrivato per primo, vist che si utilizza la ripartizione proporzionale e probabilmente ci sarà solo un seggio per collegio.

BOOM FINALE… SIETE PRONTI?!?!

(SCUSATE LA NAVE ERA DA 5 MA I RENZIANI HANNO BARATO!)

Basta un minimo di logica, se i candidati nel listino devono essere candidati al consiglio regionale, NON PUO’ IL MINISTERO DELL’INTERNO ENTRARE A MAN BASSA STABILENDO I COLLEGI ELETTORALI PERCHE’ TALE COMPETENZA E’ DEI CONSIGLI REGIONALI.

il dpr consigliato dal ministero dell’interno NON SI PUO’ FARE!

Bene, se i bersaniani mantengono la parola data a questo punto non votino il DDL Boschi nell’ultima lettura alla camera facendo mancare la maggioranza assoluta!

 

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