l'improponibile proposta del senatore Fornaro

Il senatore fornaro ha presentato una proposta di legge ordinaria per l’elezione dei senatori-consiglieri regionali con l’obbiettivo di completare la riforma costituzionale boschi, nel caso quest’ultima fosse malauguratamente approvata.

Già in Ottobre ho fatto notare piu volte le discrepanze alle quali sarebbe andata incontro una legge di questo tipo, ad esempio sulla difficoltà di avere 2 schede elettorali separate, l’una riguardante le elezioni regionali e l’altra i senatori.

Ci sono vi casi in cui si creano dei vulnus, ne cito solo alcuni di quelli che avevo scritto a suo tempo:

volevo dimostrare perchè il consiglio regionale ha la priorità e non può esistere alcuna legge per l’elezione semi-diretta dei senatori che prevede dei listini.

Come detto l’elezione è di fatto indiretta, la fa il consiglio regionale, ed è fatta in base e proporzionalmente ai gruppi consigliari, senza riferimento ai voti dei cittadini, questi sono solo successivi e subordinati alla consistenza dei gruppi regionali.

Com’è ovvio nessuna regione vieterà ad un gruppo di formarsi, ogni consigliere sarà libero di iscriversi al gruppo che vuole e quindi questo è già un punto che può creare un primo effetto distorsivo con la legge che verrà eventualmente fatta per costituire il listino regionale che gli elettori dovrebbero indicare.

Successivamente c’è una seconda discriminante, ci potrebbero essere in quel listino candidati che risultano essere diventati senatori ma che magari non sono riusciti a diventare consiglieri regionali e su questo punto l’emendamento finocchiaro è assolutamente chiaro: il voto dei cittadini è riferito ai consiglieri regionali.

Quindi in questo caso il voto dei cittadini nel listino è negato ulteriormente ed il consiglio regionale indicherà il secondo o il terzo del listino e lo nominerà al senato.

Tutto questo se il listino in realtà non faccia diventare anche consiglieri regionali, oltreche senatori, ma a quel punto va fatta una redistribuzione di tutti i seggi nella legge elettorale regionale con il rischio in alcuni casi di renderne tecnicamente IMPOSSIBILE l’effettività.

Ed anche in questo caso, in caso di listino e di legge elettorale che assegnano entrambi dei posti in consiglio regionale, ancor di pià c’è distorsione tra risultato elettorale e grandezza dei numero in consiglio quindi ancor piu il consiglio avrà potere discriminatorio e decisionale sul risultato elettorale sempre in base al principio della “proporzionalità tra i gruppi regionali”.

Infine nel caso in cui il listino invece di prevedersi in un collegio unico regionale si prevede suddiviso in vari collegi plurinominali (che credo non potranno superare i 2 o 3) sarà incrementato ulteriormente il potere decisorio e discriminatorio del consiglio regionale nel momento in cui c’è da comparare la proporzionalità tra i gruppi in consiglio e le preferenze dei singoli candidati, si badi bene, di candidati all’interno dello stesso partito presenti in zone diverse.

In poche parole se nel collegio A di 100 mila abitanti un candidato del listino prende 500 preferenze, nel collegio B che magari ha il doppio di abitanti le preferenze sono 750.

E’ chiaro che nel rapporto preferenza-elettore andrebbe eletto il candidato del collegio A, ma come numero assoluto di preferenze andrebbe eletto il candidato del collegio B.

Questo significa che i collegi creati dai consigli regionali per l’elezione dei senatori potranno favorire o favorire degli eletti in base al numero degli abitanti.

Essendo che il numero dei collegi sarà inferiore al numero delle province, saranno in quel caso disegnati dei collegi che comprendono grandi città con piccoli luoghi.

Quindi il consiglio regionale deciderà discrezionalmente, preso atto della proporzionalità tra i gruppi, che il candidato del collegio A dovrà essere eletto al posto del candidato del collegio B, DELLO STESSO PARTITO MAGARI AVVERSO ALLA MAGGIORANZA CHE HA VINTO LE ELEZIONI.

E questo accade perchè nell’altro collegio per l’effetto flipper sarà eletto a senatore un candidato del partito di maggioranza che ha ottenuto piu preferenze dell’altro candidato della stessa maggioranza.

Cioè siamo arrivati al punto in cui la maggioranza che ha vinto le elezioni in regione deciderà discrezionalmente il nome dei senatori che sono stati eletti in altre forze politiche, e tutto ciò non necessiterà nemmeno di un voto a maggioranza qualificata!

Ripeto, di fronte a questo effetto flipper nessuna legge elettorale ha priorità di decidere una qualunque cosa, solo il consiglio regionale in base alla proporzionalità dei gruppi regionali avrà la parola finale.

Poi c’è un secondo punto, la riforma costituzionale boschi specifica che l’eventuale listino deve comprendere NON dei candidati senatori, bensì dei candidati consiglieri.
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Quindi è evidente che se c’è un listino i candidati del listino debbano essere anche candidati alla carica di consigliere regionale, e quindi è evidente che la legge elettorale regionale dovrebbe sottrarre i seggi dalla propria legge regionale per assegnarli al listino, cosa impossibile in alcuni casi vista la riduzione del 30% dei seggi consigliari già avvenuta in passato, per quanto concerne le singole province verrebbero private anche di un ulteriore seggio per darlo al listino rendendo impossibile il funzionamento del mitico tatarellum una volta che avviene la ripartizione.

Ma poi c’è la seconda interpretazione, quella che da’ alla frase “scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri” un significato ben preciso.
Lessicalmente “per i consiglieri” significa per qualsiasi consigliere, e non dunque per solo quelli presenti nel listino(che comunque devono essere anche candidati consiglieri).

Se fosse questa l’interpretazione, l’unico sistema costituzionale sarebbe quello privo di qualsiasi listino, con le preferenze date ai consiglieri sull’unica scheda valide anche per l’elezione a senatore.
In questo caso il disegno di legge proposto dal senatore Fornaro è semplicemente in fuorigioco.

Ma avevo descritto con esempi specifici di ripartizione regionale numerose altre difficoltà e sono contenute nei link agli articoli correlati posti alla fine del presente documento.

Infine volevo dire che la proposta Fatta dal senatore Fornaro è molto simile alla mia con la differenza che io non avallantipolitica dei 100 senatori votando una legge incostituzionale che crea problemi immensi nell’assegnazione dei seggi e che terminerà certamente con una serie di interminabili ricorsi.

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“lodo tatarellum” non è elezione diretta e neanche designazione(1° parte)
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Lodo tatarellum non è elezione diretta(3° parte) 
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