La corte costituzionale dovrà risolvere antinomie elezione senato

Dopo aver creato una legge elettorale, il consultellum, la corte costituzionale sarà costretta anche a fare la nuova costituzione italiana.
E per cosa li paghiamo a fare allora questi politici se poi le leggi le fa la consulta?
Adesso vogliono venirci a raccontare che fanno una legge ordinaria per l’elezione dei senatori.
Qui la faccenda ha del grottesco.
Nelle norme transitorie in sede di prima applicazione c’è il sistema di nomina dei senatori da parte dei consigli regionali, quindi una prima legge elettorale.
Poi ci sono le norme tra loro contrastanti poste all’interno dello stesso testo costituzionale che stanno approvando, anch’esse riguardanti l’elezione dei senatori di cui parlero dopo.
Poi c’è ancora una norma sempre in questa riforma che permette ad ogni regione di farsi la sua legge,dicono entro il termine dei 6 mesi, seguendo le direttive impartite dalla legge ordinaria fatta sulla base di una legge costituzionale che contiene dei punti tra loro contrastanti.
Un coacerbo di norme, una giungla che solo la corte costituzionale grazie al ricorso motivato che avverrà 10 giorni dopo l’approvazione(speriamo di no) del referendum confermativo con una sentenza che richiederebbe quantomeno un approfondimento e che invece vedrà la corte costituzionale dover decidere in 30 giorni.
Fortunatamente i testi non cambieranno e se si preparano per tempo potranno dare risposte ragionate, ma non è così che si fanno le riforme, a colpi di maggioranza, senza ragionare, costruendo norme contradditorie e difficilmente interpretabili.
Sta di fatto che la stessa costituzione affermerà che i senatori saranno eletti “tenendo conto del risultato delle elezioni” e contemporaneamente i senatori saranno eletti in base “alla consistenza dei gruppi regionali”.
Questi gruppi si formeranno solo settimane dopo il voto popolare, dunque risulta evidente che una qualsiasi legge ordinaria nazionale non potrà in alcun modo obbligare le regioni a votare i candidati che hanno preso piu voti perchè come riportato dal quotidiano “la stampa” (e lo ha fatto inascoltato tempo addietro) basterà che alcune opposizioni si uniscano in un sol gruppo per togliere senatori ad altre opposizioni che hanno ottenuto piu voti il giorno delle elezioni.
Sarebbe dunque incostituzionale secondo il DDL boschi una normativa ordinaria nazionale che obbligasse a tener conto del voto popolare, e quindi cambierebbe l’interpretazione di questo significato rimanendo inteso che per “tener conto” si intenda un qualche cosa di non scritto nelle norme, di aleatorio.

Dunuqe così come per il porcellum, c’è la possibilità di chiedere alla corte di intervenire anche per la riforma costituzionale almeno nella parte riguardante l’elezione dei senatori, per chiedere che almeno venga tolta la parte che riguarda la nomerosità dei gruppi regionali per stabilire chi debba essere eletto.

Infatti non è piu un voto popolare, non è piu nemmeno una elezione indiretta, il permettere alla numerosità dei gruppi di decidere a quali forze politiche debbano appartenere gli eletti è un pastrocchio che difficilmente la corte potrebbe accettare perchè la stessa corte nella sua sentenza di censura al porcellum ha inveito contro l’usanza di costituire gruppi per ottenere un premio, gruppi che il giorno dopo l’elezione dei rappresentanti si sciolgono.
E qui sarebbe la stessa cosa perchè si può avere almeno una decina di senatori eletti grazie ad accorpamenti di gruppi che avvengono dopo le elezioni , di gruppi che il minuto dopo l’elezione del senatore si sciolgono.

Ora voglio vedere se con legge ordinaria nazionale riescono a regolamentare il formarsi dei gruppi regionali per impedire che quanto descritto possa accadere, non lo possono fare perchè ci sono gli statuti regionali e le regioni hanno potesta legislativa.

Quindi tutto questo grosso pasticcio va risolto rimuovendo il contrasto tra la “numerosità dei gruppi regionali” e il “tener conto del voto popolare” lasciando solo uno di questi, ed evidentemente a soccombere dovrebbe essere quello della numerosità dei gruppi.
Ma solo la corte può fare questo oppure i cittadini italiani bocciando il referendum, visto che sono stati così bravi da riuscire perfino a peggiorare inaspettatamente un testo che sembrava il peggiore possibile.

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