Risposta ad Alberto Bagnai su Pomicino e il cambio lira/euro

Immagineil mio Commento-risposta all’articolo composto da Alberto Bagnai sul fatto quotidiano, dal titolo “Quelli che l’euro era giusto, ma il cambio era sbagliato.
(Nella foto qui di fianco si può ammirare la straordinaria capacità  dialogo di questo professore universitario, che dopo aver letto l’articolo sottostante prima ha affermato che sono “semplicemente patetico” e poi alla mia risposta per le rime mi ha bloccato su twitter, qui la ricostruzione dei fatti)

I prezzi con l’entrata dell’euro non sono saliti a causa del cambio sbagliato, ma perchè noi avevamo economia da moneta debole e siamo entrati in una moneta forte.
Noi eravamo abituati ad aumentare i prezzi perchè avevamo storicamente avuto l’inflazione piu alta ed eravamo tutti convinti che si potessero alzare i prezzi senza creare un danno all’economia come d’altra parte l’italia e altri paesi con economia da svalutazione hanno storicamente fatto.
Sicchè tutti in Italia si era abituati a questo meccanismo e una volta entrati nell’euro non ci si è resi conto che quella moneta non era piu la lira.
L’istat ha dichiarato che l’inflazione è rimasta sotto controllo, però tutti hanno verificato il raddoppio dei prezzi e delle spese e chi poteva ha agito di conseguenza alzando i prezzi per rimanere dentro nelle spese.
E se tutti alzano i prezzi e ti ritrovi in un mondo dove tutto costa di piu anche chi non li vuole alzare è costretto a farlo.
Questo ci ha messo però fuori dal mercato perchè siamo entrati nel cambio fisso con tutti gli altri paesi europei e dunque se il nostro costo della vita ed il nostro costo del lavoro si è alzato a causa del rialzo dei prezzi ne hanno fatto le spese i nostri prodotti divenuti piu costosi.
Naturalmente se tutto costa di piu anche la spesa pubblica aumenterà per forza di cose(vedi pensioni minime a 500 euro) perchè così come aumenta tutto nell’intorno alla pubblica amministrazione vanno ad aumentare anche le spese ad esempio per le infrastrutture o per i servizi ai cittadini, come derivato di questo fenomeno.
Nel momento in cui entri in europa si attiva un percorso di unità europea senza frontiere e di libera circolazione delle merci senza dazi o dogane, è chiaro ed evidente che qui cominceranno ad arrivare prodotti che costano meno in quanto creati dove il costo della vita e del lavoro sono piu bassi, cioè nei paesi dell’est europa.
Quindi abbiamo avuto qui un innalzamento del costo della vita e del lavoro, e contemporaneamente una concorrenza senza barriere proveniente da chi aveva la nostra stessa moneta europea, che aveva un costo della vita e del lavoro piu basso ed ovviamente tasse piu basse grazie al fatto di non aver avuto quell’inflazione a due cifre come l’ha avuta l’italia per molti anni e quindi di avere un debito pubblico piu basso, e minori diritti sociali e sul lavoro, così come minore spesa sociale per le cure mediche.
Il risultato è stato semplice, le nostre aziende sono andate lì perchè senza nemmeno investire in apparecchiature utilizzavano quelle vecchie e producevano a costi inferiori, una quantità piu elevata di merce e la vendevano qui a noi come facevano prima, mentre a noi ci dicevano che eravamo bamboccioni e che servivano le riforme strutturali.
E qui evidentemente si sta parlando di dentor l’euro. perchè nel contempo qualcuno ha avuto la bella idea di implementare il WTO, e mentre accadeva tutto ciò che ho descritto precedentemente sul versante interno europeo, il mercato estero ci ha visto penalizzati dalla mancanza di svalutazione monetaria ed anzi ad un certo punto ultrapenalizzati da un cambio monetario ad 1,60 sul dollaro, con adirittura uno spread a 600 punti base sul bund tedesco, e tutto questo alla faccia di chi ci diceva che con l’euro il nostro debito era piu sicuro.
Ma tutto questo che ho scritto è superficiale, le cose da scrivere sarebbero molte di piu perchè quel trattato di maastricht di cui si parla anche se è stato firmato nei primi anni ’90 era già in vigore come legge ordinaria in europa nel punto riguardante il divieto di stampa di banconote per l’acquisto di debito pubblico,operazione che avrebbe consentito di calmierare il valore dell’euro quando era a 1,60 mentre invece i banchieri del nord europa parevano molto soddisfatti di quella fase che poi ci avrebbe portato alla recessione mentre il petrolio girava sui 130 dollari al barile.

E per quelli che “i prezzi non sono saliti con l’euro”,andate in Germania e verificate se non è vero che nei supermercati vendono gli stessi beni delle stesse marche che vendono in italia ma a prezzi del 30% piu bassi.

P.S.
Aggiornamento fatti successi su twitter relativamente alla pubblicazione di quest’articolo:

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