prezzo fisso del petrolio è uno scacco matto al marcatismo finanziario globale

ImmaginePrezzi fissi del petrolio contro il mercato degli speculatori.

Questa può essere una promettente base di partenza per eliminare gli speculatori finanziari dall’economia reale, cominciare ad escludere la regola matematica che vuole la quantità di bene prodotto e venduto come causa dell’innalzamento o dell’abbassamento del suo prezzo.

Da sempre sostengo politica dei prezzi fissi contro lo scambio marcatista che ne determina il valore, pertanto non posso che rammaricarmi del fatto che il prezzo del petrolio sia messo sul mercato e non invece deciso a tavolino.

Io ritengo che un buon accordo sul petrolio dovrebbe prevedere l’eliminazione di questa materia prima dalla borsa internazionale dichiarando un prezzo e mantenendolo identico tramite un accordo internazionale che veda sanzioni economiche da parte dell’ONU per chi non lo rispetta.

Quindi non si tratterebbe di decidere la quantità di barili di petrolio che vengono venduti ponendo un limite per far salire il prezzo, si tratterebbe di venderlo ad un prezzo prefissato togliendo il suo valore dal mercato.

Poco importa se questo prezzo è di 50 dollari piuttosto che 70 dollari, tanto ormai le fonti rinnovabili sono in grado di sostituire questa materia prima se troppo costosa, quindi un prezzo troppo alto andrebbe a danno dei paesi esportatori.

L’importante è che il prezzo sia fisso, che un suo cambio di valore rispetto al valore fissato inizialmente sia immutabile tranne nel caso in cui ci sia l’unanimità dei paesi produttori ed esportatori.

L’importante è eliminare la speculazione finanziaria e i titoli derivati da questa materia prima, togliendola dal mercato ed evitando che si creino problematiche legate alle guerre e ai disordini in giro per il mondo che influenzano direttamente l’economia globale,scollegando il petrolio dall’economia di guerra.

In pratica il prezzo fisso del petrolio è uno scacco matto al marcatismo finanziario globale e toglierebbe al dollaro il valore contrattuale mondiale affidando il valore del barile al cambio di valore dell’oro e rapportando poi quest valore a quello della moneta del singolo paese.

 

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