Repubblica presidenziale e sistema proporzionale non sono incompatibili

La priorità oggi è quella di eliminare le coalizioni di partiti che si formano prima delle elezioni, o quantomeno renderle inutili eliminando qualsiasi deformazione della rappresentanza ripristinando l’uguaglianza del voto.
Eliminazione dello sbarramento elettorale, eliminazione di premi di maggioranza che consentono ai capi di una singola forza politica o di una coalizione di forze politiche di controllare i lavori delle aule su meterie basiche come la riforma della legge elettorale o la revisione della costituzione.
Troppe volte in questi anni abbiamo assistito a riforme costituzionali fatte a maggioranza(2000,2006,2016) che in realtà maggioranza non è mai stata e solo grazie a truffe elettorali è diventata tale.
E questo deve accadere dal piu piccolo comune fino al parlamento, quest’ultimo se vuole mantenere le stesse percentuali necessarie alla modifica costituzionale deve essere formato senza alcuna deformazione, altrimenti tali percentuali debbono per forza di cose essere innalzate in base all’esito del voto dei cittadini costituendo norme di garanzia per evitare che una minoranza plebiscitaria possa modificare in modo così profondo la costituzione tramite un referendum dove non è previsto nemmeno un quorum di partecipazione.
Non sono mai d’accordo con quanto scrive un famoso editorialista di repubblica, ma questa volta devo concordare, l’inserimento del quorum per i referendum confermativi è necessario ed è necessario che tale quorum preveda il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.
Solo in questo modo si potrà avere un parlamento che non è soggetto al governo di turno e veramente libero di cambiare la costituzione.
Nel contempo tale modifica richiederà l’adeguamento del percorso di approvazione di tale legge costituzionale, eliminando la forma di legge rafforzata.
Tale referendum potrà essere evitato solo se viene superata una soglia parlamentare di garanzia.
Tale soglia di garanzia non può non tenere conto della legge elettorale.
E’ chiara dunque la natura costituzionale di una legge elettorale, perchè la deformazione da essa creata non solo permette l’approvazione di leggi semplici ma favorisce l’approvazione di leggi rafforzate senza passare per il referendum confermativo.
E tale esigenza è ancora piu netta oggi, visto che il referendum chiesto al termine del procedimento di revisione costituzionale non ha alcun quorum.
Ed è per questo che l’utilizzo di una legge elettorale ipermaggioritaria per tentare la modifica costituzionale è una vera forzatura, se si considera che tale referendum senza quorum è richiesto oggi da chi tenta un colpo di mano ed utilizza l’incostituzionalità di una legge elettorale per tentare di modificare con un plebiscito la forma repubblicana dell’italia, ovvero la repubblica parlamentare.
Alla luce di tutto questo è evidente l’errore dei costituenti nel non voler inserire la legge elettorale all’interno delle norme costituzionali ed è per questo che bisogna porvi rimedio inserendo nel dettato costituzionale la proporzionale pura e senza sbarramenti, con l’aggiunta delle preferenze.
Se poi vi fosse l’esigenza di stabilità di governo, fermorestando le prerogative delle camere, c’è la possibilità di far scegliere ai cittadini tramite il voto popolare sia il primo ministro che i ministri che formano il governo, nel qual caso si potrebbe adirittura arrivare ad evitare che simboli di partito si possano affiancare ai loro nomi sulla scheda elettorale che appositamente viene disposta.
Nel qualcaso si può eliminare il voto di fiducia dato dal parlamento eletto con sistema proporzionale e si può dotare il presidente del consiglio del potere di veto come nei paesi presidenziali anglosassoni.
In ogni caso a garanzia dell’ordine costituente tale veto non potrà valere per le questioni di ordine costituzionale,o per quelle che riguardano i temi etici.
Il vizio di forma sta nel premio di maggioranza che altera le percentuali dei voti dati dagli elettori e li trasforma in un numero di seggi differente facendo diventare maggioranze delle minoranze.
Non vi è eccezione a questo anche volendo immaginare l’elezione diretta del presidente della repubblica, così come accade nei sistemi presidenziali cioè facendo diventare quella figura una figura politica e non piu come oggi (in teoria) una figura sopra le parti, trasformando l’italia in una repubblica presidenziale.
Infatti il sistema a costituzione rigida, l’inserimento del quorum che riguarda la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto sui referendum confermativi, la proporzionale pura senza sbarramenti e deformazioni ed il diritto di veto presidenziale, hanno una consistenza sufficiente per evitare qualsiasi tentativo di deriva plebiscitaria.

Dando forza al parlamento secondo i sistemi parlamentari, dando forza al presidente della repubblica secondo i sistemi presidenziali, e infine dando forza ai cittadini secondo un sistema di democrazia diretta e di referendum propositivi.

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