Il senato come bundesrat ma con elezione diretta

Alcuni affermano che nella riforma costituzionale ci deve essere la trasformazione del senato della repubblica in uana camera alta simile alla camera delle regioni in germania.
La particolarità di questa camera riguarda la volontà del governo regionale riportata ai senatori dell’identica regione che si esprime poi con il voto concorde o discorde, e non dunque con la l’assenza del vincolo di mandato dei singoli senatori che sarebbero costretti a seguire l’indicazione del singolo governo regionale.
Tale governo regionale però nel nostro ordinamento ha assunto nel tempo un carattere maggioritario e la minoranza dei voti dei cittadini viene trasformata in maggioranza dei seggi.
C’è una terza via pensata dai padri costituenti che permette sia l’elezione diretta dei senatori sia il mantenersi del loro libero arbitrio tramite l’assenza del vincolo di mandato e sia pure riportando la volontà di parte della singola regione dove vi è una minoranza divenuta maggioranza.
Il sistema di elezione dei senatori è stato originariamente pensato come un sistema a carattere uninominale, ma con una percentuale per l’elezione nel singolo collegio del 65% dei voti.
Un referendum nel 1993 ha poi eliminato tale percentuale e stabilito che 232 seggi senatoriali fossero interamente attribuiti con questo sistema uninominale.
Basterebbe prevedere che i senatori delle singole regioni fossero eletti con questo sistema per far si che contestualmente all’elezione dei consigli regionali vi sia l’elezione diretta dei senatori.
Al senato potrebbero essere attribuite le funzioni che la camera delle regioni ha in Germania, escludendo però che il singolo consiglio regionale possa obbligare i senatori ad un voto concorde al suo volere.
In questo modo è possibile sia che una sola parte politica vada a rappresentare l’intera regione, e questo sarebbe il modello della camera delle regioni ,sia che diverse parti politiche possano ottenere dei seggi senatoriali.
In ogni caso è mantenuta l’indipendenza del singolo senatore anche per quanto concerne i voti segreti ed essendo stato eletto direttamente può concorrere parimenti a modificare la costituzione nelle leggi rafforzate in quanto eletto direttamente dal popolo.
Ma tale sistema non può funzionare se nell’altro ramo del parlamento esiste un sistema che assegna un premio di maggioranza.
Come affermato precedente, anche un presidenzialismo con diritto di veto può sopravvivere se c’è un proporzionale puro, senza sbarramenti e con le preferenze dove i leader di partito si confrontano con le preferenze su un collegio unico nazionale.
In questo modo si può formare l’equilibrio tra elezione diretta, del presidente del consiglio, dei ministri, o adirittura del presidente della repubblica, una camera dei deputati che sia forte, un senato della repubblica che rappresenta le istituzioni territoriali ma che è eletto direttamente ma contestualmente alle elezioni regionali e che concorre al buon funzionamento della repubblica, in un grande equilibrio di poteri.

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