Risposta a Wolf Richter,voi dicevate: "con euro a 1.60 si paga meno il petrolio"

Scrive Wolf Richter :

perché il QE ha causato un’inflazione galoppante dei prezzi degli asset, ma poca inflazione dei prezzi al consumo?
Perché il denaro non è mai andato ai consumatori sotto forma di salario. Questi ne avrebbero speso la maggior parte, portando ad un aumento della domanda, che avrebbe dato origine a pressioni inflazionistiche sui prezzi al consumo. Ma non hanno mai avuto questo denaro.

Intanto non si tiene conto della bolla speculativa creata dal petrolio in questi ultimi 10 anni, con un prezzo-bolla che oggi è esploso tornando a valori piu miti.
Era una bolla che non aveva nulla a che fare con questo quantitative easing, forse aveva a che fare con il mancato quantitative easing, quello che non è stato fatto nel 2005 per riportare l’euro a quota 1.10 sul dollaro mentre andava a 1.60 e ci rovinava l’economia.

Ma  c’è da domandarsi in quale modo i soldi del quantitative easing avrebbero potuto finire nelle tasche dei consumatori sotto forma di salario.

Intanto c’è da dire che il primo allentamento monetario della BCE era stato fatto solo ed esclusivamente a favore delle banche, cioè alle banche erano destinati i soldi per l’acquisto dei titoli di stato degli ABS e dei Covered Bond.

Come si può rimanere sorpresi del fatto che le banche inondate di liquidità e piene di titoli tossici non abbiano preferito investire ancora ulteriormente in asset per cercare un guadagno?

Questo fenomeno non è stato quello che poi è passato sotto il nome di quantitative easing, è successo prima ma la quantità di denaro erogata dalla BCE non è affatto modesta.
Vogliamo poi parlare dell’acquisto degli ABS e Covered Bond che avevo già denunciato a suo tempo?

Per la cronaca era marzo 2015 quando scrissi l’articolo intitolato:La miscela esplosiva innescata dalla BCE in Settembre con l’acquisto di ABS e CB“.
E per settembre si intende quello del 2014 e non quello del 2015, quindi in tempi non sospetti.
Ora ce ne vuole di fantasia e mistificazione per far passare “l’inflazione degli asset” come una manovra dovuta al quantitative easing che è arrivato tempo dopo.
Sono evidentemente due questioni diverse che un economista non dovrebbe mescolare nella sua trattazione come fosse uno stregone in cerca di chissà quale formula magica per catturare lettori.

Per la cronaca se qualcuno è interessato, era ottobre 2014 quando intitolavo così questo articolo:Le manovre deflattive di Mario Draghi e la fuga di capitali

OTTOBRE 2014, OGGI SIAMO A GENNAIO DEL 2016, non so se è chiaro il concetto, io ad ottobre del 2014 accusavo le manovre di Mario Draghi di essere deflattive, mi pare siano passati un po’ di mesi ma non mi risulta che all’epoca ci fosse una sola persona che avesse l’ardire di dire che quelle manovre avevano un carattere deflattivo.

Far passare l’acquisto di titoli ABS e CB, cominciati molto prima del quantitative easing, chiamandoli poi quantitative easing è quasi una bestemmia.
Non si possono confondere o adirittura ignorare varie fasi dell’allentamento monetario, confondere cause ed effetti.

Cioè, ora questa gente si lamenta che le banche abbiano fatto cattivo uso dei soldi della BCE… hai voglia, lo dicevo moltissimi mesi fa.

Che però si voglir passare l’acquisto di titoli di stato da parte della BCE proprio no, non rinneghiamo almeno la matematica oltre che la logica, a tutto c’è un limite!

E qui si rotorna alla domanda precedente : come avrebbero dovuto fare quei soldi stampati dalla BCE a confluire nei salari dei lavoratori?

Quei soldi sono a tutti gli effetti soldi pubblici, in quanto ogni banconota nuova che viene stampata anche se sotto forma digitale appartiene a tutti i cittadini che hanno dato corso a quella moneta, in quanto è il valore di quella moneta a variare dopo ogni nuova stampa e dunque quella nuova banconota appartiene in parti uguali ad ogni singolo cittadino dell’eurozona.

Essendo soldi pubblici non possono essere contabilizzati e regalati a singoli lavoratori facendo ritrovare quei soldi nei salari, sarebbe ingiusto verso tutti quei cittadini che non ricevono quella cifra che appartiene paritariamente anche a loro, salvo che non si tratti di un prestito, e questo è tutto un altro discorso.

Come dunque una banconota stampata da zero può partire da Francoforte e arrivare a dividersi in parti uguali tra tutti i cittadini dell’unione europea?

Anche perchè c’è un problema di contabilizzazione, fino ad oggi i titoli di stat ocomprati dalla BCE mica sono di proprietà degli stati, certo, sono dei prestiti, consentono di abbassare i tassi di interesse sui debiti sovrani, ma quello che non viene detto è che dopodomani la BCE chiede che tali soldi vengano restituiti e chiede che i singoli stati usino il mercato privato per rifinanziare anche quei miliardi di euro che la BCE inizialmente aveva stampato e prestato e che volendo potrebbe riavere indietro e distruggere alla data di scadenza di tali titoli.

Quindi è ovvio, è la logica a dire che se un lavoratore trova nel salario i soldi in piu dovuti al quantitative easing si troverà nel salario un presito.
Infatti così come quei soldi fino ad oggi sono prestati dalla BCE agli stati sotto forma di acquisto di titoli,  così sarebbero prestati eventuali soldi messi nel salario del lavoratore.

Altrimenti pagherebbe come sempre pantalone, tutti a spendere soldi che non sono i propri, a far crescere ulteriormente i debiti sovrani fino a renderli 3 volte piu grandi del pil mondiale, ma tutti a gridare nel frattempo che si è usciti dalla crisi, perchè questo conta oggi, così ragiona l’economista, non nel breve ma nel brevissimo periodo.

Ci siamo cacciati in una situazione veramente brutta, l’economia basata sul debito è traumatizzante, basta una micro notizia, un click del mouse, una farfalla che sbatte le ali in Brasile, e qui casca giù tutto!

C’è un unico modo per mettere i soldi del quantitative easing nel salario del lavoratore, ed è quello di avere un delta positivo sulle percentuali dei tassi di interesse sul debito, che si abbassano dopo l’acquisto della BCE.

Minori spese per lo stato possono equivalere a minori tasse, ma questo poteva andare bene nel 2005, se cioè vessero fatto un quantitative easing nel 2005 per salvare il valore dell’euro.
Purtroppo questa gente ci ha rovinati e tra l’altro è clamoroso quanto stonino oggi le parole dei nord-europei quando dicevano “la moneta forte a 1.60 ci consente di pagare meno le importazioni di petrolio”

Ma oggi la moneta vale 1.09 e mi pare che al momento i fatti vi smentiscano, nel frattempo l’economia per 10 anni ha visto solo indici negativi e fughe di aziende, con il sud europa a rischio default.

 

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La miscela esplosiva innescata dalla BCE in Settembre con l’acquisto di ABS e CB:
https://giamps78.wordpress.com/2015/03/13/la-miscela-esplosiva-innescata-dalla-bce-in-settembre-con-lacquisto-di-abs-e-cb/

Le manovre deflattive di Mario Draghi e la fuga di capitali:
https://giamps78.wordpress.com/2014/10/18/le-manovre-deflattive-di-mario-draghi-e-la-fuga-di-capitali/

 

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