Baldelli mente su referendum del 1993 che abolì preferenze

Simone Baldelli, vicepresidente della camera dei deputati afferma che:

“Nel 1993 le preferenze furono abolite da un referendum”

Falso, nel 1993 non vi fu alcun referendum sull’abolizione delle preferenze.
In special modo dopo l’applicazione dei referendum abrogativi del 1993, alla Camera dei Deputati la preferenza era ancora in vigore.
Fù la successiva legge elettorale ad eliminare le preferenze.
In realtà il referendum del 1993 si riferiva solo al senato della repubblica e riguardava la soglia percentuale per l’elezione del singolo senatore nel collegio uninominale.
MA AL SENATO LE PREFERENZE NON CI SONO MAI STATE PERCHE’ FIN DAL 1948 IL SISTEMA SI BASAVA SU COLLEGI UNINOMINALI.

E si basava sui collegi uninominali perchè qualcuno di intelligente aveva capito che il senato dei territori doveva avere il sistema uninominale mentre quello proporzionale spettava alla camera dei deputati, ma i padri costituenti avevano costruito  in un sistema di bicameralismo perfetto e l’uninominale al senato fù solo accennato.

Il referendum del 1993 li ha solo trasformati in collegi maggioritari relativi, eliminando la soglia del 65% che ormai da molti decenni non veniva piu superata da alcun partito, e che avrebbe consentito l’elezione al primo classificato che avesse ottenuto un singolo voto in piu.

D’altra parte se c’è onestà intellettuale nel deputato Baldelli del movimento politico di Forza Italia, dovrebbe riconoscere clamorosamente che la sentenza della corte costituzionale 1/2014 ha predisposto le preferenze anche per il senato della repubblica e che il suo stesso movimento politico ha sostenuto come al senato della repubblica le preferenze non ci siano mai state dal 1948.

Quindi per un’ovvietà logica è evidente che se il referendum del 1993 riguardava solamente il senato e non la camera, se al senato le preferenze già non c’erano, IN NESSUN MODO SI PUO’ ARRIVARE AD AFFERMARE CHE NEL 1993 IL POPOLO ITALIANO ABBIA IN QUALCHE MODO ELIMINATO LE PREFERENZE CON IL REFERENDUM.

Poi c’è la seconda questione intrinseca nelle preferenze stesse, meno sono le preferenze e piu è facile che ci siano infiltrazioni.
La situazione è di molto peggiorata dopo che sono state eliminate progressivamente le preferenze multiple.

Il signor Baldelli vada in Svizzera a verificare quante preferenze multiple ci sono a disposizione di ogni elettore e poi guardi anche come funzionano i referendum in quella confederazione e cerchi qualche rappresentante indagato..

La realtà dei fatti è che la malavita ha accesso alla politica indipendentemente dal sistema elettorale, e se non ci sono le preferenze, se non può fare la differenza in cabina per scegliere i propri rappresentanti, la malavita entra direttamente nei partiti e ne prende il controllo.

 

 

 

 

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