Pensioni: le donne hanno un trattamento migliore

Prima di tutto va ricordato che è l’europa a chiedere che ci siano le stesse regole per donne e uomini che vanno in pensione.
Secondariamente va detto che le donne vivono per piu anni degli uomini, ricevono per piu anni la pensione quindi dovrebbero andare in pensione piu tardi degli uomini, ma così non è.
Quindi se c’è una disuguaglianza questa è al contrario, in quanto l’uguaglianza dei trattamenti è essa stessa una fonte di disuguaglianza.
Se donne e uomini vanno in pensione alla stessa data, e se le pensioni sono identiche, è evidente che questa uguaglianza porta con se una disuguaglianza che sfavorisce gli uomini.
Teniamo poi conto che siccome gli uomini hanno l’aspettativa di vita inferiore a quella delle donne, è molto piu probabile che siano queste ultime a ricevere l’assegno di reversibilità dopo la morte del marito o dell’ex-marito.
Quindi, se dite che le donne ricevono 6 mila euro in meno dite un falso storico che magari nelle cifre di una tabella può sembrare verità.
Se lavori per meno anni rispetto all’aspettativa di vita ricevendo la remunerazione per molti piu anni ed in piu hai la possibilità di chiedere la reversibilità della pensione del congiunto, dalle mie parti non viene interpretato come una disuguaglianza a sfavore delle donne, ma a loro favore.
Infatti i 6 mila euro in meno dipendono dal fatto che moltissime donne ricevono ingiustamente una pensione di vecchiaia senza aver maturato i 20 anni di contributi cosa che fino a ieri non era necessaria ma che lo è diventata oggi con la riforma delle pensioni che ha eliminato le pensioni di vecchiaia, ma che non lo ha fatto retroattivamente.
Quindi ricevono una pensione che non dovrebbero piu retroattivamente ricevere, cioè la pensione sociale, che chiaramente è piu bassa di un normale assegno in quanto NON CI SONO I CONTRIBUTI.

Bisogna fare qualche cosa, va eliminata la reversibilità nel caso in cui ci sia stato un divorzio o una separazione almeno 10 anni prima della morte del congiunto e nel qual caso dare l’assegno solo ed esclusivamente nei casi in cui sia previsto l’assegno di mantenimento dopo il divorzio.
Quindi evidentemente se gli ex-coniugi nei 10 anni precedenti non hanno vissuto nella stessa dimora.

Quindi dovrebbero servire sia 10 anni di convivenza e sia almeno 1 anno di convivenza nei 10 anni precedenti la dipartita del congiunto per aver diritto all’assegno di reversibilità.

Non è possibile che si usino la separazione o il divorzio come mezzo per pagare meno tasse, ci deve essere un contrasto di interessi.
Purtroppo non si può fare nulla contro questa continua propaganda che prende i cervelli e li cicatrizza.
Purtroppo in questo periodo storico tali giornalisti sono servi dei poteri forti ed utilizzano questi argomenti come arma di distrazione di massa raccontando il contrario della realtà e dicendo le cose per partito preso.
Siamo messi veramente male..
La propaganda sulle donne ha assunto caratteri classisti.

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