Fermare l'unione civile dando diritti a conviventi

Basta con la storiella dei diritti civili.
Si diano i diritti ai conviventi senza che sia necessario un matrimonio o un’adozione, a patto che la convivenza sia almeno di 10 anni.
A saldi invariati, anzi, generando un risparmio per le casse dello stato si può dare a tutti i conviventi la possibilità di ottenere la reversibilità della pensione dopo 10 anni di convivenza.
Apparentemente questo sarebbe un costo rilevante, ma se questo principio viene applicato con effetto retroattivo anche ai matrimoni, che si intendono dunque basati su almeno 10 anni di convivenza, c’è un netto risparmio per le casse dello stato rispetto a coloro che si sposano e divorziano dopo pochi anni.
Naturalmente vengono fatti salvi tutti i diritti dei nascituri con gli obbligi di mantenimento anche in caso di divorzio breve.
L’importante è sapere che facendo questo si conferisce un valore superiore al matrimonio, in quanto si disincentiva il divorzio prima di una certo termine e si disincentivano i matrimoni di interesse.
Ma c’è da affermare un principio, non è importante il matrimonio dell’unione civile è importante che chi vive insieme per un certo periodo di tempo maturi una serie di diritti.
E questo indipendentemente dalla tipologia di unione e dal sesso.
Si leghi dunque la reversibilità della pensione alla convivenza minima di 10 anni eliminando gli assegni a tutti coloro non abbiano convissuto almeno per quel periodo di tempo, e contemporaneamente si dia quell’assegno a coloro che, anche appartenenti allo stesso sesso, abbiano convissuto ed abbiano stretto un contratto di convivenza presso un notaio.

Bisogna dire basta ai matrimoni di interessi tra persone di sesso diverso e bisogna dire no all’equiparazione tra unione civile e matrimonio.

Nessuna unione civile, non esiste in natura, se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme fanno un contratto di convivenza hanno pari diritti che già oggi la legge riconosce(ad esempio la visita del convivente in ospedale).
Non ci interessa sapere che due omosessuali sono omosessuali, sono affaracci loro, se vivono insieme per 10 anni ottengono la reversibilità della pensione e ottengono gli stessi diritti che ha qualsiasi coppia convivente che si sia recata presso un notaio per stringere un contratto di convivenza.

Se coppie di sesso diverso alcuni anni prima di sposarsi stipulano un contratto di convivenza questo resta valido anche dopo il matrimonio e non si azzera il conteggio degli anni di convivenza.

Anzi, sono del parere che la divisione dei beni debba essere effettiva durante i primi 10 anni di matrimonio/convivenza.

Gli omosessuali, e qualunque altra coppia decida di convivere, avranno pari diritti delle persone eterosessuali ma senza alcuna unione civile o simil-matrimonio, quella no, è contro la costituzione.

Dunque i diritti del matrimonio non sono piu diritti del matrimonio ma si baserebbero sugli anni di convivenza, fatte saleve le eccezioni che già oggi sono legge dello stato e riguardano i nascituri anche in coppie conviventi.

La “step-child adoption” cioè l’adozione di bambini è già nel nostro ordinamento e riguarda i conviventi, quindi come si vede è sulla convivenza e non sull’unione civile che bisogna intervenire.

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