Controproposta per ridurre le emissioni nocive

Il governo dovrebbe fare un accordo commerciale con l’ex azienda statale ENI o con qualunque altra compagnia energetica che ha un buon numero di distributori di benzina sul territorio italiano specialmente nelle grandi città.

L’accordo prevede che lo stato faccia una legge che obbliga i cittadini a rifornirsi in uno specifico distributore nel momento in cui avviene lo sforamento di polveri sottili in un determinato territorio.
In tale distributore, che nell’esempio appena fatto è di proprietà dell’ENI, deve essere presente almeno una pompa che eroga carburante interamente verde.

Per carburante verde si intende metano sintetico, diesel sintetico, benzina sintetica etc etc,ottenuti tramite il processo di fischer tropsch cioè tramite acqua ed energia elettrica, quest’ultima si spera ottenuta tramite fonte rinnovabile.

Chiaramente il costo di questo carburante supera abbondantemente quello degli altri, per cui la pompa di cui sopra rimarra aperta anche quando le emissioni saranno sotto controllo ma avrà un costo per litro decisamente superiore.

Per questo motivo l’accordo prevede un tetto massimo per il prezzo di quel carburante,di modo che non possa superare del 30% il prezzo di quello che si ottiene dalle fonti fossili.

La differenza tra il prezzo effettivo di vendita ed il prezzo fissato da questa normativa viene ridotta dalla diminuzione delle imposte su quello specifico carburante verde.
ovvero se la benzina sintetica ha un costo di 2,5 euro per litro verrà venduta comunque a 2 euro al litro, ed i 50 centesimi rappresentano la riduzione di imposte attuata su quel carburante.

Sarà usata poco perchè in pochi hanno interesse a diminuire le polveri sottilei pagando la benzina svariate decine di centesimi in piu.

Ma sarà l’unica disponibile quando ci sarà uno sforamento del tetto delle emissioni, tutti gli altri distributori saranno chiusi, solo quelli convenzionati avranno la possibilità di vendere questo speciale carburante.

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