Matteo Renzi e la ventennale anomalia italiana

L’anomalia italiana non solo non è stata sanata ma è adirittura peggiorata e rischia di sbregare l’ordine repubblicano.
De Gasperi da presidente del consiglio di un governo di unità nazionale, con una democrazia cristiana che ottenne il 35% e cioè 10 punti percentuali in più di quanto ottenuto dal Partito Democratico nel 2013, avrebbe mai potuto decidere l’assetto costituzionale mettendo la sua figura davanti alla nuova costituzione?
No che non avrebbe potuto.
L’anomalia italiana continua, e se possibile, si ingigantisce ulteriormente.
Avremo un referendum che si giocherà sul Renzi si o Renzi no, poco importa se c’è di mezzo la costituzione repubblicana.
Il “Berlusconino di Firenze” il cui ego è così grande da non poter essere misurato, ha costruito delle riforme di rottura, studiate nel minimo particolare per issarle come bandiera.
Le ha costruite appositamente per costruirsi l’opposizione a scopo elettorale.
La carta costituzionale barattata non solo in campagna elettorale ma anche nelle sedi istituzionali europee per ottenere, dice lui, maggiore flessibilità e aggiungo io, per leccare i piedi alle agenzie di rating che spostano i capitali privatissimi frutto del lucro sui titoli di stato.
La repubblica che già non viveva un bel momento oggi va ancora piu in basso di fronte alla scelta di una nuova costituzione francamente imbarazzante, in alcuni tratti perfino illeggibile, in altri difficilmente interpretabile.
Un incantesimo fatto dal giglio magico vorrebbe relegarci a paese privo di democrazia, dove compare il fungo autunnale e fa delle primarie per poi ottenere il 55% dei seggi con il 30% dei voti di chi si è recato alle urne e che rappresentano il 15% del totale degli elettori, permettendo al governo, cioè alla singola persona che forma il proprio governo, uno strapotere che nessuno ha mai avuto dal dopoguerra a oggi.
La costituzione repubblicana che ci ha garantito 70 anni di pace verrà cestinata da un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, da un presidente del consiglio che nei primi anni di questa legislatura faceva altro mestiere che ha usato un premio incostituzionale per farsi la sua costituzione dopo esser diventato segretario di un partito che l’anno prevedente aveva ottenuto il 25% dei voti.
L’assemblea costituente votata con le preferenze multiple, con il proporzionale puro, senza premi di maggioranza, senza sbarramenti, approvata con 458 voti favorevoli e solo 62 contrari, viene oggi stracciata nel suo senso da questa persona.
L’ultimo argine sarà il referendum, dove il berlusconino di firenze si gioca la sua carriera politica.
E’ si, di fronte alla costituzione repubblicana a contare è la sua carriera politica.
Ma questo modo di fare è stato studiato a tavolino, e non mi riferisco solo al patto del nazareno dove al di fuori del parlamento si è scelta la nuova forma repubblicana che andrà a sostituire quella vecchia con i 100 senatori pseudo-eletti e con l’accentramento di poteri in una sola camera controllata da una sola persona che potrà anche scegliersi parte degli eletti in parlamento e andrà al governo grazie ad un premio di maggioranza magari dato ad un solo partito che rappresenta la minoranza che ha ottenuto piu voti.
Mi riferisco al mettersi contro tutti quanti e al voler evitare a tutti i costi il confronto parlamentare su un tema come quello della riforma costituzionale sulla quale, lo ricordo, questa persona ha minacciato pure di mettere il voto di fiducia, dopo aver sostituito nella commissione che redigeva il testo alcuni parlamentari del suo partito perchè non la pensavano come lui.
Qualcuno provi ad immaginarsi un De Gasperi che sostituisce dei parlamentari della Democrazia Cristiana dalla commissione affari costituzionali.
Lui si è messo apposta in questa condizione, non è una vittima, lui ha scelto di fare le riforme istituzionali come forma di rottura per darsi visibilità politica interna e internazionale e per regolare i conti anche all’interno del suo partito.
Non è un caso se costui si è scelto l’originale appellativo di “rottamatore”.
Ma fin qui si è discusso del testo, non del metodo utilizzato in parlamento per approvarlo.
E’ successo di tutto, si sono messe scadenze temporali nelle commissioni, piu volte non si è permesso alle minoranze di avere un proprio relatore sul testo, piu volte nelle commissioni non si è nemmeno cominciata la votazione di un singolo emendamento ed il testo in esame è stato “gettato” in aula.
Il presidente del consiglio nonchè segretario del suo partito con la sua armata di fedelissimi gigliati ha impedito qualsiasi confronto tra i parlamentari, ha posto i suoi paletti, ha usato pvolta una seduta fiume su una riforma costituzionale riuscendo perfino, contro il regolamento, ad interroperla prima della votazione finale perchè il suo testo non era completo, ed è arrivato pure il suo spettacolino davanti ai banchi dei deputati di Forza Italia, con minacce e allusioni.
I suoi sistemi hanno funzionato, le sue riforme hanno rotto, i partiti si sono ulteriormente polverizzati di fronte ai suoi metodi e alle sue promesse.
Speriamo che gli italiani abbiano mantenuto un qualche briciolo di senno, se viene bocciato il referendum a catena sarà bruciata anche la legge elettorale che diverrà incostituzionale.
Forse potremmo tornare ad essere un paese normale, dopo 20 anni di anomalie, o forse l’anomalia diventerà la normalità.

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