Economia: c'è il rischio di passare da un estremo all'altro

L’ultima cosa che vorrei, ma proprio proprio è che si passi in un baleno dall’estremo di dire che il privato può fare tutto senza che il pubblico abbia la possibilità di intervenire nel mercato, all’altro estremo dove del solo pubblico ci si può fidare.
La giusta iterazione si ha con una convivenza tra queste due filosofie che da sole sono fallimentari.
Ma come per ogni convivenza ad essere fondamentali sono le regole ed oggi chi le scrive vive nella prima situazione, quella dove il privato può fare qualsiasi cosa piu e meglio del pubblico che viene svenduto.
La giusta convivenza tra pubblico e privato come quando ho proposto che negli ospedali pubblici nelle ore in cui le costose apparecchiature sono a riposo ci possa essere il privato che le utilizza e crea un servizio a pagamento e condivide con il pubblico il costo dei locali e degli ammortamenti, naturalmente previo concorso.
In questo modo il pubblico riceve soldi dal privato che a sua volta fa costare meno la prestazione rispetto a qualsiasi altro privato che le apparecchiature le compra e a questo privato non servono molti fondi per svolgere la propria attività.
Questo è solo un esempio eppure quando anni fa ho proposto gli esami notturni sembrava un’idea campata in aria.
Chi andrebbe mai di notte o nel week-end a fare visite mediche?
Eppure quando i primi ospedali hanno cominciato a farlo i cittadini erano ben felici e si sono ridotte le liste d’attesa.
In effetti che differenza fa tra giorno e notte, tra lunedì e domenica quando c’è in gioco la salute?
Qualsiasi persona mette davanti il proprio esame anche se viene fatto alle 2 di mattina.piuttosto che avere 3 mesi di attesa.
Ad ogni modo oggi la partita è totalmente sbilanciata a favore del privato, che ha chiuso il cerchio e grazie ai profitti si è creato un mondo che gira intorno a lui, e la chiusura del cerchio si ha con il controllo dei media e dei politici, ma non dopo essere entrato nei libri di economia e aver indirizzato male gli studi economici degli studenti in erba che oggi, cresciuti, ci condizionano pesantemente.
Il problema principale è che se non si rendono conto di questo, se non rimediano ai loro errori, ci sarà questo passaggio da un estremo all’altro.
Il problema è che nessuno ha calcolato le conseguenze economiche del lunghissimo periodo.
Già fanno fatica a calcolare quelle nel breve e nel medio termine, figuriamoci se poi si mettono a prendere in considerazione quelle del lunghissimo periodo.
Purtroppo il lunghissimo periodo è ora, nel senso che queste politiche economiche sono cominciate moltissimi anni fa e ora siamo nel lunghissimo periodo relativamente a quel momento.
Per cui per loro l’inflazione è positiva e non determina invece l’impoverimento generalizzato che solo a lunghissima distanza si può vedere, è e rimane positiva anche oggi, nonostante tutto.
La diminuzione della percentuale dell’inflazione avuta in questi ultimi decenni per loro non è un il raggiungimento del livello di saturazione del loro sistema economico a causa del quale il debito pubblico è cresciuto in maniera elevata con la conseguente riduzione del margine della ricchezza prodotta e l’incremento del costo della vita e del lavoro, ma è un fenomeno che può riattivarsi con la semplice iniezione di liquidità che dura magari 12 mesi.

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