Pensioni: il medesimo moltiplicatore per tutti

Se dicessimo che l’indicizzazione delle pensioni con il costo della vita è valido solo per coloro che sono andati in pensione dal 2006 in poi, si arrabbierebbero tutti i sindacati e quei pensionati rimasti fuori?
Griderebbero allo scandalo e all’incostituzionalità?
Io credo proprio di si…
E allora perchè a pari modo non si grida allo scandalo quando il moltiplicatore della parte contributiva della pensione viene ritoccato al ribasso SOLAMENTE per i futuri pensionati e non per quelli del passato?
E’ il medesimo metro di misura, se l’indicizzazione deve valere indipendentemente dalla data in cui si è andati in pensione allora anche il moltiplicatore utilizzato dall’INPS per calcolare la pensione contributiva deve seguire lo stesso filo logico.
Invece no, si dice che quelli sono diritti acquisiti.
Bhè, non è così, se la legge è uguale per tutti deve essere uguale per tutti.
Se il moltiplicatore viene abbassato allora è abbassato per qualsiasi pensione, soprattutto alla luce del fatto che sono coloro che oggi lavorano a pagare le pensioni, ed è assurdo che costoro pagano ad altri la pensione che utilizza un moltiplicatore diverso da quello utilizzato per loro in futuro e cioè che quando costoro non saranno piu lavoratori ma saranno i pensionati di domani, i nuovi lavoratori di domani non pagheranno a loro lo stesso moltiplicatore che in precedenza loro avevano pagato per quelli che oggi sono in pensione.
Una vera assurdità.
Quindi si cominci ad eliminare la data del 31 Dicembre 2015 come termine ultimo per avere una pensione maggiormente vantaggiosa, e si ricalcoli per qualsiasi pensionato l’ammontare da erogare UTILIZZANDO PER TUTTI IL MEDESIMO MOLTIPLICATORE, LE MEDESIME REGOLE.

Leggo poi delle cose assurde su come si dovrebbe fare per risolvere il problema dei giovani che avranno una pensione piu bassa.
Le soluzioni sarebbero : flessibilità in uscita, bonus giovani etc etc.
Mai letto tante assurdità, la flessibilità in uscita peserà ancor piu sui giovani di domani, l’unica consolazione è dare oggi un lavoro a quei giovani, ma la situazione dei conti pubblici sarà maggiormente deteriorata mandando prima in pensione gli attuali lavoratori “anziani”.
Fermorestando che il lavoro è il lavoro, è uguale per tutti, se esce un anziano ed entra un giovane non si sta mica creando lavoro, è lo stesso lavoro svolto da una persona diversa, potrebbe anche crescere il prodotto interno lordo in quanto sono piu persone a ricevere una remunerazione, sia il neo-pensionato sia il giovane, ma questo presunto PIL che cresce è solo altro debito che si accumula e che renderà i pensionati di domani ancor piu poveri riducendo ulteriormente quel moltiplicatore che calcola il peso delle pensioni.
Il bonus giovani son sempre soldi dello stato, cioè tasse, se assumi un giovane e mandi via un anziano il ragionamento è il medesimo fatto in precedenza, ecco perchè il jobs act contiene una lacuna, doveva valere solo per posti di lavoro reali e non doveva essere valido per chi licenzia.
Ma evidentemente questo intruglio che contiene anche l’eliminazione dell’articolo 18 sul reintegro dei lavoratori ed anche i licenzamenti collettivi è stato fatto appositamente per raggiungere altri obbiettivi.
E’ chiaro come il sole che se l’azienda ha pesone in cassa integrazione non puoi dare a quella stessa azienda un bonus per le assunzioni, perchè la detassazione è complementare alla cassa integrazione, altrimenti è una presa in giro.

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