Ecco come tagliare i sussidi alle rinnovabili

E’ essenziale tagliare i sussidi alle rinnovabili per poter così rinnovarli vero i nuovi investimenti, sempre nel settore rinnovabile.

Chi ha fatto l’investimento sui pannelli solari e sulle altre energie si aspetta che venga mantenuto l’accrdo che prevede il pagamento di un certo surplus di denaro sul kw/h che viene prodotto e venduto al distributore di rete.

Al momento in cui è stato stipulquesto accordo, c’è chi ha fatto un investimento sulle rinnovabili che può andare dalle decine di migliaia di euro fino alle centinaia di milioni.

Ecco, se lo stato non vuole piu pagare i sussidi ai kw/h prodotti da queste fonti non deve far altro che restituire tutti i soldi che sono stati investiti grazie alla legge sui sussidi.

In questo modo non essendoci una pdita in denaro per l’investitore non ci potrà essere alcun ricorso.
Se qualcuno ha investito 10 mila euro, gli si restituiscono i 10 mila euro e si smette di erogare il sussidio.
Così come per chi ha investito 20 milioni di euro.

Il punto centrale è che chi ha investito un TOT deve ricevere i sussidii per ogni kw venduto solamente fin quando i soldi spesi per l’investimento (aumentati dell’inflazione e della percentuale che indica il costo del denaro) non pareggiano tale investimento, esclusa la defiscalizzazione del 50% ottenuta inizialmente.

Se uno ha investito 5 mila euro ed ha ricevuto 3 mila euro di sussidi, lo stato liquida i rimanenti 2 mila e taglia definitivamente il sussidio.

Così facendo si crea una continuità, e si alimenta maggiormente il ricorso a queste fonti evitando che cadano vittime della solita speculazione.

Lo stesso dicasi per i CIP 6, l’investimento iniziale non può superare i soldi che hanno già ricevuto tramite i sussidi., in piu va previsto l’obbligo dello smaltimento dei rifiuti virtuoso.

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