ENEL : 6 mila prepensionamenti senza proteste

Il paradosso è che nessuno protesta oggi per i prepensionamenti fatti con le vecchie regole,ma tutti protesteranno al taglio delle pensioni.
Ma in realtà è la stessa cosa, prepensionare qualcuno oggi significa tagliare le pensioni domani.
Perchè, diciamolo onestamente, qualcuno crede realmente che questo sistema pensionistico possa continuare ad erogare prestazioni non coperte dai contributi?
L’INPS ha 9 miliardi di debiti all’anno, ma non c’è nessuno che si pone questo problema, anzi dicono apertamente “tanto c’è lo stato”, lo ha detto perfino il presidente di questo istituto.
Ma se c’è un deficit e si forma un debito cosa successa negli ultimi 50 anni qualcuno lo dovrà pur pagare.
Fin quando ci sono dei capitali disposti a finanziare il debito per specularci sopra con gli interessi, allora sembra andare tutto bene.
I sindacati esultano perchè lo stato ci eroga un prepensionamento, o ci eroga la pensione con il retributivo, ma non si rendono conto che così facendo un domani con la stessa intensità con cui oggi esultano dovranno scendere in piazza a protestare.
Purtroppo il tempo passa oggi è diventato ieri, e il domani è diventato oggi.
E’ la connessione logica che manca a queste persone.
Sono convinte che lo stato possa continuare a indebitarsi, neanche di fronte all’evidenza che bussa alla porta riescono a trattenersi.
Giustamente siccome ieri altre individualità ne hanno tratto un vantaggio, che nel tempo però si trasformerà in svantaggio per la collettività, sono convinti di poter ottenere altri vantaggi, e dicono che quei vantaggi sono necessari anzi dovuti ai numerevoli svantaggi che tali lavoratori hanno dovuto sopportare.
Ma non si rendono conto che tali svantaggi derivano proprio da quel comportamento, da quel volerne trarre un vantaggio.
Poi dopo alla fine è sempre colpa dello stato, alla fine il privato funziona meglio del pubblico, alla fine ci porteranno via qualsiasi tipo di sovranità e saremo del tutto in mano a “riformisti finanziari”.
Già lo siamo oggi, purtroppo, ma a quanto pare tutto questo non è bastato,sono ancora convinti che se la fabbrichetta riesce a mettersi d’accordo con lo stato può dare un vantaggio a quei pochi lavoratori senza dare contemporaneamente uno svantaggio a tutti gli altri.

Hanno unificato l’INPS con gli altri enti pubblici che erogavano prestazioni.
Tutti hanno detto che andava bene, ma quanti hanno detto che per gli enti in deficit era necessaria una revisione delle prestazioni?
Nessuno.
Quindi altri enti pesano sul bilancio dell’INPS, cioè sul totale del bilancio finanziario dell’ente.
Eppure in altri enti ci sono ancora le baby pensioni, differenze nettisstime di trattamento, com’è possibile?
Il loro ente era in deficit per diversi miliardi ogni anno, unificano il loro ente previdenziale pubblico con l’altro ente previdenziale pubblico che riguarda tutti gli altri lavoratori, scaricano il deficit e riescono pure a mantenere i loro “diritti acquisiti” cioè per loro è ancora valida la vecchia riforma delle pensioni di decenni fa, e nel mentre questi bravi politici con l’alleato ISTAT che calcola l’allungamento della vita media continuano ad aumentare l’età pensionabile.
E’ assurdo che chi non ha dato i contributi riceva pensioni superiori a 1500 euro al mese, eppure c’è gente che da diversi anni ne riceve 4 mila al mese con una pensione calcolata sul retributivo, che se fosse calcolata con il contributivo sarebbe forse di mille euro.
Ed è assurdo che si continui a dire che le pensioni sono basse e devono essere alzate.
Le regole devono essere uguali per tutti, il che non significa che chi è oggi in pensione deve mantenere i suoi privilegi, significa che la pensione calcolata per i giovani deve essere calcolata per chi è oggi già in pensione.
Stesse identiche regole per tutti.

La legge evidentemente non è uguale per tutti,ma almeno taglino del 4% per ogni anno le pensioni di questi 6 mila lavoratori.
Sui prepensionamenti i sindacati devono scegliere da che parte stare.
O a difesa dei singoli lavoratori della singola azienda, o a difesa di tutta la collettività per evitare ulteriori aumenti dell’età pensionale causati da leggi sbagliate e dai prepensionamenti.
Ben sapendo che il primo colpo allo statuto dei lavoratori, lacerante per i sindacati, è arrivato da rifondazione comunista e PDS,entrambe nate dal Partito Comunista, con il referendum dei primi anni ’90.

Ma questi sindacalisti non hanno questa strana sensazione quanto riescono a ottenere un buon accordo solo per talune aziende mentre per tutte le altre vengono utilizzate le leggi vigenti?
Ma non erano loro a difendertutti?
Posso anche comprenderli, se ad un lavoratore viene offerta una buona via d’uscita, se un referendum aziendale da’ un determinato esito…
Però poi sappiano che stanno svendendo il futuro delle generazioni a venire, sappiano che per ognuno dei loro privilegi le difficoltà future di altri lavoratori saranno ben peggiori delle loro e che poi alla fine i nodi verranno al pettine anche per le loro pensioni, dubito possano rimanere tali in un futuro prossimo, d’altra parte il capitale senza scrupoli nutre i politici senza scrupoli.
Tanto va la gatta al lardo…

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