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  • giamps78 06:25 il 31 December, 2015 Permalink | Rispondi
    Etichette: 30 km/h, emergenza, , km, ora, smog   

    Emergenza SMOG: Governisti schiavi del libero mercato 

    La cultura governista pseudo-democratica è succube del libero mercato, fanno finta di non sapere che se si costruiscono automobili per raggiungere i 100 km/h in pochi secondi queste saranno costruite in modo tale da avere una carburazione altamente inquinante soprattutto in città, soprattutto durante l’accelerazione con le marce piu basse o quando le autovetture sono ferme.
    Fanno finta di non sapere che se si costruiscono autombolili di serie che superano anche di 100 km/h il limite di velocità massima consentita dal codice della strada, queste saranno costruite in modo tale da avere una carburazione altamente inquinante.
    Quindi alle morti dovute all’inquinamento si aggiungono le morti dovute al mancato rispetto dei limiti di velocità e qui gli unici responsabili sono i nostri governanti che fin da piccoli sono cresciuti con il diktat che preclude qualsiasi intervento dello stato nel libero mercato per far prevalere le logiche del profitto a quelle della salute e dei valori sociali che ormai sono quasi definitivamente crollati sotto il peso della “libertà” d’impresa.
    Oggi hanno trovato una grande soluzione contro l’inquinamento, ma non si tratta di mettere un fermo alle autovetture che ne limiti la velocità massima a 140 km/h in modo da favorire la progettazione di modelli automobilistici che puntano al risparmio energetico piuttosto che alle prestazioni.
    Non si tratta di mettere un limite di tempo mimimo per l’accelerazione da 0 a 100 km/h che come nel caso precedente serva per ridurre emissioni a discapito delle prestazioni e magari anche a causare  meno incidenti.
    No, sarebbe l’inaccettabile entrata dello stato nelle faccende private, poco importa se i morti tra inquinamento e incidenti sono svariate decine di migliaia ogni anno.
    Poco importa se sprechiamo energia, ne abbiamo così tanta, stiamo andando verso 7 miliardi di abitanti in questo pianeta…
    Poi si firmano accordi sul clima con il cop 21 dove si parla di 100 miliardi di dollari in investimenti, altra ulteriore beffa.
    Nella giornata di ieri è stato deciso che sarà limitata la velocità delle automobili che entrano nei centri urbani dove è persistente lo sforamento dei livelli di polveri sottili , portandola da 50 all’ora a 30 all’ora.
    Ma questa misura senza quelle precedentemente elencate non serve a nulla,anzi, se la carburazione dell’automobile è fatta in modo da favorire le prestazioni sul risparmio energetico, si rischia adirittura che l’andare a 30 all’ora produca un maggiore inquinamento!
    Ma tanto chi cavolo li rispetta questi limiti?
    Ma se uno prova a rispettare i 50 km/h viene metodicamente superato da chiunque.
    E dov’è la polizia stradale quando serve a punire certi comportamenti?
    Sono sempre negli stessi posti a fermare automobili, ognuno fa quello che vuole per le strade, è la terra di nessuno.
    In questo paese se uno rispetta le regole rischia adirittura di causare incidenti!
    Se un qualsiasi comune compra dei semafori per fermare le autovetture che vanno troppo veloci arriva la magistratura e dice che le multe non sono valide!
    E’ un mondo che gira al contrario, qui conta solo il numero di immatricolazioni per far crescere il prodotto interno lordo e non avere la fuga dei capitali privati esteri nell’economia che si basa sul debito pubblico e che porta alla perdita di sovranità del pubblico.

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    Ecco come tagliare i sussidi agli autotrasportatori:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/12/05/stop-sussidi-agli-autotrasportatori/

    Il giornalista Nicola Porro scambia la parola “albero” con la parola “automobile”
    https://giamps78.wordpress.com/2015/12/29/il-giornalista-nicola-porro-scambia-la-parola-albero-con-la-parola-automobile/

    Soluzioni legislative per ridurre inquinamento:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/09/28/soluzioni-legislative-per-ridurre-inquinamento/

    Controproposta alla privatizzazione delle strade:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/07/22/controproposta-alla-privatizzazione-delle-strade/

     
  • giamps78 19:47 il 30 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    La doppia morale su animali vivi vinti alla tombola 

    L’espresso pubblica un articolo dal titolo :

    “Quell’Italia medievale che mette in palio gli animali vivi

    La tombola del porco, la riffa col vitello, la corsa delle galline: sagre, lotterie e riffe popolari dove si vincono le bestie da immolare. E a cui gli animalisti hanno dichiarato guerra”

    Questa è la classica doppia morale.
    L’animale morto può essere dato in premio, ma se è vivo non si può.
    Scherziamo?
    Probabilmente a qualcuno da’ fastidio che si veda in giro che gli animali possano essere anche vivi, qualcuno preferisce pensare che nascano già come bistecche o come salami, che non debbano essere uccisi, che se sono morti non c’è un problema morale derivante dalla loro uccisione perchè non lo vanno a dire a loro, si finge che non sia così.
    Forse è per questo che gli animali sono trattati sempre peggio.
    E poi fino a prova contraria l’animale vivo vinto ad una tombola non è ancora stato ucciso, mentre se vinci il salame sempre alla stessa tombola significa che l’animale già è stato ucciso.
    Quindi in teoria è piu immorale dare un salame di un animale vivo.
    Ma loro non si pongono questi problemi, per loro è normale comprare e vendere canre morta, non gli crea problemi fin quando non vedono un animale vivo, a quel punto non riescono a tenere piu tutto sotto il tappeto per cui cercano di fare allontanare la fonte del problema che farebbe vedere quanto sono ipocriti.
    Titto questo deriva dal fatto che l’industrializzazione ha posto sempre piu distante la natura e gli animali dall’uomo, oggi sono visibili solo gatti e cani che tra l’altro mangiano anch’essi altri animali che l’uomo alleva e uccide per loro.

    Ma non si può dire, è chiaro la carne per i cani e per i gatti che si trova al supermercato nasce già in scatola, l’importante è che l’acquirente non senta l’eco del mattatoio e la coscienza è a posto, l’importante è che lo “spettacolo” non sia pubblico.

     
  • giamps78 04:10 il 30 December, 2015 Permalink | Rispondi
    Etichette: assemblea costituente, , , renzi, riforma costituzionale   

    Matteo Renzi e la ventennale anomalia italiana 

    L’anomalia italiana non solo non è stata sanata ma è adirittura peggiorata e rischia di sbregare l’ordine repubblicano.
    De Gasperi da presidente del consiglio di un governo di unità nazionale, con una democrazia cristiana che ottenne il 35% e cioè 10 punti percentuali in più di quanto ottenuto dal Partito Democratico nel 2013, avrebbe mai potuto decidere l’assetto costituzionale mettendo la sua figura davanti alla nuova costituzione?
    No che non avrebbe potuto.
    L’anomalia italiana continua, e se possibile, si ingigantisce ulteriormente.
    Avremo un referendum che si giocherà sul Renzi si o Renzi no, poco importa se c’è di mezzo la costituzione repubblicana.
    Il “Berlusconino di Firenze” il cui ego è così grande da non poter essere misurato, ha costruito delle riforme di rottura, studiate nel minimo particolare per issarle come bandiera.
    Le ha costruite appositamente per costruirsi l’opposizione a scopo elettorale.
    La carta costituzionale barattata non solo in campagna elettorale ma anche nelle sedi istituzionali europee per ottenere, dice lui, maggiore flessibilità e aggiungo io, per leccare i piedi alle agenzie di rating che spostano i capitali privatissimi frutto del lucro sui titoli di stato.
    La repubblica che già non viveva un bel momento oggi va ancora piu in basso di fronte alla scelta di una nuova costituzione francamente imbarazzante, in alcuni tratti perfino illeggibile, in altri difficilmente interpretabile.
    Un incantesimo fatto dal giglio magico vorrebbe relegarci a paese privo di democrazia, dove compare il fungo autunnale e fa delle primarie per poi ottenere il 55% dei seggi con il 30% dei voti di chi si è recato alle urne e che rappresentano il 15% del totale degli elettori, permettendo al governo, cioè alla singola persona che forma il proprio governo, uno strapotere che nessuno ha mai avuto dal dopoguerra a oggi.
    La costituzione repubblicana che ci ha garantito 70 anni di pace verrà cestinata da un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, da un presidente del consiglio che nei primi anni di questa legislatura faceva altro mestiere che ha usato un premio incostituzionale per farsi la sua costituzione dopo esser diventato segretario di un partito che l’anno prevedente aveva ottenuto il 25% dei voti.
    L’assemblea costituente votata con le preferenze multiple, con il proporzionale puro, senza premi di maggioranza, senza sbarramenti, approvata con 458 voti favorevoli e solo 62 contrari, viene oggi stracciata nel suo senso da questa persona.
    L’ultimo argine sarà il referendum, dove il berlusconino di firenze si gioca la sua carriera politica.
    E’ si, di fronte alla costituzione repubblicana a contare è la sua carriera politica.
    Ma questo modo di fare è stato studiato a tavolino, e non mi riferisco solo al patto del nazareno dove al di fuori del parlamento si è scelta la nuova forma repubblicana che andrà a sostituire quella vecchia con i 100 senatori pseudo-eletti e con l’accentramento di poteri in una sola camera controllata da una sola persona che potrà anche scegliersi parte degli eletti in parlamento e andrà al governo grazie ad un premio di maggioranza magari dato ad un solo partito che rappresenta la minoranza che ha ottenuto piu voti.
    Mi riferisco al mettersi contro tutti quanti e al voler evitare a tutti i costi il confronto parlamentare su un tema come quello della riforma costituzionale sulla quale, lo ricordo, questa persona ha minacciato pure di mettere il voto di fiducia, dopo aver sostituito nella commissione che redigeva il testo alcuni parlamentari del suo partito perchè non la pensavano come lui.
    Qualcuno provi ad immaginarsi un De Gasperi che sostituisce dei parlamentari della Democrazia Cristiana dalla commissione affari costituzionali.
    Lui si è messo apposta in questa condizione, non è una vittima, lui ha scelto di fare le riforme istituzionali come forma di rottura per darsi visibilità politica interna e internazionale e per regolare i conti anche all’interno del suo partito.
    Non è un caso se costui si è scelto l’originale appellativo di “rottamatore”.
    Ma fin qui si è discusso del testo, non del metodo utilizzato in parlamento per approvarlo.
    E’ successo di tutto, si sono messe scadenze temporali nelle commissioni, piu volte non si è permesso alle minoranze di avere un proprio relatore sul testo, piu volte nelle commissioni non si è nemmeno cominciata la votazione di un singolo emendamento ed il testo in esame è stato “gettato” in aula.
    Il presidente del consiglio nonchè segretario del suo partito con la sua armata di fedelissimi gigliati ha impedito qualsiasi confronto tra i parlamentari, ha posto i suoi paletti, ha usato pvolta una seduta fiume su una riforma costituzionale riuscendo perfino, contro il regolamento, ad interroperla prima della votazione finale perchè il suo testo non era completo, ed è arrivato pure il suo spettacolino davanti ai banchi dei deputati di Forza Italia, con minacce e allusioni.
    I suoi sistemi hanno funzionato, le sue riforme hanno rotto, i partiti si sono ulteriormente polverizzati di fronte ai suoi metodi e alle sue promesse.
    Speriamo che gli italiani abbiano mantenuto un qualche briciolo di senno, se viene bocciato il referendum a catena sarà bruciata anche la legge elettorale che diverrà incostituzionale.
    Forse potremmo tornare ad essere un paese normale, dopo 20 anni di anomalie, o forse l’anomalia diventerà la normalità.

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    La “mano invisibile” di Renzi sulle assemblee elettive
    https://giamps78.wordpress.com/2015/09/23/la-mano-invisibile-di-renzi-sulle-assemblee-elettive/

     
  • giamps78 21:13 il 29 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    La generazione che ha scritto lo statuto dei lavoratori… 

    Quando c’era da fermare una legge elettorale nel 1953 perfino le fabbriche si sono fermate, oggi c’è adirittura l’italicum e contemporaneamente il jobs act che elimina l’articolo 18 dello statuto con tutti i decreti attuativi che riscrivono l’interno statuto.
    La storia si è presa la rivincita, la verità è che appena si abbassa la guardia è finita, non resiste nulla che non sia difeso costantemente.
    Oggi però va detto che la generazione che ha scritto lo statuto i suoi diritti sull’articolo 18 li ha mantenuti perchè valgono solo per i nuovi assunti.
    La generazione che ha scritto lo statuto la pensione la piglia uguale a prima e senza nemmeno i contributi versati, e sono solo le future generazioni ad avere il calcolo contributivo con pensioni molto piu basse e l’innalzamento dell’età di pensionamento.

    La generazione che ha scritto lo statuto ha accumulato debito pubblico e vissuto al di sopra delle proprie possibilità, e saranno le future generazioni a trovarsi spogliate della sovranità popolare e senza proprietà statali a causa di quel debito.

    La generazione che ha scritto lo statuto la vedi in piazza a protestare quando qualcosa non gli va a genio, fossero pure 5 euro di aumento che sono troppo pochi, ma è sempre d’accordo nel preservare la loro generazione e fino ad ora non hanno mai avuto un ragionamento di largo respiro pensando a chi viene dopo di loro togliendo qualche cosa a loro.
    Queste persone sono egoiste, e a questo egoismo si deve rispondere con altrettanto egoismo, ricordando che le loro pensioni sono i piu giovani a pagarle e se i piu giovani si mettono d’accordo nel fare volontariato in piccole comunità per creare i beni di cui tutti nelle vicinanze necessitano, loro restano senza il becco di un quattrino perchè le tasse non sono pagate.
    E questo accadrà, quando le future generazioni saranno lasciate a piedi dallo stato, e solo allora si capirà che i diritti acquisiti dalle generazioni precedenti sono carta straccia, e ciò varrà per chiunque, anche per coloro che credevano di averli avuti solo per se stessi, quei diritti acquisiti, e si ritroveranno senza.
    perchè non è pensabile che chi non ha diritti continui a pagare per quelli che li preservano.

     
  • giamps78 12:43 il 29 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    Facebook e la neutralità della rete 

    La proposta di Mark Zuckerberg può violare o non violare la rete a seconda del metodo scelto per la diffusione.

    In pratica offre facebook gratuitamente a chiunque voglia usarlo, ma non permette di visitare altri siti come youtube e google.
    Per questo motivo l’india ha bloccato l’applicazione.

    Ad esempio chiunque può creare una rete intranet chiusa, intranet non è internet e teoricamente non deve seguire le stesse regole.
    Se dunque la rete su cui viene diffuso il segnale è di proprietà dell’azienda che fruisce dei servizi, si tratta di una rete aziendale intranet.

    Ci sono molti casi di siti oscurati, ad esempio nelle aziende si ha accesso magari ad un solo sito web, quello aziendale, e non a tutti gli altri in violazione della neutralità della rete.

    Oppure in molte aziende è stato vietato l’accesso a facebbok, se dunque si può vietare materialmente l’accesso a facebook si deve anche di converso permettere un servizio dove è visualizzabile solo facebook.

    L’azienda privata può mettere a disposizione intranet con un solo sito, facebook è una azienda privata e mette a disposizione un solo sito e pochi altri, dov’è la differenza?

    Chi si iscrive a facebook può essere considerato uno che partecipa in pieno all’azienda visto che i suoi contenuti sono contenuti di proprietà dell’azienda, così come qualsiasi azienda ha degli operai e fornisce la connessione ad internet solo al proprio sito aziendale e a pochi altri.

    Facebook in poche parole va a costituire una legalissima rete aziendale, che rispetta le regole di intranet, e la rete aziendale è grande quanto il pianeta, ma rimane pur sempre una rete chiusa.

     

     

     
  • giamps78 08:51 il 29 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    Il giornalista Nicola Porro scambia la parola “albero” con la parola “automobile” 

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    Il giornalista Nicola Porro scambia la parola “albero” con la parola “automobile”.
    Dice che in Italia non ci sono mai stati così tanti alberi, a me invece risulta che in Italia non ci sono mai state così tante automobili.
    A me risulta che con la scusetta del prodotto interno lordo, si siano avallate le piu grandi cementificazioni e in questi ultimi decenni si può tranquillamente andare a verificare come l’italia sia stata presa d’assalto per far ottenere del profitto ai soliti costruttori edili, tra i quali si annovera anche chi ha costruito milano 2, che mi risulta sia della stessa parte politica del giornalista Porro.
    E siccome questo giornalista non sa nemmeno informarsi su dei semplici dati, rivolgo a lui e a tutti i suoi compari l’invito ad andare a leggere quello che scrive l’ISTAT.
    Secondo i dati Istat, la disponibilità pro capite di verde urbano nel capoluogo lombardo è di 16,3 metri quadrati, a Varese è di 15,4, a Lecco e Bergamo di 14,1.
    Si chiama disinformazione, e qualcuno è in palese e continuo conflitto di interessi, perchè con il profitto delle cementificazioni fa politica e ottiene leggi come lo sblocca italia fatte dal governo Renzi per ottenere i permessi per ulteriori colate di cemento ed incamerare ulteriore profitto.
    Questo non è sviluppo, questo è solo profitto ai danni delle future generazioni, e per fortuna, finalmente, ai danni di questa generazione che si ritrova una bella cappa di smog, così può capire magari che cosa provano le api che sono molto piu sensibili alle nanoparticelle degli esseri umani.
    Così magari la si finisce di parlare di 2030 e di 2040 e magari si fa qualche cosa subito, come ad esempio raddoppiare il costo del bollo per il secondo autoveicolo posseduto dal nucleo familiare, triplicarlo per il terzo autoveicolo etc etc, facendo si che i proventi siano investiti nel servizio pubblico e nelle aree verdi.
    La regola deve essere : ogni albero che viene abbattuto un albero deve essere piantato ad una distanza non superiore ai 5 metri, sempre, comunque, ovunque e subito, che si tratti di area pubblica o di area privata e chi non lo fa si becca 500 euro di multa su segnalazione dei cittadini presso un numero verde allestito appositamente.
    Consideriamo il fatto che il governo ha pure intenzione di privatizzare l’anas e le strade.
    Insomma, la speculazione non finirà mai finche gli verrà permesso di speculare, è il popolo a doversi indignare altrimenti faranno tutto quello che vorranno e continueranno a farlo con la scusetta del prodotto interno lordo.

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    Soluzioni legislative per ridurre inquinamento:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/09/28/soluzioni-legislative-per-ridurre-inquinamento/

    Controproposta alla privatizzazione delle strade:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/07/22/controproposta-alla-privatizzazione-delle-strade/

     
  • giamps78 16:32 il 28 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    Il rapporto tra debito e P.I.L. è punto di partenza non di arrivo 

    Il rapporto tra debito e prodotto interno lordo non è il punto d’arrivo ma quello di partenza per riuscire a risanare i conti dello stato.
    Bloccare l’innalzamento del debito è una priorità, altrimenti in un futuro non troppo lontano le scelte negative del passato ricadranno con conseguenze drammatiche.
    Il rapporto debito PIL non produce nulla di buono se non viene visto nell’ottica dell’abbassamento del debito pubblico in cifra assoluta.
    In altre parole in questo rapporto passare dal 130% al 120% modifica certamente le variabili del breve periodo ma non modifica quelle del medio periodo non permettendo dunque la vera uscita dalla crisi economica italiana.
    E quando parlo di uscita dalla crisi mi riferisco soprattutto a quello che vivranno le future generazioni, in un domani in cui è facile immaginare l’arrabbiatura per come saranno ridotte a causa delle scelte fatte in passato.
    L’Italia da parecchi anni può contare su un avanzo primario che vale decine di miliardi di euro, ma i tassi di interesse sul debito sono molto piu alti.
    Questo significa che il debito pubblico in cifra assoluta continua a salire.
    Fortunatamente la Banca Centrale Europea ne ha imbroccata una giusta, e con il quantitative easing comprando debito pubblico è riuscita a far abbassare questi interessi.
    Il prossimo anno ci sono svariate centinaia di miliardi di euro di debito pubblico che sono in scadenza da rifinanziare.
    Questo significa che anche per il 2016 ci dovrebbe essere un consistente calo dei tassi di interesse sul debito e questo può far avvicinare il momento in cui l’avanzo primario e la quota di tassi di interesse permetteranno al debito di non subire ulteiori innalzamenti in cifra assoluta.
    Qui ci potrebbe essere il primo grave errore, l’accontentarsi di questa situazione, e questo sarebbe veramente un errore gravissimo.
    Cioè il pensare che la situazione sia risanata solo perchè viene raggiunto questo pareggio tra entrate e uscite, il gridare : “SIAMO FUORI DALLA CRISI”.
    Come scritto in precedenza questo sarebbe solo un punto di inizio e non di arrivo, altrimenti l’italia resterà nell’occhio del ciclone, e alla prossima crisi saremo messi peggio di oggi.
    Il punto è che il nostro debito pubblico non è piu rifinanziabile, questo deve essere chiaro, solo grazie alla giusta anche se tardiva azione della BCE l’italia non è fallita.
    Il pensare che basti un rapporto al 120% e un pareggio di bilancio non determinerà l’uscita dell’italia dalla crisi ma creerà solo un maldestro tentativo si sopravvivenza.
    Invece i tassi di interesse devono restare bassi, e l’unico modo per mantenere tale situazione invariata nel tempo è quello di diminuire in cifra assoluta il debito pubblico.
    Non importa se di 3 o di 10 miliardi, l’importante è che ogni anno questo debito diminuisca in cifra assoluta.
    Solo con questi dati ci sarà l’abbassamento del rischio e l’abbassamento dei tassi di interesse e questo porterà l’avanzo primario a prevalere sulla quantità di tassi di interesse che oggi noi paghiamo sul debito pubblico.
    Se dunque l’economia cresce dell’1% non va corrispondentemente aumentato il debito giustificandosi nel rapporto percentuale che si abbassa verso il 120%, ma piuttosto bisogna puntare all’abbassamento del debito che consente con un effetto virtuoso l’ulteriore abbassamento dei tassi di interesse che permetteranno un ulteriore abbassamento del debito nell’anno successivo, vedendo così 12 mesi dopo anche l’abbassamento del rapporto tra prodotto interno lordo e debito.
    Un domani infatti la BCE smetterà di stampare banconote, e l’italia dovrà trovarsi in una situazione in cui il debito è in calo, ma il calo dovrà essere in cifra assoluta e non in rapporto al prodotto interno lordo.
    E dunque la riduzione del rischio sul debito determinerà l’abbassamento dei tassi di interesse e il continuo abbassamento del debito.
    In poche parole se il debito resta fermo in cifra assoluta ed il PIL cresce, ci sarà certamente un miglioramento del rapporto, ma quando la BCE smetterà di pompare liquidità i tassi di interesse torneranno a crescere e quel rapporto evidentemente farà altrettanto.
    Se invece si punta all’abbassamento del debito in cifra assoluta è evidente che il rischio sul debito va a scomparire, infatti il debito si abbassa e questo è il piu grande incentivo alla sicurezza dei conti.
    Se invece si continua a fare debito solo perchè si sfrutta il momento buono dopo la stampa di banconote della BCE, ci si troverà in un futuro prossimo con problemi molto piu grandi di quelli di oggi.
    In pratica, tra abbassare le tasse per 10 miliardi, e abbassare i tassi di interesse per 10 miliardi grazie alla maggiore sicurezza sul debito, è preferibile quest’ultima strada.
    Infatti sui 10 miliardi di debito che si accumulano anno dopo anno bisogna pagarci gli interessi che diventano man mano piu elevati se il debito cresce.
    Dunque è facile dimostrare che alla fine di un medio termine quell’abbassamento di 10 miliardi di tasse sarà perfettamente inutile, perchè quei 10 miliardi in piu di debito sono diventati 15 su cui si pagheranno interessi piu elevati perchè sono accumulati insieme a tutto il resto del debito e vanno rifinanziati evidentemente prendendo i soldi da quei 10 miliardi in meno di tasse che si è scelto di abbassare.
    Ma se si fosse fatto il contrario e si fossero abbassate le tasse per 10 miliardi solo dopo aver sistemato il differenziale tra avanzo primario e tassi di interesse, permettendo ogni anno al debito di diminuire di 3-10 miliardi, si avrebbero ottnuto tassi piu bassi su tutto il debito pubblico ed il taglio di 10 miliardi di tasse si sarebbe reso definitivo ed anzi avrebbe creato un sistema virtuoso.

     
  • giamps78 12:45 il 28 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    Buoni propositi 2016 : riforma elettorale 

    I problemi della legge elettorale sono sostanzialmente 2.
    Il primo riguarda il ballottaggio ed il secondo le preferenze.
    Partendo dalle preferenze si deve per forza aggiungere la possibilità di votare il leader di partito all’interno del singolo partito non coalizzato, in una lista che vada da un minimo di 3 ad un massimo di 5 persone.
    Cioè a dire che al primo turno ogni partito deve avere almeno 3 candidati che si candidano a guida del partito.
    Oggi questo manca totalmente, ci si affida ai sondaggi, ai media, alle primarie private dove si paga.
    Il punto riguardante il ballottaggio è altrettanto semplice, il primo turno ogni forza politica deve poter correre in solitudine, cosìcchè l’elettore sceglie il singolo partito e come scritto in precedenza, un leader di quel partito tramite le preferenze.
    Al secondo turno dovrebbero poter accedere tutte le forze politiche che hanno superato il 10%.
    Quelle che non superano il 10% ottengono comunque nella ripartizione finale dei seggi una rappresentanza parlamentare anche se non proporzionata ai voti ricevuti, in pratica dimezzata, e tramite il diritto di tribuna le forze politiche che hanno ottenuto anche l’1% possono ottenere l’elezione di 1 o 2 rappresentanti, che sono coloro che al primo turno ottengono a livello nazionale il maggior numero di preferenze, con il sistema spiegato precedentemente.
    Dunque si ottiene un secondo turno dove chi ha superato il 10% può se vuole coalizzarsi con altre forze politiche che hanno superato il 10%.
    Il premio di maggioranza dato al secondo turno non può sempre essere del 55% indipendentemente dal numero di voti ricevuti al primo turno, ma deve tenere conto di questi.
    Quindi, nel formare le coalizioni che partecipano al secondo turno e nel dare successivamente il premio di maggioranza, si tiene conto del numero dei voti ottenuti sia al primo turno, dalla coalizione che si è formata, sia al secondo turno.
    Dunque il premio potrà essere del 51%, del 53% o del 55%.
    Se un partito o una coalizione di partiti ottengono al secondo turno un voto in piu delle altre coalizioni, ciò non basta per ottenere automaticamente il 55% dei voti.
    Ci devono essere delle regole che permettano un bilanciamento in base ai voti ottenuti.
    Siccome il secondo turno non è un ballottaggio ma vede probabilmente 3 o 4 schieramenti(formato da forze che hanno superato il 10%) è probabile che nessuna coalizione riesca a superare il 50% dei voti, in questo caso dovrebbe essere evitente l’impossibilità di assegnare il 55% dei voti, ma se viene superato il 40% dei voti al secondo turno il premio sarà del 53%.
    Mentre se il risultato per la coalizione che ottiene un voto in piu al secondo turno è inferiore al 40% la percentuale del premio porterà il numero di seggi ad essere del 51% e solo poi, dopo le elezioni, tale coalizione potrà stupulare accordi sia con le forze politiche che al primo turno sono rimaste sotto il 10% ed hanno ottenuto il diritto di tribuna sia con quelle che quel 10% lo hanno superato.

    In questo modo il sistema viene equilibrato chè si tiene conto del numero dei voti per dare il premio e chi ottiene un voto in piu degli altri ma ha cifre elettorali al di sotto del 30% non può pensare di ottenere il 55%, ma ottiene il 51% che in pratica non consente di governare in solitudine, anche se ci si può sempre provare.
    Allo stesso tempo l’assenza di sbarramento elettorale permette a qualsiasi forza politica di invogliare il proprio elettorato ad andare a votare al primo turno per eleggere dei rappresentanti, che saranno utilissimi per gli equilibri di governo.

    Per non parlare poi delle preferenze sui parlamentari, fino ad ora si è considerata la preferenza per i leader, ma è ente che il potere legislativo deve essere scelto dai cittadini attraverso la competizione tra candidati delle medesime forze politiche e non può essere il futuro esecutivo ad aver scelto parte degli eletti.

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  • giamps78 04:17 il 28 December, 2015 Permalink | Rispondi  

    Il luogo comune sul Giappone che stampa banconote 

    Qualcuno afferma che il giapponese perderebbe potere d’acquisto quando la banca del giappone stampa banconote…

    ALT!

    Si presuppone male per due ragioni :
    1) la banca del giappone è pubblica, i soldi sui tassi di interesse non vengono dati ai privati, se il debito appartenesse ai privati i tassi di interesse su quel debito gigantesco, il piu alto del mondo, farebbero alzare le tasse in maniera spropositata.

    2) il giapponese non perde potere d’acquisto
    Ricordo solo una cosa per testimoniare che si stanno dicendo solo molte ca**ate : il giappone ha le buste paga piu alte del mondo!

    Se il giappone se non stampasse banconote avrebbe una disoccupazione magari del 7% ed invece ha quella piu bassa del mondo…

    chiunque si reputa un economista e parla in questi termini del giappone e quindi in pratica tutti gli economisti che sento parlare in giro stanno dicendo solo una marea di stupidate

    Domani mattina se la BOJ volesse potrebbe dichiarare il debito pubblico inesistente azzerandolo visto che ne possiede percentuali elevatissime e può cancellarlo visto che la Bank of Japan è pubblica e risponde al ministero e all’imperatore

    Nessun default, ma cancellazione di strani pezzettini di carta denominati titoli di stato e giappone con il piu basso debito pubblico del mondo, non è uno scherzo, lo possono fare domani mattina…

    L’unica ragione che porta il giappone ad essere costantemente sotto l’attacco di questi pseudo economisti è proprio da ricercare nel danno provocato dai mancati lauti guadagni degli speculatori sui titoli di stato giapponesi, sulla sovranità che non viene sottratta ai giapponesi dalle lobby.

    Qualcuno crede ancora che “il giapponese perda potere d’acquisto”?

    ma purtroppo hanno fatto l’errore di andare dietro al FMI alzando l’IVa, un grosso errore che in futuro potrebbe portare alla fine dell’economia giapponese per come la conosciamo e allora purtroppo avrebbero ragione tali economisti.

     
  • giamps78 03:38 il 28 December, 2015 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , esecutivo, immunità, legislativo, parlamentare, potere, , sistema   

    Buoni propositi 2016 : riforma costituzionale 

    Diciamolo chiaramente, i padri costituenti avevano ragione al 100% sull’immunità parlamentare.
    Il patto era chiaro: eliminazione del partito comunista, della democrazia cristiana e del partito socialista o tramite la legge elettorale o tramite i giudici.
    Oggi va detto chiaramente che l’immunità parlamentare deve esserci in qualsiasi stato del mondo, e l’accesso alle cariche elettive deve essere garantito senza alcuno sbarramento elettorale e con il sistema proporzionale.
    Bisogna bloccare il patto del malaffare e bloccare il regime dell’elezione diretta di una persona che ha la facoltà di dominare un consiglio o un intero parlamento portando quotidianamente minacce concrete sulla durata del mandato e della legislatura se non si fa esattamente quello che vuole questa persona.
    Serve una democrazia sana basata sulle preferenze multiple, non possiamo piu sottostare al sistema uninominale maggioritario dell’elezione diretta che serve solo per far vincere il piu forte che notoriamente è quello che prende i soldi dagli affari e promette favori legislativi, svendendo il territorio, facendo apparire i consigli e il parlamento formato da damerini ubbidienti al capetto locale o al capetto nazionale.

    Bisogna avere sul territorio una pluralità di partiti, che devono essere forti e devono avere una propria identità distinguibile.
    Il parlamento deve tornare ad essere il luogo del confronto tra le linee programmatiche di partito, senza intromissioni forzate dall’esterno, senza premi di maggioranza che fanno apparire la politica come un pollaio da talk-show per l’inseguimento del voto in piu che permette alla minoranza con il maggior numero di voti di ottenere un premio e diventare maggioranza in parlamento.

    Il potere esecutivo ed il potere legislativo devono essere separati ed indipendenti al limite collegati da un potere di veto che può valere al massimo il 15% su specifici provvedimenti governativi, non ci deve essere alcun voto di fiducia o di sfiducia e se il potere esecutivo si dimette quello legislativo ha il diritto con un voto a maggioranza qualificata di trovare un sostituto senza subire la minaccia dell’interruzione di legislatura o consigliatura, e solo in quel caso deve ritornare il rapporto fiduciario tra i due poteri.

    Va tolto il sistema che permette all’ esecutivo di nominare i rappresentanti del potere legislativo.

    Non può essere piu ammessa la deformazione costituzionale che vede la non elezione diretta del potere esecutivo, che di fatto si è trasformata in un potere assoluto delle striminzite segreterie di partito che sono rimaste senza partito e senza popolo, e che permette al futuro esecutivo formato da poche persone decise da alcuno, perfino la nomina degli eletti nei collegi uninominali o in quelli plurinominali senza la possibilità di preferenze da parte dei cittadini.

    Da 20 anni accade che il futuro potere esecutivo che vince le elezioni, dell’una o dell’altra parte, si nomina il suo potere legislativo o scegliendo il singolo nome nel collegio uninominale o mettendo una lista bloccata di candidati alla carica di parlamentari eletti secondo l’ordine di presentazione cioè secondo l’ordine fornito dal capo dello pseudo partito.

    Ma com’è noto la sovranità appartiene al popolo, dunque non è possibile che una minoranza ubbidiente al capo diventata maggioranza grazie al comma di una legge, possa riscrivere le regole della democrazia contenute nella carta costituzionale e nella legge elettorale.

     
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