Viva le rinnovabili,ma i numeri sul PIL di “LaRepubblica Sera” sono inventati

ImmagineAttendo ancora una spiegazione matematica su come si possa avere un abbassamento del P.I.L. , in quanto il PIL mondiale non si abbassa e non cresce se non in una percentuale del 10% del totale rilevato.
In altre parole la crescita del PIL è solamente un castello di carte costruito sui debiti pubblici, così come l’inflazione.
Il prodotto interno lordo può crescere o calare perchè passa da un paese ad un altro.
A livello globale può sembrare che ci sia questa crescita e questa decrescita del PIL ma questo dipende dalla differenza del costo della vita e del lavoro tra un paese che cede P.I.L e il paese che riceve PIL.
In altre parole non è vero che c’è un rallentamento della crescita mondiale, ma semplicemente i paesi con un costo della vita e del lavoro piu alti, grazie alle svalutazioni della propria moneta, riprendono una parte del PIL che in precedenza era stata ceduta a paesi con costi della vita e del lavoro piu bassi.
E’ chiaro che creare un prodotto in un paese sviluppato servono meno lavoratori, ma se quel prodotto viene preso e creato in un paese “in via di sviluppo” i lavoratori assunti saranno 3 volte tanti ed il costo finale di tale prodotto sarà comunque inferiore.
L’assumere il triplo di lavoratori per generare lo stesso prodotto evidentemente fa aumentare in modo piu consistente il PIL mondiale.
Se accade l’opposto ed il PIL ritorna al paese sviluppato il PIL modiale sembrerà avere una decrescita, ma questo numero non fa i conti con la realtà.
Insomma, anche in economia nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
E questo è lo stesso discorso che ho fatto settimane fa quando ho cercato di rispondere all’economista Paul Mason del giornale “The Guardian” :

“Secondo Paul Mason​, giornalista del Guardian dalla crisi economica del 2008 si sarebbe perso a livello globale il 13% della produzione globale e il 20% del commercio globale.
Io ritengo che queste affermazioni non possano avere un riscontro nella realtà.
Certo, i numeri direbbero questo, ma dietro ai numeri si può nascondere di tutto, anche l’esatto opposto di quello che tendono a mostrare.”

E successivamente spiegavo anche il perchè c’era questo errore di calcolo.

Da sottolineare come la crisi economica venga utilizzata a destra e a manca a seconda dell’argomento utilizzato per cercare di convincere i lettori con affermazioni assolutamente prive di qualsiasi fondamento economico.

L’unico modo che ha il clima per ridurre realmente il prodotto interno lordo è quello di un qualche evento catastrofico che cancelli l’uso della moneta dove in precedenza era utilizzata, ma questo porterebbe ad un calo reale del PIL del solo 10% di quel 100% che viene spazzato via, perchè quel 10% è il PIL realmente esistente, il resto è un castello di carte creato da questo sistema economico che è come una maionese impazzita.

Altrimenti, come scritto in precedenza, nulla si crea e nulla si distrugge e tutto va a finire nei debiti pubblici in quanto questo sistema è sbagliato e pensato male.
Ma tanto a che cosa serve ripetere sempre le stesse cose…

Sto dalla parte delle fonti rinnovabili, mi potrei anche definire “ecologista radicale”, ma non posso accettare che si utilizzino dei temi trattati in modo grossolano per far credere che questa crisi economica è provocata dal clima.

No, è provocata dalla matematica, il sistema non si regge, anche se c’è un filo logico che lega l’economia capitalista all’inquinamento, non è così che si critica il sistema.

Non è inventando dati e fornendo spiegazioni sbagliate che si convincono le persone, infatti potremmo immaginarci anche di non inquinare piu e di risolvere completamente il problema climatico, ma il problema dell’economia che non sta in piedi non sarebbe di certo risolto.

Così come potremmo risolvere tutti i problemi economici ponendo rimedio all’errore fatto dagli economisti del passato che hanno creato l’attuale sistema che da decenni va ad appesantirsi, ma il problema del clima rimarrebbe del tutto irrisolto.

Certamente sono due temi collegati, il profitto capitalista crea una sovrapproduzione e questa produce maggiore inquinamento, ma sostenere che il PIL si sarebbe abbassato del 2% a causa del clima è totalmente errato.

Anzi, per  Adam Smith gli alberi non producono ossigeno inteso come bene economico, ma se un domani fossimo senza ossigeno la fabbrica che lo produce artificialmente farebbe adirittura crescere il PIL rispetto ado oggi!

Per inciso “la parcella del clima” è una parcella e provoca aumento del PIL mentre viene pagata!

Altro esempio forse piu calzante : al pari del clima, la guerra non è distruzione di economie e dell’ambiente?
Eppure è stata usata come mezzo per uscire dalla crisi economica.

Nel mio articolo intitolato “soluzioni legislative per abbassare l’inquinamento” suggerivo ad esempio di fare degli sconti fiscali per le automobili che non solo inquinano meno ma sono meno pesanti e meno lunghe arrivando ad eliminare completamente questa tassa per alzarla sui veicoli piu lunghi e pesanti, ma evidentemente chi ascolta le notizie quotidiane si rende conto di quante volte e con quale frenesia è ripetura la frase “il settore automobilistico traina la ripresa e l’aumento del PIL”, quindi ci sono dei valori economici di questo modello di sviluppo che i politici non vogliono modificare e preferiscono che le auto da 5 posti girino con il solo conducente.

Articoli correlati:

Paul Mason(The Guardian ) e la fine del capitalismo moderno:
https://giamps78.wordpress.com/2015/08/01/paul-masonthe-guardian-e-la-fine-del-capitalismo-moderno/

Soluzioni legislative per ridurre inquinamento:
https://giamps78.wordpress.com/2015/09/28/soluzioni-legislative-per-ridurre-inquinamento/

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