No alla carbon tax, si a quote CO2 a favore dei paesi meno inquinanti

La carbon tax mondiale è sbagliata, ho avuto modo di sottolinearlo piu volte anche nell’articolo che si intitola “Carbon tax , macellai nella sala operatoria di un ospedale“.
La soluzione ideale è quella di tassare le emissioni di CO2 per dare quei soldi ai paesi che producono ossigeno.
In questo modo si ottiene un sistema virtuoso, chi inquina paga, chi produce ossigeno riceve denaro e riceve un riconoscimento.
Infatti se questo non accade, se chi ha tanti alberi non riceve denaro, tali alberi avranno un valore economico maggiore se vengono tagliati per fat posto alla crescita della popolazione e alla speculazione edilizia.
Contemporaneamente, se chi inquina deve pagare, tenderà a fare politiche che possano portare all’abbassamento di tale tassazione e dunque punterà a creare sistemi virtuosi ed ecosostenibili, chiudendo o convertendo ciò che oggi produce inquinamento.
Ma se invece viene posta una tassa uguale per tutti a livello mondiale, questo vantaggio va a scemare, e non c’è alcuna certezza che i soldi derivanti da tale tassa vengano poi investiti per contrastare l’inquinamento.
D’altra parte se si guardano in quali stati le tasse sui carburanti sono piu alte si può verificare come in tali stati la dipendenza economica da tali tassazioni sia diventata biunivoca, cioè lo stato senza quelle entrate avrebbe un pesante deficit nel breve periodo.
Cioè per gli stati tassare il carburante fossile non ha prodotto un effetto virtuoso ma anzi ha aumentato ancora di piu la dipendenza da tale carburante.
Quelle tasse non sono servite per sostituire quei carburanti con energie rinnovabili ma sono state utilizzate per la spesa corrente.
Se invece esistesse un sistema per cui gli stati che inquinano di piu danno soldi agli stati che inquinano di meno e che producono piu ossigeno, è chiaro che la situazione cambia, tali tasse possono essere levate se c’è l’investimento atto a diminuire effettivamente l’inquinamento.
Si crea un vero contrasto di interessi, la dipendenza dai carburanti fossili diventa disincentivante e al tempo stesso si inventiva i paesi che inquinano meno a non inquinare.

Ma chi sottoscrive un patto di questo tipo lo deve fare firmando un contratto, e chi firma se dopo cambia idea unilateralmente deve pagare una penale internazionale oppure avere delle sanzioni automatiche e scritte nel contratto stesso.

P.S.
Ci si ricorda del combustibile ma mai del comburente.
Gettando benzina sul fuoco si può spegnerlo se viene a mancare l’ossigeno.
Anche il detto “avere il bicchiere mezzo pieno” è errato, perchè l’altra metà non è vuota è piena d’aria.
Piu le cose sembrano normali e abituali piu si perde il senso della loro importanza

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