Sono i governi a dover rimediare alle destabilizzazioni capitaliste

ImmagineL’errore è nel capitalismo.
Da sempre dico che il prodotto interno lordo viene “rubato” e solo il 10% del totale viene creato da zero quando qualcuno esce dalla povertà.

Qualcuno abbia il coraggio di dire che la stampa di banconote eseguita dai paesi “occidentali” che fino al giorno prima si dimostravano contrarissimi ha avuto l’effetto di invertire l’ordine economico che andava consolidandosi.

Ieri i paesi emergenti ci mangiavano il prodotto interno lordo, oggi noi ci riprendiamo parzialmente quello che ci è stato tolto.

Se non lo avessimo fatto saremmo stati condannati al declino, il problema però sta nel capitalismo.

Chi ha tratto vantaggio prima ed era dotato di capitali oggi li porta in altri luoghi, lasciando sguarniti i paesi in via di sviluppo dopo che hanno accumulato un debito enorme utilizzando quei soldi per accrescere la competitività mondiale, prendendo il nostro prodotto interno lordo.

Per il capitalismo anche la guerra rappresenta la normalità, anzi rappresenta perfino fonte di arricchimento, così come la crisi economica rappresenta un’opportunità per amplificare i guadagni.

Ma le rogne, i problemi che si creano a conseguenza di questo comportamento sbarazzino e liberista vengono al pettine quando arrivano sui tavoli dei governi tutta una serie di insanabili verità.

Le guerre e le crisi non possono quindi essere lasciate a se stesse, l’instabilità anche di un piccolo paese può tramutarsi in instabilità blobale.

Il terrorismo è una semplice causa delle politiche menefreghiste portate avanti dal capitalismo.

Non ci devono essere regole, tutto si autoregolamenta, probabilmente si autoregolamenterà anche la bomba posta sotto al sedere del giornalista cafone che crede di vivere con Alice nel paese delle meraviglie.

La vera libertà non può che accoppiarsi al vero senso di responsabilità, il capitalismo della “deregulation” propugna una libertà irresponsabile, centrata solo sul massimo guadagno, poco importa se si crea il massimo danno, dunque crea una destabilizzazione con la perdita di sicurezza.

C’è la libertà(di fallire) e c’è la perdita di sicurezza della società.

Di fatto ci troviamo in una situazione di colonizzazione industriale da parte del capitale, vengono perfino tolte le barriere per favorirlo, ed i politici seguono le indicazioni dei loro amici imprenditori senza battere ciglio.

Alcuni economisti non sanno che pesci pigliare, altri dicono l’esatto opposto di come stanno le cose, in alcuni casi riescono pure a “rubare” concetti corretti espressi da altri e li mistificano alla loro causa, questo è mortificante.

Nel caso specifico della deflazione, è notorio che se dimezzi il prezzo del barile di petrolio dimezzi anche non la quantità consumata di quella materia prima ma i soldi che servono per acquistarla.

Com’è possibile che la Cina abbia un così evidente crollo dell’import?

Semplice, costano meno le materie prime, magari ne consumano anche di piu, ma se il petrolio passa da 100 a 50 dollari, comprandone anche quantità maggiori, il totale delle importazioni cala vistosamente in percentuale.

Ma come mai in questo 2015 per la prima volta dal 2010 l’europa ha avuto un aumento consistente del gas consumato?

Evidentemente il prezzo piu basso ne permette l’acquisto di una quantità maggiore, ma se i prezzi fossero rimasti quelli di 2 anni fa sarebbe continuato il declino dei consumi.

In compenso i paesi esportatori di materie prime, e parlo solo quelle energetiche, hanno visto la diminuzione delle entrate in dollari di queste vendite, con conseguente indebolimento della moneta e crescita dell’inflazione.

E’ evidente che se ti pagano meno un prodotto che vendi all’estero comprerai anche meno e quindi poi c’è un effettivo calo anche di merce acquistata.

In teoria dovremmo chiederci: ma a noi cosa “importa”?

Dopotutto questo meccanismo innescato dalla stampa (digitale) di nuove banconote sta finalmente favorendo noi,ci stiamo riprendendo il nostro prodotto interno lordo, l’eurozona passa dal +0,9% dell’anno scorso al +1,4% di quest’anno, dopo tutto quello che abbiamo sofferto in questi anni, perchè dovremmo peroccuparci degli altri?

Ma se l’assenza di regole produce ingiustizie e molti altri problemi, non ha senso esultare quando per una volta favorisce noi e sfavorisce gli altri.

Ed è proprio questo il punto, l’egoismo capitalista se ne frega se c’è una destabilizzazione sociale, non rientra nei suoi compiti, la filosofia capitalista pensa solo ad accumulare soldi nell’immediato.

Ma poi inevitabilmente sono i governi, che oggi appoggiano il capitalismo senza regole economiche, a trovarsi un una brutta situazione nel tentare di risolvere problematiche sempre piu grandi.

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