Perchè dire no al reddito di dignità o di cittadinanza

Michele Emiliano vara il “reddito di dignita” in puglia.
10 mila persone potranno ricevere 600 euro e in cambio dovranno fare alcuni lavori socialmente utili.
Non so se questa iniziativa sostituisce oppure se si somma a quella annunciata a marzo dal precedente governatore, nella quale era previsto un reddito per 12 mila persone tramite i “cantieri di cittadinanza” ed una apposita piattforma web.
In ogni caso la disoccupazione in puglia è di 340 mila unità lavorative, 10 o 20 mila persone che ricevono questo reddito non fanno alcuna differenza.
Non risolve il problema nemmeno il reddito di cittadinanza proposto dal movimento 5 stelle.
Il problema semmai è quello opposto, trovare il modo per abbassare la spesa pubblica statale e delle amministrazioni pubbliche tramite questi lavori socialmente utili.
Quindi dal mio punto di vista va unita l’indennità di disoccupazione al reddito di cittadinanza, chi riceve l’indennità per poter continuare a riceverla non deve solo essere iscritto all’ufficio di collocamento deve svolgere anche i lavori socialmente utili.
E questo sistema contribuisce anche ad eliminare una parte di lavoro nero, in quanto in molti pur ricevendo la disoccupazione continuano l’attività lavorativa, quindi il disincentivo dei lavori socialmente utili, il ricevere l’indennità solo facendo un qualche cosa in cambio permette di eseguire un contrasto di interessi.
Ma risulta evidente che solo una normativa statale può accordarsi meglio con le leggi regionali per riuscire ottenere il massimo coordinamento.Il reddito di cittadinanza è un cane che si morde la coda.
L’unico modo per avere sviluppo è creare delle aziende pubbliche che lavorano senza scopo di lucro e che abbattono i costi delle amministrazioni pubbliche senza che queste debbano esternalizzare ai privati, che fanno uso di scopo di lucro, le proprie attività in quanto meno costose.
Se si fa così, in quel momento si crea un circolo virtuoso, lo stato decide che i disoccupati che ricevono l’indennità, per poterla ricevere, devono fare i lavori socialmente utili presso queste aziende, che hanno anche il compito di formare questi disoccupati.
In questo modo si elimina anche una parte di nero di chi chiede l’indennità ad intervalli regolari e “succhia” soldi pubblici, sconfiggendo anche il lavoro nero.
In poche parole si utilizzano i soldi già stanziati dallo stato per creare un sistema virtuoso di lavori socialmente utili e questo riduce la spesa dello stato.
Le aziende pubbliche senza scopo di lucro potrebbero occuparsi di molte cose all’interno della società, dalla fornitura di acqua, luce, gas (autoprodotto), manutenzione del territorio, insomma tutte quelle attività che oggi sono già a bilancio ma che vengono fatte dai privati.
Inoltre tutti gli assunti sono assunti con il reddito di solidarietà, ed è per questo motivo che costando meno, possono essere assunti molti piu lavoratori.
In queste aziende anche i dirigenti devono essere assunti con tale reddito, e non ci deve essere alcuno scopo di lucro nemmeno per loro.
In tal modo vengono a costare meno tutte queste attività, i cittadini quindi pagheranno bollette meno care.
A questo bisogna puntare, a ridurre la spesa pubblica facendo lavorare molte piu persone ed eliminando il profitto dalle attività pubbliche.
Se quelle bollette sono meno care, significa che tutte le aziende del territorio pagheranno meno e creeranno prodotti a prezzi piu bassi, dunque avanzeranno denari per guadagnare competitività nel mercato o per assumere nuovi lavoratori.
Se invece al contrario di regala un reddito di cittadinanza, per forza di cose la spesa pubblica aumenterà, le bollette saranno piu care, quell’azienda di cui sopra preferità andare all’estero dove il costo della vita e del lavoro è meno caro e si creeranno altri disoccupati in un circolo vizioso.
Che ci si creda o meno, la globalizzazione e il valore della moneta ci hanno messo in una posizione di competizione serrata dove anche la creazione di un marchio “made in puglia” presente nei mercati pugliesi ed indicante l’azienda senza scopo di lucro che utilizza il reddito di cittadinanza e per questo può avere un prezzo piu basso del proprio prodotto rispetto all’estero può essere determinante per il mantenimento di questi miseri lavoratori che non guadagnano molto.
Ma tutto il filone del discorso ricade sul costo della vita e del lavoro, uno che guadagna 500 euro , se lavorasse in serbia avrebbe quasi uno stipendio d’oro, ma in italia è un reddito da fame.
Però ad esempio le automobili serbe create dalla FIAT con i lavoratori pagati a 500 euro al mese siamo noi a comprarle!

Ma noi siamo in mezzo ad una morsa, se abbassiamo il costo del lavoro e della vita, se abbassiamo il valore della moneta, e lo facciamo diventare come in serbia, ci verranno a costare di piu le importazioni, e questo provoca povertà economica anche se altri continuano a dire che questi stimola l’inflazione è l’esatto opposto, l’inflazione è povertà.

Quindi tutto ciò che importiamo, soprattutto l’energia, ce la dobbiamo autoprodurre, in questo modo l’aumento del prezzo dell’energia sul mercato globale non ci tocca, altrimenti ha dei riflessi che ci fanno perdere competitività ed è stato sempre questo il tallone d’achille dell’italia.

Aumenterà il debito pubblico che non può piu aumentare data la sua entità, e via via il cane si morde la coda facendoci abbassare ancora le buste paga con i redditi di solidarietà.

Quindi se si vuole dignità e cittadinanza bisogna riconoscere gli errori del passato e non continuare con la solita cantilena sentita in questi ultimi decenni.

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