Dalla gold standard alla banconota elettronica

Com’è evidente e come ho sottolineato piu volte in precedenza è evidente il collegamento tra cultura politica e macro economia.

In molti si ostinano a pensare che una banca centrale possa essere anzi debba essere indipendente, ma indipendente da cosa?

La base di partenza di questo ragionamento è la gold exchange standard, cioè l’utilizzo di un controvalore in oro alle banconote.

E’ noto a tutti che dal 1970 non c’è piu un rapporto tra banconote circolanti e quantità di oro nei forzieri delle banche centrali mondiali e numero di banconote circolanti è spropositamente alto rispetto alle riserve auree degli stati.

In precedenza era usata la “gold standard” senza la parola “exchange”, un sistema aureo in cui in pratica ogni moneta era essa stessa coniata con un materiale prezioso, non c’era dunque il controvalore depositato in quanto ogni moneta era essa stessa il controvalore.

Fin quando è rimasto vigente un sistema di “gold exchange stantard” come negli anni ’60, stampare un dollaro era GIUSTAMENTE considerato come un furto se alle spalle non c’era un controvalore del metallo prezioso.

E difatti gli stati uniti si guardarono bene dal restituire alla Francia l’oro che era depositato presso i loro forzieri e piuttosto che restituirglielo decisero di eliminare definitivamente la convertibilità aurea del dollaro americano divenuto nel frattempo moneta mondiale

Oggi non la gold exchange standard ha smesso di esistere, e non solo le banconote sono stampate senza alcuna copertura ma adirittura non vengono piu nemmeno stampate, sono divenute elettroniche e si creano con un elaboratore con un click del mouse.

Il sistema economico andato consolidandosi negli ultimi decenni ha visto l’esplosione dei debiti pubblici degli stati e il fallimento di alcune grandi banche d’affari ed in particolare la divaricazione tra economia reale e quella finanziaria, con una degenerazione a favore di quest’ultima.

Si è vietato l’utilizzo delle banconote stampate dalle bance centrali per l’acquisto del debito pubblico degli stati.
Ma se questo divieto in precedenza era giustificato, in quanto c’era una politica di cambi monetari fissi e un controvalore aureo, e dunque non si potevano stampare dal nulla delle banconote, oggi non lo è piu.

La degenerazione del sistema bancario viene massimizzata nel momento in cui alla banca centrale è vietato l’acquisto di debito pubblico ma sono consentiti i prestiti alle banche private.

Si è creato un sistema in cui queste banche private hanno potuto godere non solo dei soldi dei correntisti ma anche di quelli delle banche centrali che stampando moneta da zero e senza copertura aurea hanno dato in mano ai potentati tutta la nostra economia.

Le banche sono diventate così grandi che non possono piu nemmeno fallire,siamo arrivati al punto in cui il fallimento di una banca crea effetti piu catastrofici del fallimento di uno stato!

I cittadini oggi dipendono in tutto e per tutto dalle finanze private, gli stati vengono privatizzati e cancellati della loro sovranità, il popolo non è piu sovrano.

I debiti pubblici sono totalmente in mano al volere delle banche private che ne decidono i tassi di interesse e le politiche che quello stato deve perseguire con tanto di minaccie da parte delle agenzie di rating.

Stiamo assistendo ad una degenerazione totale di un sistema bancario incontrollato e privo di regole, capace però di creare regole per gli altri attraverso le leggi che i parlamenti sono costretti ad approvare.

Gli accordi di Bretton Woods cioè gli accordi sul sistema economico mondiale basato sulla gold exchange standard potevano prevedere diverse opzioni.

Una delle soluzione poi fù scartata in quanto giudicata sconveniente era quella di regolare il deficit in oro.

Il paese in deficit perde oro a favore dei paesi in surplus commerciale dunque è obbligato a ridurre la quantità di moneta, abbassando salari e stipendi e creando deflazione in modo tale da migliorare successivamente le proprie esportazioni grazie al minor costo dei propri prodotti e quindi tornare ad incrementare le proprie riserve auree.

Qualcuno potrebbe notare la similitudine di quanto sta accadendo in europa.

Perfino la Germania è stata costretta ad inventarsi i mini-jobs abbassando dunque i salari di una certa categoria di lavoratori, figuriamoci tutti i paesi del sud-europa che non erano nemmeno abituati ad una economia basata su una moneta forte.

Pare evidente quanto sia stata sbagliata la tattica dei paesi del nord-europa, volevano l’euro forte a livello mondiale, non hanno stampato banconote e non hanno acquistato debito pubblico lasciando che questo fosse parte di un piano speculativo che ha visto gli interessi raddoppiare e triplicare in soli 12 mesi.

Abbiamo conosciuto lo spread di cui prima nessuno aveva sentito parlare, cioè il differenziale tra i titoli di stato tedeschi e i titoli di stato di tutti gli altri paesi europei che con la Germania condividevano la moneta.

Oltre al danno anche la beffa…

Oltra al danno di una politica economica sbagliata che ha fatto fuggire le imprese verso luoghi in molti casi perfino interni ai confini dell’unione europea, un ladrocinio legalizzato, grazie al cambio fisso all’interno di tutti i paesi europei e ai trattadi sulla libera circolazione delle merci e delle persone che ha permesso alle aziende di trasferirsi pagando meno tasse e vendendo gli stessi prodotti negli stessi luoghi in cui le vendevano in precedenza con un risparmio ed un profitto maggiore.

Oltre al danno dovuto alle delocalizzazioni in ogni parte del mondo in luoghi dove il costo del lavoro e della vita è molto piu basso e le condizioni di lavoro sono piu dure, con l’abbattimento pure delle dogane.

Anche la beffa della richiesta da parte dell’europa di riforme politiche ed economiche viste come la causa principale della diffidenza degli investitori nei confronti del nostro debito pubblico, creatosi grazie alla speculazione finanziaria dovuta al divieto per le banche centrali di acquistare titoli di debito e alla paradossale successiva forza di una moneta unica che è arrivata a superare il valore di 1,50 sul dollaro.

Questo però non ci toglie dal problema principale che è quello di un settore bancario totalmente fuori controllo, che sposta numeri da capogiro, ottenuto grazie ad un sistema economico totalmente sbagliato e al quale bisogna porre rimedio al piu presto.

Ricordandoci però, che ogni banconota stampata appartiene a tutti i cittadini in quanto non ha un controvalore aureo o in metalli preziosi, e dunque gli stati non possono in ogni caso chiedere in prestito dei soldi che a loro appartengono.

Si è cioè invertito l’ordine naturale delle cose, si è vietato il finanziamento dei debiti pubblici degli stati e si è consentito il finanziamento del sistema bancario con banconote appena stampate.

Deve esserci il divieto di dare soldi alle banche private, se vogliono soldi li avranno solo dai loro correntisti.
Mentre va vietato ai correntisti privati il deposito presso le banche centrali.

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