QE, inflazione, PIL e ricchezza….. rispiego per l'ennesima volta

Secondo il mio personale punto di vista, identico e uguale a quello che esprimo da molti anni, e per la cronaca fino ad ora i fatti mi hanno dato ragione, sarebbe sbagliato allargare il Quantitative Easing oggi, con il solo scopo di far crescere l’inflazione al 2%.
Infatti come ho già ripetuto molte volte, lo scopo di stampare banconote non è quello di ottenere inflazione, lo scopo del QE è quello di migliorare i bilanci degli stati facendo diminuire i tassi di interesse sui debiti, evitando che i debiti siano nelle mani delle banche private che oggi per il sistema costruito non può stare in piedi anche perchè le banche preferiscono un ben piu solido carry trade con guadagni sul capitale investito anche del 10%.
La politica del QE deve necessariamente essere quella di migliorare lo sviluppo dell’unione europea per fare in modo che il carry trade possa diventare molto piu rischioso e che dunque i capitali possano rimanere in europa.
Come?
L’ho spiegato mille volte, bisogna investire soldi nella “deflazione tecnologica competitiva” che in poche parole significa ad esempio investire in risparmio energetico, conversione energetica, autoproduzione energetica.
Significa utilizzare meno energia e utilizzarla meglio, dunque consentire minori costi in bolletta in quanto per la legge della domanda e dell’offerta se la domanda è inferiore l’offerta cala di prezzo.
Questa evidentemente è deflazione, tecnologica appunto, ma permette agli europei di aumentare i propri posti di lavoro, avere piu soldi in busta paga e dunque spendere di piu riattivando parzialmente la domanda interna.
I conti pubblici in questo modo miglioreranno ulteriormente, alcuni potranno anche parlare di uscita dalla crisi avvenuta anche se non sarà realmente così.
Infatti il QE non si dovrebbe fare solo perchè si è dormito nei 40 anni precedenti e i paesi emergenti ci hanno mangiato la pastasciutta in testa, ma si dovrebbe fare come nuova organizzazione dei fondamentali di economia.
Ecco perchè è sbagliato allargarlo, perchè se domani scadono i titoli di stato comprati dalla BCE e ci tocca nuovamente farci finanziare dalle banche private che già oggi sono al collasso ricadremo ancora una volta nello stesso identico errore e dunque a distanza di pochi anni sarà necessario un nuovo QE in quanto i debiti pubblici saranno tutti aumentati in cifra assoluta.
E se i debiti pubblici aumentano in cifra assoluta il sistema dell’inflazione che si vuole creare con questo QE ha fallito in partenza, perchè come cerco di spiegare da molti anni è basato su un’idea sbagliata di economia.
Dunque quando dico che i soldi che la BCE ha stampato e dato agli stati dovrebbero essere detratti dal debito pubblico con un perpetual bond in cui si pagano gli interessi sottraendoli dalla cifra inizialmente prestata e facendo così diminuire il debito, dico semplicemente che se non si fa così, cioè se il debito in cifra assoluta non diminuisce, l’inflazione non potrà mai ripartire, se riparte saranno fuochi di paglia probabilmente ancora piu dannosi per l’economia.
In poche parole affinche l’europa possa uscire dalla crisi deve far crescere il prodotto interno lordo DI PIU dell’inflazione, per questo si deve investire in deflazione tecnologica competitiva.
Non so se è chiaro il concetto, se il PIL cresce a pari dell’inflazione non si tratta di una crescita reale, ma è solo la dinamica dei prezzi che fa crescere il PIL.
Anzi, quando la differenza tra tasso di inflazione e PIL è doppia siamo in recessione, c’è impoverimento e cresce maggiormente il debito!
Sembra assurdo ma è così.
Se ho l’inflazione al 4% e la crescita del PIL al 2% significa che i cittadini stanno perdendo parte del loro potere d’acquisto.
Significa che comprando un numero di beni inferiori ma a prezzo piu alto il PIL avrà un aumento del 2% ma si tratta di una diminuzione dei consumi interni che non vengono rilevati dal punto di vista matematico.
Le statistiche non possono dire che la fabbrica di dentifrici vende meno tubetti ma li vende ad un prezzo piu alto.
Le statistiche dicono che la fabbirca di dentifrici ha un certo fatturato che evidentemente è influenzato dall’inflazione, ma va logorandosi il potere d’acquisto.
Ora non voglio ripete la solita storia del lavoro che costa meno all’estero, che dunque quei tubetti sono importati e non piu creati da noi come un tempo, parlare delle delocalizzazioni, del cambio monetario che parte dalla stampa di banconote, della “saturazione” e della compensazione.
Sono sempre le solite cose e questa colta non le ripeto.
Ma deve essere chiaro che tutti i prodotti interni lordi di tutti gli stati occidentali in questi ultimi decenni sono andati sempre piu avvicinandosi verso lo zero, così come l’inflazione.
Mentre al contrario i debiti pubblici intesi come cifra assoluta sono andati sempre piu in su, dunque vanno bloccati e vanno finanziati da soldi stampati da zero che possano scalare il debito e che dunque un domani gli stessi titoli acquistati dalla BCE non debbano essere rifinanziati magari con soldi privati, altrimenti aumenta il valore della moneta perchè vengono ritirate banconote dal mercato, diminuisce la competitività, ricominciano a salire gli interessi sul debito che tornano ad essere gestiti unilateralmente dai privati che decidono il tasso in base alle agenzie di rating, ci si avvicina nuovamente al baratro.
E dunque è sbagliato il valore dato al rapporto deficit/pil, è invece corretto il valore dato al rapporto tra punti percentuali di inflazione crescita percentuale del PIL, tenendo conto quanto detto in precedenza.
Dunque risulta totalmente assurdo fare un QE per avere l’inflazione al 2%, si dovrebbe fare un QE per avere un PIL al 2% e magari con la deflazione tecnologica competitiva avere l’inflazione negativa, in questo modo calano i debiti e si guadagna competitività e ricchezza.
Cioè si aziona il meccanismo contrario a quello che ha agito in questi 50 anni.
E avere minore debito pubblico significa poi avere anche la solidità necessaria per fare in modo che i titoli di stato abbiano anche una loro certa sicurezza nell’investimento, quindi servono per attrarre gli investimenti soprattutto se la competitività permette a noi di non farci sottrarre i vari settori produttivi dalle economie in via di sviluppo, e questo permette anche al carry trade si essere meno incisivo.

I soldi di Junker e il progetto dei fondi rotativi ESCO
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Crescita e sviluppo : i tre strumenti economici per la melodia armonica
https://giamps78.wordpress.com/2015/01/04/crescita-e-sviluppo-i-tre-strumenti-economici-per-la-melodia-armonica/

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