I pensionati nella globalizzazione e l'inflazione

Ma questi riescono ad accorgersi di quello che fanno e di quello che dicono?
Abbiamo 2 milioni di pensionati a 500 euro al mese, il 50% delle pensioni prende meno di 1’000 euro al mese…
Questo perchè secondo loro le pensioni dovrebbero essere alzate.
La cosa clamorosa è che tra le altre notizie della giornata vi era l’effetto del blocco del turn-over che per la prima volta aveva fatto scendere il numero degli statali al di sotto dei 3 milioni, con una riduzione di 300 mila unità lavorative e si diceva che gli uffici hanno molte piu difficoltà, mentre quelle stesse fonti giornalistiche quotidianamente battono sulla revisione della spesa che non viene mai fatta realmente e che serve per tagliare le tasse, davvero incredibile lo strabismo economico a cui siamo quotidianamente sottoposti.
Nel contempo costoro non dicono nulla contro la globalizzazione, anzi sono d’accordo e la promuovono.
Costoro ignorano che in altre parti del mondo c’è un diverso costo della vita ed un diverso costo del lavoro, che quindi produrre all’estero costa di meno e che i prodotti vengono poi importati qui da noi proprio grazie alla globalizzazione.
Significa semplicemente che i lavoratori perdono i loro diritti quelli dovuti alle grandi lotte del passato.
Si tratta evidentemente di uno strabismo che guarda solo ai propri interessi.
Le riforme delle pensioni fatte fino ad oggi penalizzano le generazioni future, mentre coloro che ricevono gli assegni continuano a riceverli con il vecchio sistema retributivo e coloro che ricevono le baby pensioni le continuano a ricevere.
Andiamo ad indagare su quanti di coloro che ricevono meno di 1’000 euro e che si lamentano hanno versato i contributi oggi previsti per quelli che vanno in pensione?
Io credo pochissimi.
Andiamo a verificare quanti in futuro con le pensioni ricalcolate con il sistema interamente contributivo avranno una pensione sopra ai 1’000 euro?
Probabilmente un domani il 90% dei pensionati avrà una pensione sotto ai 1’000 euro.
Il vento sta tirando da un’altra parte, lo capiscono lor signori che se c’è la globalizzazione non ci può essere inflazione?
Cioè oggi bisogna puntare a rafforzare il potere d’acquisto dei salari abbassando i prezzi, esattamente il contrario di quello che dicono loro tutti i giorni.
Infatti le pensioni di domani saranno da fame se i prezzi dei beni non si abbassano.
C’è il rischio concreto che una buona parte del mondo occidentale venga sradicato da questa globalizzazione e l’unico modo per rimanere competitivi è quello di abbassare i prezzi, di operare deflazione tecnologica tramite investimenti mirati.
Se non facciamo questo saremo spacciati perchè i prezzi alti non permetteranno allo stato sociale di sopravvivere e le aziende saranno messe fuori mercato e costrette ad andare all’estero.
La disoccupazione non potrà diminuire.
Poi c’è un secondo aspetto che riguarda il sistema contributivo, ma siamo veramente sicuri che il calcolo delle pensioni future si farà tramite le 5 riforme pensionistiche approvate in questi 20 anni?
Io credo di no, perchè la pensione minima oggi è di 500 euro e domani potrebbe anche essere portata a 600 o 700 se continuano ad aumentare i prezzi dei beni e dei servizi.
Questo significa che chiunque avrà versato i contributi, pochi o tanti, si ritroverà ad essere un pensionato con la minima e sarà sotto la soglia di povertà.
A questo non si risponde certamente con la previdenza privata, ma si risponde con politiche pubbliche macro economiche che ho già avuto modo di spiegare in tutti questi anni, politiche di deflazione competitiva.
Infatti l’euro non potrà svalutarsi piu di tanto mentre tutti gli altri paesi in via di sviluppo seguono un ritmo di svalutazione della moneta che per forza di cose renderà piu competitive le loro merci nel lungo periodo.
E quando scrivo nel lungo periodo intendo dire che la svalutazione avuta dall’euro è una boccata d’ossigeno passeggera, perchè anche rimanesse tale cifra nel cambio euro-dollaro, i paesi in via di sviluppo avranno una svalutazione continua anche del 100% ogni 5 anni e non ci saranno barriere protezionistiche tra noi e loro.
Questo significa che i nostri prodotti saranno sempre troppo cari e che le nostre aziende andranno lì a produrre e poi venderanno qui.
Ecco perchè serve quantomeno una politica pubblica che abbia non uno ma due occhi di riguardo verso chi è qui e produce, ma questo non basta, serve che i cittadini possano distinguere i prodotti che sono creati qui da quelli che sono semplicemente confezionati ed etichettati qui.
La differenza di costo altrimenti farebbe sopravvivere in Italia solo le fabbriche di confezionamento e non piu quelle di produzione.
E chi produce deve disporre di una filiera trasparente che non quadruplichi i prezzi di acquisto e di vendita dei beni, per non far fare la fame a chi produce di fronte a chi compra e che per la legge della domanda e dell’offerta può imporre prezzi che determinano o la chiusura o la schiavitù delle produzioni.
Il caporalato si vince anche in questo modo.
Ma non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca, o si è favorevoli al protezionismo oppure alla globalizzazione, e in quest’ultimo caso è evidente che non si possono che considerare anche gli aspetti negativi.

Annunci