Con abolizione IMU ci saranno comuni di serie A e comuni di serie B

Il solito pasticcio del governo, oltre a quanto già detto in precedenza si scopre che Roma e Milano ed altri 400 comuni avevano messo l’addizionale non sulle prime ma sulle seconde case, e che dunque non solo gli abitanti di questa città non pagheranno l’IMU sulla prima casa, ma adirittura avranno anche uno sconto sulle seconde case.
Insomma, ulteriori 100 milioni annui che gli italiani daranno ai Romani e questa volta ci sono dentro anche i milanesi.
Questa sarebbe giustizia e uguaglianza fiscale?
E’ totalmente assurdo, altro pastrocchio colossale sull’IMU.
Oltre 400 comuni l’addizionale Irpef l’anno messa sulle seconde case e quindi avranno ulteriori sconti fiscali dal governo, mentre altri comuni avranno magari prime case con meno valore, e già questo sta a significare che riceveranno meno degli altri dal governo, e in piu hanno l’addizionale Irpef sulle prime case, e questo porta una differenza evidente.
E questa sarebbe l’autonomia fiscale degli enti comunali descritti nella costituzione?
Ci saranno comuni di serie A e comuni di serie B.
E questo perchè lo si fa?
Perchè bisogna accontentare qualcuno che vota lo stravolgimento della costituzione.
Questa è la tragica situazione in cui ci ha portato il renzismo.

Come si sarebbe dovuto operare?

Innanzitutto l’abolizione doveva essere dell’IRPEF visto che si tratta di entrate statali che non hanno nulla a che vedere con i comuni.

Secondariamente non si sarebbe dovuto ricreare il collegamento stato-comuni con questo ultimi che ricevono soldi dallo stato, si doveva invece favorire la nascita di una seconda tassa locale, che lo stato avrebbe dovuto assegnare ai comuni per il gettito prefissato.

In poche parole ogni comune avrebbe avuto una seconda tassa e avrebbe preso i soldi mancanti dall’abolizione dell’IMU DAI PROPRI CITTADINI E NON DALLA FISCALITA’ GENERALE.

Lo stato avrebbe dovuto cercare tra le sue infinite tasse quella che piu si avvicinava al ruolo e alle competenze dei comuni e avrebbe dovuto dire : “questa tassa fino ad oggi si pagava allo stato dal 1° gennaio si paga al comune”, ovviamente senza le solite compartecipazioni tra tasse comunali e statali.

E’ probabile che questo avrebbe portato anche una differenza nel patto di stabilità tra entrate ed uscite ed è probabile che a quel punto non si sarebbe reso necessaria la riforma del patto.

E invece dopo una riforma fatta male ed in fretta l’anno scorso siamo ancora una volta di fronte ad una riforma fatta male e pensata male, in cui ancora una volta lo stato non vuole lasciare autonomia fiscale ai comuni, vuole soffocarli con le sue leggi, ed i comuni devono obbedire al presidente del consiglio di turno.

Ogni governo cambia almeno 2 volte la tassazione sulla casa, questa è la regola e viene confermata un’altra volta.

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