La “Carta-Italia” – LO SPAZIO DEL LETTORE

Carta-Italia” è un nome che ho appena inventato e che, devo dire, fa abbastanza schifo. Essa sarebbe una piccola tessera, magari creata dallo Stato.

La Carta-Italia è piccola (può essere grande come una semplice card del supermercato) e poco costosa. E naturalmente può essere inserita nel “Codice fiscale magnetico+Social card+Tessera sanitaria” (proposta da me ideata cinque anni fa, che ancora non esiste).

Per spiegare in breve, si dovrebbe portare avanti una legge che obblighi tutti i produttori ad applicare un QR code sui prodotti commercializzati in Italia. Il QR code non è altro che l’etichetta del prodotto riportata in digitale, con all’interno un numero superiore di dati. Quindi qualsiasi persona dotata di un cellulare potrebbe decifrarlo. La tessera è comunque dotata di un piccolissimo lettore di codici QR, di un suono audio e di un piccolo schermino che riporta la percentuale di italianità del prodotto. Tutto quello che si dovrà fare sarà porre la tessera sul codice QR. Volendo, si potrebbe inserire anche la percentuale di regionalità calcolata su tutta la filiera (trasporto compreso).

Tutti i cittadini potrebbero ricevere a casa la Carta-Italia, un po’ come quando Berlusconi inviò agli italiani la calcolatrice per il cambio Euro-Lira.

Il progetto appena descritto entra a pieno titolo nel “codice fiscale magnetico unificato”. Esso contiene, come ho già scritto, il Codice fiscale, la Social card e la Tessera sanitaria in un unico badge. La Carta-Italia possiede un codice a barre e fa da tessera prepagata: da qui l’indicazione che passa sotto il nome di “social card”. Ritengo che ogni cittadino debba sapere, se vuole, quante tasse paga. Quindi, se un cittadino vuole, può richiedere che ad ogni suo acquisto le tasse pagate debbano essere inserite nel database per fare la dichiarazione dei redditi. Per chi non sapesse come funziona il meccanismo, può cercare su Internet “Scaricare Tutto Tutti“, che è l’associazione dalla quale ho preso lo spunto per questa proposta (nonostante io non ne faccia parte), mentre originariamente io partivo dal contrasto di interessi – che è simile ma non identico allo scaricare tutto tutti -.

A questo si aggiunge l’identità digitale, che è tra le proposte di questo Governo ma che oggi rimane virtuale. Basterebbe inoltre aggiungere un sistema “intranet-radio” a ciclo chiuso, all’interno del quale ogni tessera distribuita dalla Pubblica Amministrazione faccia da ponte-radio per lo scambio di informazioni che la P.A. passa ai cittadini e che i cittadini chiedono. Non passando da Internet, sarebbe gratuito e sicuro (essendo le informazioni cifrate e non leggibili dagli utilizzatori delle tessere, se non dal destinatario). Le amministrazioni pubbliche potrebbero inviare SMS gratuiti a tutti i cittadini avvisando, ad esempio, di una scadenza sui pagamenti. I cittadini potrebbero chiedere informazioni gratuite alla Pubblica Amministrazione.

In Africa, qualche anno fa, sono comparsi dei computer che pur non essendo connessi alla rete costituivano essi stessi una rete tramite delle antennine radio. Se questo sistema funziona su dei computer che scambiano moltissime informazioni, può funzionare anche su semplici tessere dotate di questa trasmittente per scambiare informazioni senza spendere denaro.

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