Antiduping su fotovoltaico cinese: europarlamentari abboccano all'amo

Gli europarlamentari hanno abboccato all’amo.
Quei poveri installatori di pannelli solari avevano bisogno che costassero meno, e chiedevano a gran voce che finissero le limitazioni dell’unione europea alla Cina sulle importazioni.

Un prezzo rialzato e l’antiduping, dicevano, danneggia la nostra economia, riduce la possibilità di creare energia elettrica da fonti rinnovabili, sono in gioco anche i posti di lavoro.
Peccato che, a fine vita, i pannelli solari siano dei rifiuti tossici che hanno un costo molto elevato e sono pure pericolosi.

Quindi in poche parole l’europa sta per eliminare le aziende europee che producono seguendo le stringenti normative comunitarie per far arrivare una quantità molto piu elevata di questi pannelli che possono costituire un futuro pericolo per la salute oltrechè avere un costo molto alto per il loro smaltimento.

Con una mossa che abbia un minimo di intelligenza si possono lasciare le attuali normative sui pannelli che a fine vita inquinano e che non rispettano le normative europee, e toglierli solo a quei pannelli che NON sono composti da materiali tossici.

In questo modo la stessa Cina ha l’interesse a costruire quei pannelli anche per se stessa, pannelli piu rispettosi dell’ambiente che avrebbero per loro un costo piu elevato ma che viene abbassato proprio grazie alla produzione elevata dovuta alla maggior quantità di esportazioni.

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