UNA MINORANZA ELEGGERA' IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

E’ FALSO DIRE CHE UNA MINORANZA PUO’ BLOCCARNE L’ELEZIONE, E’ VERO IL CONTRARIO, UNA MINORANZA ELEGGERA’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Il primo partito che ottiene al primo turno magari anche il 40% dei voti, e che quindi non farà il ballottaggio, otterrà il 55,6% dei voti e dovrà arrivare al 60%.
Quindi matematicamente gli basterà fare un “patto” con un partito del 5% ed il presidente della repubblica sarà eletto dai rappresentanti di UNA MINORANZA NELLE URNE,cioè da partiti che hanno ottenuto il 45% dei voti, trasformata in maggioranza dei 3/5 da un premio elettorale.
Considerando anche che si parla di quorum riferito ai parlamentari presenti e non riferito al totale numero dei parlamentari.

Faccio notare che un quorum dei 3/5 cioè del 60% non rappresenta affatto un quorum qualificato, ma è in realtà inferiore alla maggioranza assoluta degli elettori che si sono recati alle urne.
E’ certamente meglio questo quorum rispetto a quello del 50%+1 dell’assemblea, ma non si può certamente parlare di diritto di veto.
La maggioranza ovvero la minoranza piu votata ottiene 340 seggi ai quali si aggiungono gli eletti all’estero che verosimilmente sono almeno 6.
Per raggiungere il 60% nella sola camera dei depututati ne mancano 32 sui 630 deputati.
Ma questo 32 non è un numero riferito agli aventi diritto al voto ma è riferito ai votanti nella singola votazione.
Quindi inevitabilmente potrebbe anche scendere dopo la 4° o 5° votazione.
Ma l’elezione del presidente della repubblica avviene a camere riunite, c’è anche il senato che però vale solo 1/6 dei numeri della camera,105 contro 630 e che al suo interno ha dei premi di maggioranza regionali nei quali manca una soglia minima per ottenere quel premio.
Cioè a dire, che se il partito democratico dovesse vincere le prossime elezioni si potrebbe eleggere comunque il presidente della repubblica, potendo contare su almeno 60 senatori su 100, tenendo conto di tutte le coalizioni regionali di centrosinistra.
Quindi, questo non può rappresentare, numeri alla mano, un diritto di veto da parte delle minoranze, anzi, si evince chiaramente che il presidente della repubblica con tutta probabilità non sarà nemmeno eletto dalla maggioranza assoluta degli elettori.

Vi è chiara la matematica?
Un partito ottiene al 1° turno il 41% e va al 55% si accorda con uno del 4% ed elegge PDR con 45% voti elettori.

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