senato: ecco perchè tecnicamente non sarà eletto dai cittadini

L’elezione indiretta dei senatori in “conformità” con il voto popolare è una vera chimera.

Con argomentazioni già esposte precedentemente si può affermare con ragionevole certezza che sarà il consiglio a decidere il nome degli eletti e non quindi gli elettori.

Con altrettanta ragionevole certezza si può affermare che una legge elettorale ben precisa sul modello tatarellum non vi potrà essere, non vi potrà essere cioè l’indicazione chiara degli elettori nel presunto listino e la legge elettorale vera sarà semplicemente la votazione discriminante del consiglio regionale quando nominerà i senatori utilizzando parametri posti al di fuori di una eventuale legge.

Scrivo “presunto” listino perchè anche oggi stesso nel mio articolo precedente ho ampiamente dimostrato come per le regioni il sistema elettorale che crea meno problemi è quello che associa la medesima preferenza ricevuta dai consiglieri, cioè nella scheda per l’elezione del consiglio regionale, anche l’elezione dei senatori, senza la presenza di alcun listino.

Quindi in poche parole i consigli regionali useranno le stesse identiche preferenze ricevute dai consiglieri regionali per essere eletti in consiglio senza alcun fantomatico listino.

E questo è impressionante, è impressionante perchè a fare una normativa adirittura costituzionale è chi da sempre ha criticato le preferenze dicendo che portavano malaffare ed oggi sorprendentemente con le medesime preferenze riusciranno perfino a farle valere doppio, sia per l’elezione dei consiglieri regionali e sia anche per l’elezione dei senatori.

Fantastico, siamo passati da 4 preferenze negli anni 50, a 3 preferenze, poi a 2, poi alla preferenza unica ed ora siamo arrivati al punto in cui la stessa preferenza unica permetterà l’elezione in due ruoli diversi della stessa persona.

E tutto questo mentre fino a ieri le medesime persone parlavano di vietare i doppi ruoli e le incompatibilità.

Ma voglio rassicurare la minoranza del PD,tutto questo era contenuto anche nel programma dell’ULIVO!

Scherzi a parte volevo dimostrare perchè il consiglio regionale ha la priorità e non può esistere alcuna legge per l’elezione semi-diretta dei senatori che prevede dei listini.

Come detto l’elezione è di fatto indiretta, la fa il consiglio regionale, ed è fatta in base e proporzionalmente ai gruppi consigliari, senza riferimento ai voti dei cittadini, questi sono solo successivi e subordinati alla consistenza dei gruppi regionali.

Com’è ovvio nessuna regione vieterà ad un gruppo di formarsi, ogni consigliere sarà libero di iscriversi al gruppo che vuole e quindi questo è già un punto che può creare un primo effetto distorsivo con la legge che verrà eventualmente fatta per costituire il listino regionale che gli elettori dovrebbero indicare.

Successivamente c’è una seconda discriminante, ci potrebbero essere in quel listino candidati che risultano essere diventati senatori ma che magari non sono riusciti a diventare consiglieri regionali e su questo punto l’emendamento finocchiaro è assolutamente chiaro: il voto dei cittadini è riferito ai consiglieri regionali.

Quindi in questo caso il voto dei cittadini nel listino è negato ulteriormente ed il consiglio regionale indicherà il secondo o il terzo del listino e lo nominerà al senato.

Tutto questo se il listino in realtà non faccia diventare anche consiglieri regionali, oltreche senatori, ma a quel punto va fatta una redistribuzione di tutti i seggi nella legge elettorale regionale con il rischio in alcuni casi di renderne tecnicamente IMPOSSIBILE l’effettività.

Ed anche in questo caso, in caso di listino e di legge elettorale che assegnano entrambi dei posti in consiglio regionale, ancor di pià c’è distorsione tra risultato elettorale e grandezza dei numero in consiglio quindi ancor piu il consiglio avrà potere discriminatorio e decisionale sul risultato elettorale sempre in base al principio della “proporzionalità tra i gruppi regionali”.

Infine nel caso in cui il listino invece di prevedersi in un collegio unico regionale si prevede suddiviso in vari collegi plurinominali (che credo non potranno superare i 2 o 3) sarà incrementato ulteriormente il potere decisorio e discriminatorio del consiglio regionale nel momento in cui c’è da comparare la proporzionalità tra i gruppi in consiglio e le preferenze dei singoli candidati, si badi bene, di candidati all’interno dello stesso partito presenti in zone diverse.

In poche parole se nel collegio A di 100 mila abitanti un candidato del listino prende 500 preferenze, nel collegio B che magari ha il doppio di abitanti le preferenze sono 750.

E’ chiaro che nel rapporto preferenza-elettore andrebbe eletto il candidato del collegio A, ma come numero assoluto di preferenze andrebbe eletto il candidato del collegio B.

Questo significa che i collegi creati dai consigli regionali per l’elezione dei senatori potranno favorire o favorire degli eletti in base al numero degli abitanti.

Essendo che il numero dei collegi sarà inferiore al numero delle province, saranno in quel caso disegnati dei collegi che comprendono grandi città con piccoli luoghi.

Quindi il consiglio regionale deciderà discrezionalmente, preso atto della proporzionalità tra i gruppi, che il candidato del collegio A dovrà essere eletto al posto del candidato del collegio B, DELLO STESSO PARTITO MAGARI AVVERSO ALLA MAGGIORANZA CHE HA VINTO LE ELEZIONI.

E questo accade perchè nell’altro collegio per l’effetto flipper sarà eletto a senatore un candidato del partito di maggioranza che ha ottenuto piu preferenze dell’altro candidato della stessa maggioranza.

Cioè siamo arrivati al punto in cui la maggioranza che ha vinto le elezioni in regione deciderà discrezionalmente il nome dei senatori che sono stati eletti in altre forze politiche, e tutto ciò non necessiterà nemmeno di un voto a maggioranza qualificata!

Ripeto, di fronte a questo effetto flipper nessuna legge elettorale ha priorità di decidere una qualunque cosa, solo il consiglio regionale in base alla proporzionalità dei gruppi regionali avrà la parola finale.

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