Referendum propositivi e voto elettronico

I referendum propositivi dovrebbero essere messi in costituzione.
Questi referendum hanno un puro scopo indicativo dei sentimenti della popolazione.
Sono senza alcun valore legale pertanto sono senza quorum.
Questi referendum si potrebbero svolgere con l’ausilio del voto elettronico per risparmiare denaro , ma non accontentandosi di questo , perchè oggi le tecnologie permettono a tutti i cittadini di esprimersi senza spese per lo stato.
Se ci pensiamo tutti andiamo dal tabacchino a giocare all’enalotto o in posta a spedire una lettera, perchè allora non possiamo votare dei referendum in questo modo, ognuno con il proprio badge magnetico senza nemmeno allestire appositamente dei seggi ma votando piu volte durante l’anno?
Questo tipo di referendum sarà comunque maggiormente rappresentativo dei sondaggi demoscopici che quotidianamente ci scassano i puntini puntini e che orientano le scelte dei politici.
Se volessi allargarmi scriverei di sostituire la democrazia rappresentativa con il voto elettronico dei referendum, tramite l’identità digitale, ma non voglio correre troppo, anche perchè per me la democrazia rappresentativa sarebbe un valore se non ci fossero certi virus maggioritari in giro che mietono vittime.

E allora ribadisco il concetto completo sui referendum :

Giusto è il quorum su quelli che abrogano parzialmente o interamente una legge fatta dal parlamento.

Ci dovrebbero essere i referendum propositivi senza quorum con voto elettronico e dovrebbero essere consentiti anche su materie fiscali in deroga alla costituzione, avendo mero scopo indicativo; I cittadini pagano le tasse ed è giusto che possano esprimersi sui referendum anche su argomenti fiscali.

Il numero dei parlamentari dovrebbe essere legato al numero di elettori che si recano alle urne, se va a votare il 50% ci devono essere la metà dei parlamentari e ad ogni parlamentare deve corrispondere un preciso numero di elettori senza premi di maggioranza, ripartendo i seggi con il sistema proporzionale.
In questo modo chi non va a votare entra a pieno titolo nel parlamento e la sua volontà viene rappresentata e diventa lo specchio della società.
Vogliono gia ridurre il numero dei parlamentari , se si attua questa proposta il numero dei parlamentari non sarà fisso ma sarà variabile a seconda del numero dei votanti.
Evidentemente poi i regolamenti devono tener conto solo dei seggi effettivamente assegnati altrimenti salterebbe il numero legale.
Questo sistema si incastrerebbe perfettamente con l’elezione diretta del presidente del consiglio e con l’elezione dei ministri già descritta nelle settimane precedenti.

P.S.
Nell’epoca di internet e del voto elettronico,la risposta dell’uomo solo al comando che tenta di chiudersi a riccio all’interno del palazzo non potrà piu essere per forza di cose la richiesta di una piu forte democrazia parlamentare, ma si evolverà inevitabilmente verso l’eliminazione completa del parlamento e della democrazia rappresentativa, sostituita da referendum votati dai cittadini in cui vige l’uno vale uno.
I legislatori dovrebbero pensare a questo, e forse riusciranno a capire quanto stanno tirando la corda dalla parte sbagliata.
Nel prendersela con i contrappesi e con la rappresentanza finiranno per portare all’eliminazione qualsiasi rappresentanza.
Sono i due opposti, ed in mezzo c’è il voto popolare che dovrebbe avere una sacralità e che quotidianamente viene irriso.

E siccome la verità sta nel mezzo, nel mezzo c’è l’uguaglianza del voto e la democrazia rappresentativa.

Annunci