La repubblica muore sotto i colpi della ghigliottina

ImmaginePer paradosso oggi tocca alla repubblica morire sotto i colpi della ghigliottina, nell’andamento che tende ad allontanarsi dalla democrazia e ad avvicinarsi ad un nuovo medioevo,al nuovo feudalesimo, eppure eravamo partiti parlando di “nuovo rinascimento”.

La china è brutta e parecchio pericolosa….

Che sia chiara una cosa, non esiste in natura un regolamento che prevede a priori la decadenza di tutti gli emendamenti.
La costituzionalizzazione della ghigliottina non può esistere in uno stato di diritto, la legge ghigliottina approvata in abruzzo non è accettabile.
La faccenda sta prendendo davvero una brutta piega.
E’ l’assemblea a dover decidere non è il presidente del consiglio o il presidente di regione a dover imporre la propria linea la sera prima di un voto importante.
L’aula è lì appositamente per votare dei testi che devono poter essere modificati, altrimenti si va contro alla costituzione in quanto i consiglieri sono eletti dal popolo e se si costituzionalizza il diritto ad impedire lo svolgimento del loro ruolo si fa carta straccia delle regole di convivenza e si straccia la costituzione.
Altrimenti lo si dica chiaramente che l’italia non è piu una repubblica democratica, che non è piu una repubblica parlamentare, ma piu semplicemente una “repubblica dittatoriale della minoranza” che con alcuni trucchi contabili durante lo scrutinio delle schede ruba dei seggi e diventa maggioranza ed imedisce alla vera maggioranza degli elettori di far esprimere nelle assemblee i rappresentanti che ha eletto.
Una volta che si parte da questa considerazione, ci deve essere un sistema per accorciare i lavori in caso di ostruzionismo, ma questo sistema non può entrare in vigore a seconda di come si tira su dal letto l’assessore di turno, se si alza con il piede sbagliato non può togliere improvvisamente un diritto costituzionale a sua piena e personale discrezionalità.
Va stabilito un numero minimo di sedute a garanzia del buon funzionamento dell’istituzione e questo numero di sedute va calcolato in base alla media del tempo che serve normalmente per approvare un testo di legge, e stabilito questo, solo allo scadere di tale termine, il regolamento può prevedere forme di taglio dei tempi, ma solo con un preavviso di almeno 24 ore, di modo che le minoranze possano decidere se il loro comportamento debba subire modifiche e se gli emendamenti debbano essere ritirati per arrivare all’approvazione del testo prima di tale scadenza.
In questo modo sono garantiti i diritti costituzionali e sono garantiti i tempi, si evitano colpi di mano e si ottiene una dialettica che permette anche alla stessa maggioranza di argomentare con tranquillità le proprie posizioni senza la fretta dell’assessore di turno che lo ricordo è stato nominato da una sola persona e non invece eletto.

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