L'unico vero jobsact lo ha fatto Mario Draghi

Qulcuno può pensare : il solito gufo che non accetta le grandi vittorie del nostro grande premier Mattero Renzi.

Niente affatto, non sono (solo) mie opinioni, ci sono moltissime organizzazioni economiche che affermano questa cosa.

Da ultimo perfino il Fondo Monetario Internazionale che nel terzo capitolo del suo scritto intitolato “Exchance rates and trade: disconnected?” afferma che “Un deprezzamento del 10% della valuta di un Paese può incrementare le esportazioni in media dell’1,5% del Pil” e ancora “i movimenti dei cambi hanno ancora un effetto notevole su import ed export con implicazioni per le dinamiche inflative e per la trasmissione delle politiche monetarie”

Come tutti sanno, l’euro ha avuto un deprezzamento molto superiore a quel 10%, e non è un caso se praticamente tutti i paesi della zona euro hanno rivisto al rialzo le prospettive sul Prodotto Interno Lordo mentre negli anni scorsi si partiva sempre con numeri piu alti per poi ripiegare.

Dunque non bisogna prendere lucciole per lanterne, il vero Jobsact è stato fatto da Mario Draghi anche prima dell’intervento deciso con il QE quando ha cominciato a stampare banconote.

Di fatto anche se oggi ci fosse ancora in carica il governo di Enrico Letta, e non fosse stato fatto il jobsact di matteo Renzi, i dati sarebbero positivi ugualmente, perchè a cambiare è il quadro macro economico.

Che poi il governo si mettesse d’accordo con se stesso, cambia idea ogni minuto, il ministro dell’economia diceva che per vedere i frutti del Jobsact messi in atto dal suo governo ci sarebbero voluti almeno 24 mesi, come minimo, l’anno scorso dicevano però hanno sbagliato le precisioni sul PIL di oltre l’1% in negativo ma affermavano che dal +0,7 il PIL sarebbe potuto crescere dello 0,3% arrivando all’1% grazie alle riforme del governo Renzi già attuate, mentre il PIL non solo non è cresciuto dello 0,7% ma era adirittura negativo dello 0,4%.

Si tratta di propaganda a scopo elettorale, nulla che abbia a che fare con dati oggettivi, se si esclude la detassazione per i primi 3 anni di cui però non si conoscono i risvolti futuri visto che quando terminerà il QE di Mario Draghi terminerà anche la detassazione dei lavoratori assunti oggi che saranno anche senza articolo 18 e saranno licenziabili in qualsiasi momento.

Esclusa la detassazione, il jobsact di questo governo ha varato una serie di misure che sono acqua fresca sommate ad altre misure che sono adirittura dannose il cui frutto avvelentato lo si vedrà quando tra alcuni decenni i 50enni verranno licenziati per far posto ai giovani che producono di piu e nssuna tutela crescente potrà dar loro la pensione.

Questo per le grandi aziende, per quelle piccole già non c’era l’articolo 18 ma si aggiunge il demansionamento senza che questo sia collegabile ad alcuna situazione di criticità nei conti dell’impresa.

Se si esclude la propaganda a reti e a social network unificati fatta dal premier Renzi, e si guarda con un minimo di oggettività anche quello che sta accadendo in altri paesi europei della zona euro dove la disoccupazione è in fase di diminuzione ed il prodotto interno lordo aumenta ben di piu che in Italia, ci si rende conto che l’unico vero jobsact, creale jobsact che funziona per le imprese per il commercio, per la produzione, per i posti di lavoro, lo ha fatto Mario Draghi.

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