Senato : il piano "A" non ha funzionato, serve piano "B"

Calderoli dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso, perchè afferma allo stesso tempo che il governo voleva il voto finale 5 giorni prima perchè quei 5 giorni avrebbero fatto usare la ghigliottina al presidente del senato e fatto approvare il testo identico a quello della camera dei deputati, questo lo ha detto lui, ma poi presenta degli emendamenti che agevolano quella ghigliottina.
Bisogna ammettere che la strategia è stata fallimentare, si è scudata la ministra, mentre era molto piu agevole un percorso diverso di unita delle minoranze punto per punto con l’eventuale aventino in vista del referendum.
L’aver presentato 500 mila emendamenti in commissione è stato un errore, ma sarebbero stati giusti se fossero stati tutti pensati e scritti con un certo senso, è divertente vederne così tanti ma alla fine il risultato non è stato quello desiderato.
Meglio sarebbe a questo punto la desistenza ed il ritiro anche degli utlimi 300 mila, andando alla conta su quei pochi necessari, utilizzando il tempo per convincere i senatori e facendoli stare tutti in aula per due settimane su quei pochi emendamenti, parlando anche per 3 ore su un singolo emendamento.
E’ da cambiare il clima, nel senso che ora i senatori non voteranno nulla di contrario a quello che dirà il governo perchè hanno paura che cambiando una sola virgola caschi tutta l’impalcatura.
L’unico modo per vincere il ministro Boschi è quello di escluderla dalla discussione di quei pochi emendamenti cercando di essere inclusivi con il resto del senato, creando un clima di fiducia sul lavoro che viene svolto, che fino ad ora è stato svolto al di fuori delle aule parlamentari.
I 300 mila emendamenti verranno fatti fuori con i canguri perchè scritti con un computer e non con delle teste pensanti.
Quindi meglio ritirarli e adottare un piano da trincea, senza arretrare di un millimetro pensando che c’è anche un referendum.

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