SENATO: ADATTAMENTO DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE S2025

Nella 14° legislatura, veniva presentato e passava quasi inosservato il disegno di legge costituzionale S2025 presentato dalla regione Calabria e composto da 19 articoli.

Spicca soprattutto la semplicità con cui è scritto e la sua comprensibilità.

Volevo tralasciare i dettagli tecnici anche se invito a leggere quel testo dal quale si possono trovare vari spunti, e volevo “traslare” quella proposta adattandola alla situazione odierna.

La legge costituzionale Boschi toglie alle regioni alcune importanti materie, ed elimina quelle concorrenti.

C’è però una terza via molto semplice, il dare al Senato le materie che oggi sono concorrenti e quelle che lo stato vuole riportare a se togliendole alle regioni. Il dare al senato le materie residuali, il dare al senato l’iniziativa legislativa su tutto ciò che riguarda gli enti locali, applicando poi il principio contenuto nella proposta di legge S2025, ma solo per il senato.

Vi sarà dunque il procedimento bicamerale su quelle materie SOLO SE la camera dei deputati a maggioranza assoluta riterrà di dover intervenire, il testo poi tornerà al senato, secondo un bicameralismo paritario e perfetto.

Cioè per quelle materie ritenute di interesse regionale il senato può legiferare ma la camera può controllare.

Si tratta di un punto di equilibrio.

Ho preso alcuni pezzi di quella proposta, ribadisco che vale per entrambe le camere visto che la fiducia è data da entrambe le camere, mentre l’adattamento prevede che essendo la sola camera dei deputati a dare la fiducia, questo bicameralismo paritario e perfetto valga solo per le materie spettanti al senato :

“Art. 70- quinquies . – Il disegno di legge approvato da una Camera é trasmesso all’altra e si intende da essa approvato se entro trenta giorni la maggioranza dei componenti di questa non richiede che il disegno di legge sia sottoposto all’approvazione della Camera di appartenenza.
La stessa richiesta puó essere presentata dal Governo.
Si osserva tale procedura fino all’approvazione definitiva del medesimo testo di legge da parte delle Camere.
I regolamenti parlamentari prevedono un termine piú breve quando risulti in modo espresso la rinuncia ad avanzare tale richiesta”.

C’è un meccanismo che stabilisce anche tempi piu brevi e che permette alle commissioni di approvare le leggi senza passare per l’aula :

Quando sia richiesta una seconda deliberazione sul disegno di legge, a norma dell’articolo 70- quinquies , la dichiarazione di urgenza da parte di una Camera importa l’adozione del procedimento abbreviato anche da parte dell’altra Camera. In tal caso il regolamento prevede che l’approvazione del disegno di legge sia deferita ad una Commissione.

Nel caso in cui ci sia uno stallo, cioè una delle due camere non voglia approvare un provvedimento :

“Art. 70- sexies . – Quando insorge un contrasto tra le Camere, il disegno di legge, dopo due successive deliberazioni adottate da ciascuna di esse, é rimesso ad una Commissione composta da un egual numero di deputati e di senatori in modo da rispecchiare la proporzione dei vari Gruppi, su richiesta del Governo o di un terzo dei componenti di una Camera.
Il disegno di legge é quindi sottoposto all’approvazione finale delle Camere con sole dichiarazioni di voto; se non é approvato da ciascuna di esse, il disegno di legge si considera respinto.
La stessa procedura é adottata su richiesta motivata del Governo o di un terzo dei componenti di una Camera quando non sia stato approvato il disegno di legge trasmesso dall’altra”.

Come si vede esiste un procedimento abbreviato, dove basta una sola lettura di una sola camera per far diventare legge una proposta e questo vale sia per le materie di competenza della Camera dei Deputati, sia per le materie di competenza del Senato. Poi però c’è una clausula di salvaguardia che in caso di bisogno ripristina il bicameralismo perfetto, e si ha quando la maggioranza assoluta dei componenti di una camera lo richiede ma se una delle due camere non vuole, la legge viene respinta.

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