La “mano invisibile” di Renzi sulle assemblee elettive

Il paragone non è azzardato, rifarsi al principio della mano invisibile di Adam Smith rientra perfettamente nella casistica sociologica e politica nella quale si sviluppa uno scenario capitalistico avanzato.

Con questo scritto voglio semplicemente dimostrare come la filosofia renziana sia aggangiata politicamente a quella presente nel libro “la ricchezza delle nazioni” prendendo come esempio le assemblee elettive.

Queste ultime sono un impaccio in quanto possono arrivare perfino a rappresentare la collettività democratica che discute e decide.

Per questo i renziani e ancor prima i “bipolaristi” hanno fatto in modo di creare una de-collettivizzazione delle assemblee elettive riducendone il peso, con vari sistemi.

Il premio di maggioranza e l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di provincia e regione è un sistema per accentrare il potere in mano ad una sola persona che ha ottenuto un voto in piu alle elezioni.

Ecco che l’assemblea elettiva perde la sua efficacia come ricerca di sintesi della collettività e diventa sintesi della contesa politica dell’o di qua o di là che finisce per creare una campagna elettorale permenante e quotidiana sui cittadini, e da qui nasce il primo distacco dei cittadini dalla politica.

La politica smette quello che è il suo ruolo, la ricerca della sintesi tra diverse parti nelle assemblee elettive e comincia lo scontro nella ricerca di quel voto in piu che in ogni caso evita la collettivizzazione dell’assemblea.

Ma tutto questo non basta per legare il tutto ad Adam Smith, il progetto renziano va ben oltre a questo.

Osserviamo come va a saltare completamente il rapporto eletti-elettori al senato della repubblica, diminuendo il numero dei senatori di piu di 2/3 che diventerebbero solo 100 e facendo in modo che essi rappresentino l’istituzione regionale e non piu i cittadini e a tal fine modificando la costituzione.

Osserviamo come nell’altra camera la presenza del capolista bloccato in ogni ognuna delle 100 circoscrizioni previste sia un impedimento vero e proprio al rapporto eletto-elettore in quanto quel candidato non è votabile e va a prendersi il seggio prima di coloro che sono votati con le preferenze.

Esaminiamo come proprio nel 2015 sia diminuito del 30% il numero di consiglieri regionali, dunque restringendo a dismisura il rapporto eletti-elettori nei collegi provinciali di ogni regione.

Infine l’eliminazione totale del voto popolare nelle provincie che porta a zero il rapporto eletti-elettori.

Un vero bollettino di guerra.

Ma questo accade proprio perchè essendoci l’elezione diretta viene meno il ruolo dell’assemblea elettiva, come sintesi della collettività nella ricerca delle soluzioni, dunque viene meno l’esistenza stessa ,delle assemblee elettive,il loro senso,in quanto esistono solo per dire si al grande capo eletto direttamente.

E qui si ritorna ad Adam Smith il singolo che è bravo, che vince le elezioni è superiore alla collettività e prende le decisioni al posto della collettività mandando in crisi la rappresentanza democratica per come era intesa nella vecchia scuola.

Finirebbe qui, se non fosse che il principio della mano invisibile afferma che è la somma dei singoli a creare l’interesse collettivo.
Cioè il singolo facendo il suo interesse sta facendo anche l’interesse della collettività.

E questo si rispecchia perfettamente nella filosofia renziana.

Sono i singoli sindaci ad essere eletti nei consigli provinciali, l’assemblea elettiva che ha già visto 20 anni fa perdere il senso di sintesi collettiva viene cancellata e con essa anche il voto popolare, nella nuova riorganizzazione delle province.

Rimangono i singoli del livello sottostante che hanno preso il controllo delle proprie assemblee sostituendo la rappresentanza collettivita,che vanno a creare l’assemblea provinciale e la giunta provinciale senza il voto dei cittadini.

L’assemblea elettiva di palazzo madama viene eliminata, al suo posto i singoli eletti nel livello sottostante(grazie all’elezione diretta e al premio di maggioranza regionale) vanno a crearsi la loro assemblea.

Gli impacci vanno eliminati…

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