L’antinomia del “lodo tatarella” con i “gruppi regionali”

Ho sentito parlare di modello tatarella, dunque si vuole come per le elezioni regionali del 1995 fare in modo che l’elettore possa “designare” i candidati per il senato e che il consiglio regionale approvi in via definitiva l’elezione mantenendo una certa discrezionalità.che consente comunque una sostituzione del futuro senatore che dovesse decadere senza l’obbligo di dover ripassare per il voto popolare.

Il punto però non è tanto questo, il punto vero è la definizione che la legge costituzionale fa del proporzionale rispetto non al voto dei cittadini ma riguardo alla consistenza dei gruppi regionali, già approvato in doppia lettura conforme.

Ci possono essere varie interpretazioni su questo ed è comprensibile, ma affermare che sono gli elettori a decidere la sera stessa del voto con il modello tatarella non può coincidere con la dicitura che riguarda la proporzionalità dei gruppi consigliari.

La sera stessa del voto non esistono gruppi consigliari esiste un numero di seggi spettante ad alcune liste e altri seggi spettanti ad altre liste, ma affinche vi siano i gruppi parlamentari si deve prima insediare il consiglio regionale.

Dunque la proporzionalità nella legge costituzionale non si può applicare la sera stessa delle elezioni perchè ogni consigliere sceglie autonomamente di quale gruppo far parte e da molti anni c’è l’usanza di presentare la “lista del presidente” che in caso di bisogno può unirsi ai voti del partito di provenienza del presidente per modificare gli equilibri, così come gruppi che hanno ottenuto il 5% possono unirsi fino a scavalcare una lista che ha ottenuto il 15% a cui magari spetterebbe un seggio che non otterrà.

Quindi in ogni caso quella lettura in doppia conforme riguardante la proporzionalità tra i gruppi regionali è quantomeno incompatibile con quello che viene chiamato “lodo tatarella” e serve dunque come diceva la presidente finocchiaro almeno una riunione dei capigruppo con il principio “nemine contra dicere” per proseguire su quella strada.

Poi c’è il secondo punto, se si parla di tatarella a me viene in mente il premio di maggioranza e dunque in questo caso si guarderebbe ai seggi computanto anche il premio di maggioranza di chi ha eletto il presidente della giunta regionale.

Fermorestando l’errore precedentemente descritto, anche in questo caso il premio non riguarda i gruppi che devono ancora formarsi ma il numero di seggi assegnati la sera stessa del voto, dunque anche qui ci sarebbe antinomia tra norme costituzionali.

E ci sarebbe antinomia con i gruppi regionali anche se NON fosse considerato il vincitore delle elezioni regionali ma avvenisse una ripartizione proporzionale reale per i seggi al senato cioè senza considerare il premio di maggioranza, cosa che consiglio visto che si parla di elezione proporzionale.

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