Vogliono farsi la repubblichina : la controproposta

Non posso riconoscere alcuna costituzione che vada contro i principi scritti nel 1948.

E’ in atto un golpe bianco e truffaldino.

Per me il senato è e rimane composto 315 unità, non c’è altro numero al di fuori di questo.

Si facciano pure la loro repubblica,vedremo che fine farà…

Certo, perchè un conto è dire che un rappresentante ha diritto di voto sia in consiglio regionale sia in senato, e un conto ben diverso è dire che è consigliere regionale senza diritto di voto e che è senatore a tutti gli effetti.

Un conto è dire che il senato è composto da 100 rappresentanti e un conto è dire che è composto da 315.

Un conto e dire che una parte dei consiglieri regionali diventano senatori, in maniera proporzionale sulla base dell’esito dei voti dei cittadini,ed a che che il numero dei consiglieri regionali diminuisce perchè il resto dei rappresentanti va a fare il senatore, e l’altro è dire che ci sono i dopolavoristi che devono fare entrambe le cose.
Da questo punto di vista non ci siamo proprio.
Meglio un consiglio regionale dimezzato nei numeri, con l’altra metà che va a fare il senatore, con i senatori che restano di 315 unità ma che sono pagati dalla regione e che non fanno il doppio lavoro.

Il costo è comunque lo stesso, in circostanze particolari i senatori possono aver diritto di voto in consiglio regionale, quando ad esempio viene cambiato lo statuto o viene modificata la legge elettorale.

Fatti due conti la metà dei consiglieri regionali diventerebbe senatore, verrebbe ristabilità la giustizia del numero di senatori in ragione del rispetto della proporzionalità dei rappresentanti relativamente alla popolazione.

Il costo rimarrebbe identico a quello della riforma costituzionale prevista oggi e una buona legge elettorale permetterebbe anche alle forze politiche territoriali che sono sotto il 10% di avere rappresentanti eletti direttamente.

Naturale è che l’elezione del senato abbia la priorità rispetto all’elezione regionale e che se dunque un gruppo ha un solo rappresentante in regione nel caso in cui venga eletto in senato costui sarà in consiglio regionale senza diritto di voto.

Però poi ovviamente il senato deve essere considerato come assemblea a tutti gli effetti delle regioni, con l’autorità che gli compete ed essere cioè in grado di deliberare su alcune competenze regionali applicando l’interesse nazionale, ovvero su richiesta del governo, non la camera, ma il senato potrà far valere questo interesse, e di fare da vero contrappeso istituzionale all’altra camera.

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