Il ritorno del PIL positivo dopo 4 anni di recessione

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In linguaggio borsistico si chiamerebbe rimbalzo.

E’ successa la stessa cosa tra la metà del 2009 e la metà del 2011, dunque come ho ripetuto piu volte, non è da 7 anni che l’italia è in recessione.
Il PIL sta rimbalzando e lo si vede chiaramente nell’andamento degli ultimi anni, -2,4 , -1,9 , -0,7 ,+0,7.
Ora c’è da capire rimbalzo rispetto a che punto di partenza, ci sono state due recessioni, prima del 2009 con la perdita di oltre il 6% del PIL, dopo il 2011 con la perdita di oltre il 5% del PIL.
E’ brutto a dirsi, piu notizie economiche scoraggianti si sentono nei paesi emergenti, meglio è destinata ad andare l’europa.
Infatti non da oggi sostengo che il Prodotto Interno Lordo viene prelevato da economie e portate in altre economie, se c’è un problema di stabilità in quei paesi è piu facile che con l’euro leggero ci sia la decisione di ritornare qui,di comprare prodotti provenienti da qui,o che da qui si comprino un minor numero di semilavorati dall’estero creando posti di lavoro.
Per cui, piu calano gli altri piu aumentiamo noi, poi chiaramente tutto è relativo quando c’è l’inflazione di mezzo.
Io ritengo che possano esserci gli estremi per un rimbalzo anche del 3% in 3 anni, ma potrebbe essere anche del 6% se venissero fatte le riforme giuste, che comunque dubito verranno mai fatte.
A meno che, il prezzo del petrolio e il cambio dell’euro non tornino a penalizzare il continente, e questa sarebbe la condanna definitiva di una classe politica che ha gettato via l’ultima opportunità per fare i corretti investimenti per ottenere l’indipendenza energetica.
In questo caso si ripartirebbe con la ridiscesa inevitabile e questo dimostrerebbe che quelle riforme fatte da questi governi sono un danno perchè sono sbagliate concettualmente.
Diciamo che le mie previsioni del PIL per il 2016 vanno da una forbice negaiva del -0,4% , questo nel caso di nuova bolla speculativa che colpisce piu economie mondiali, al 2% se proprio c’è un colpo di fortuna, non di bravura perchè quella è esclusa a priori.
Comunque ribadisco che già c’è stato un rimbalzo del PIL 4 anni fa della durata di 2 anni, ma poi senza una vera politica economica che solo con la moneta si può fare, è tornato a scendere,inevitabilmente.

Cosa dire della strategia di questo governo, è un pochettino rischiosa.
Il dire che se c’è una crescita del PIL si levano le corrispondenti tasse relative a quell’incremento potrebbe funzionare così come potrebbe essere una catastrofe.

Se il ciclo economico è positivo, com’è ora, potrebbe funzionare, piu cresce il PIL piu le tasse si abbassano, piu si abbassano e piu si diventa appetibili e si crea un ciclo virtuoso, che potrebbe essere auto alimentante.

Mi aspetterei che questo venisse fatto solamente con l’IVA, allora sarebbe un colpo ai prezzi, l’inflazione rimarrebbe ferma se non adirittura negativa, ma proprio a causa dell’abbassamento dell’IVA.

Ripartirebbero i consumi, quindi ripartirebbe il PIL e si autoalimenterebbe la ripresa economica abbassando poi di conseguenza ulteriormente l’IVA, abbassando ulteriormente i prezzi, aumentando nuovamente il PIL,abbassando ulteriormente l’IVA, nel frattempo creando almeno 2 milioni di posti di lavoro.

E così via.

Escludento a priori di abbassare l’IVA delle importazioni.

Se però in futuro c’è un periodo di recessione, l’unica cosa che si potrà fare sarà l’innalzamento delle tasse.

Infatti utilizzare oggi la crescita del PIL per abbassare le tasse significa che dovranno essere alzate nuovamente se questo decresce, in quanto non c’è un margine da quale attingere, e questo significa aggravamento della recessione, esattamente quello che è successo già due volte negli ultimi 7 anni.

Senza considerare i tassi di interesse, non aver predisposo misure fiscali una tantum, come le detrazioni fiscali dell’IVA per aumentare la vendita di certi prodotti, ed aver invece usato quei risparmi per alimentare la spesa corrente, che non si potrà interrompere da un momento all’altro ma andrà a creare ulteriore debito se i tassi dovessero salire, rappresenta un grave errore.

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