Colosseo : pagare straordinari o istituire il servizio civile nazionale

Immagine Certo, sul colosseo i sindacati hanno torto marcio, ma se a me fosse scaduto il contratto da diversi anni, e non mi fossero corrisposti gli straordinari, probabilmente farei lo stesso.
O si dice che gli straordinari non sono ammessi, e allora se non sono ammessi non si fanno e non devono essere corrisposti, oppure si pagano.
Se sono vietati gli straordinari basta creare il servizio civile nazionale per i disoccupati, in modo da implementare il numero delle persone che si occupano dei servizi pubblici.
Si crea un risparmio dal punto di vista degli straordinari, si da qualche cosa da fare si disoccupati, le casse dello stato ne risentono ma solo parzialmente ed i servizi funzionano meglio.
Non ho idea delle buste paga dei custodi al colosseo, immagino non superino i 2 mila euro mensili lordi, quindi in questo caso se fanno degli strordinari hanno tutte le ragioni per chiedere di essere pagati.
Tra l’altro il danno è maggiore per le casse dello stato, perchè i turisti non pagano il biglietto non visitando la struttura.
Però se devo essere onesto, se un sito messicano parla dello sciopero, la situazione è negativa fino ad un certo punto, in quanto anche quella è pubblicità gratuita fatta in un luogo distante, è negativa, ma è pubblicità.
Si potrebbe paragonare della critica, permette di guadagnare popolarità.

Il ministro Franceschini aveva avanzato una proposta federalista per far mantenere sul territorio una parte delle risorse dei biglietti, ma evidentemente non è così visto che gli straordinari non vengono pagati.

C’è da chiedersi se dietro questa strategia non ci sia un federalismo ma solo la volontà di privatizzare ogni servizio offerto.

Se è il privato che guadagna può decidere gli stipendi, si dice che vengono ridotti gli sprechi anche se in realtà il prezzo dei biglietti è salito.

Se è il pubblico a farlo allora sicuramente è improduttivo, sicuramente va tagliato ed efficentato qualche cosa, e non serve nemmeno pagare i lavoratori.

Due metri, due misure create dall’ideologia consumista.

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